Alpha Pharma Service, test sierologici e tamponi covid fanno volare i ricavi 2020

Filiera

Alpha Pharma Service, la società pugliese che fornisce alle farmacie test sierologici e tamponi per lo screening di covid-19, ha chiuso il 2020 con ricavi superiori ai 15 milioni di euro (erano 3,2 nel 2019) e un utile netto di 2,4 milioni. Sono le cifre – ancora preliminari – che l’amministratore delegato Michele Cassese anticipa in un articolo del web magazine finanziario Bebeez.it: la marginalità ammonta al 29% e l’indebitamento finanziario netto consiste soltanto nel minibond a 3 milioni di euro, scadenza dicembre 2025 e cedola al 5,4%, emesso a dicembre e sottoscritto per intero da un hedge fund.

I progetti a venire riferiti alla rivista dall’ad, invece, comprendono lo sbarco in borsa nel giro di un paio di anni e, per fine marzo, l’acquisto di due immobili che ospiteranno sede e nuovo opificio della società, dove verrà collocata la produzione di alcuni nuovi prodotti. «Quest’anno vogliamo consolidare i numeri del 2020» spiega Cassese «e metteremo le basi per la quotazione in Borsa, che spero potrà arrivare il prossimo anno».

Alpha Pharma Service è stata fondata nel 2011, è controllata dalla famiglia Cervelli e conta 35 dipendenti. E’ una life science company del comparto biomedicale che, prima di affacciarsi sul mercato dei test diagnostici per covid, si dedicava alla produzione di misuratori di glicemia per diabetici. «In questo settore abbiamo continuato a fare ricerca» prosegue Cassese «grazie alla nostra partecipata al 19% Emtesys. Abbiamo vinto la gara indetta in Lombardia per i misuratori di glicemia destinati ai pazienti fragili».

Tra gli altri progetti, il lancio di un nuovo integratore a base di vitamina D («abbiamo acquistato la formula da un gruppo di scienziati toscani e usciremo il prossimo marzo nelle farmacie» specifica Cassese) e un integratore per il controllo del colesterolo che verrà proposto a farmacie e medici di famiglia grazie all’accordo sottoscritto con una rete di una trentina di informatori scientifici. Tutti questi investimenti, conclude Cassese, «saranno finanziati con i proventi del minibond emesso a dicembre e, se nel frattempo dovessero nascere ulteriori necessità di finanziamento, ne emetteremo un altro».

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