Per gli italiani il prezzo rappresenta oggi un fattore importante anche negli acquisti di farmaci e prodotti per la salute. Ma prima vengono qualità e affidabilità, più che in molte altre categorie di consumo. È una delle indicazioni provenienti dalla survey The State of Shopping 2026, realizzata da Shopfully – piattaforma internazionale specializzata nel drive to store e nel marketing digitale per il retail – su oltre settemila consumatori residenti in Europa, Nord America e Australia, dai 25 anni in su e selezionati con particolare attenzione ai responsabili degli acquisti familiari.
La ricerca, è la prima evidenza, rivela che in Italia c’è più prudenza che altrove verso i consumi: il 57% degli intervistati ritiene che il proprio potere d’acquisto quest’anno non migliorerà e il 62% ammette di avere l’abitudine di distribuire gli acquisti tra insegne diverse per intercettare le offerte migliori (a livello europeo la media si ferma al 44%); ancora, il 52% dei nostri connazionali privilegia i prodotti in promozione (in perfetta media con gli altri Paesi europei) e il 43% riduce gli acquisti non essenziali.
Dall’indagine, in sostanza, arriva netta l’indicazione che le promozioni rimangono un “gancio” rilevante per i consumatori: il 97% degli europei riconosce che tale leva incide in modo significativo sulle loro decisioni d’acquisto, una quota che in Italia sale addirittura al 99% (con il 70% che ammette di esserne influenzato «molto» o «moltissimo»).
È però nell’analisi delle singole categorie merceologiche che emergono le indicazioni più interessanti per il canale farmacia. Secondo la survey, nel beauty e nella cura della persona la qualità del prodotto rappresenta un elemento decisivo per il 52% degli italiani, una quota superiore alla media europea (44%) e seconda soltanto alla Bulgaria (53%). Quando si tratta di acquistare farmaci, poi, la qualità del prodotto diventa un fattore determinante per il 59% degli intervistati italiani, mentre il prezzo competitivo e il rapporto qualità-prezzo si fermano al 41%. Seguono reputazione del marchio (32%), esperienza d’acquisto (33%), disponibilità del prodotto (13%) e servizio clienti (9%). Il dato fotografa un comportamento diverso rispetto ad altri comparti, nei quali il prezzo continua a prevalere nettamente: nell’abbigliamento, ad esempio, il rapporto qualità-prezzo pesa per il 75% contro il 39% attribuito alla qualità, mentre nell’elettronica il divario è 64% contro 54%.
Nelle categorie legate alla salute, è la sintesi che tira il report, il consumatore assume un atteggiamento più consapevole: il prezzo rimane importante, ma viene valutato insieme a fiducia, affidabilità e performance del prodotto. Un orientamento che distingue farmacia e cura della persona da categorie più sensibili alle promozioni, come moda o alimentare, dove prevale la ricerca della convenienza immediata.
Anche il rapporto con le insegne commerciali conferma una fedeltà sempre più relativa. Il 60% degli italiani dichiara di essere disposto a cambiare punto vendita in funzione di offerte e promozioni, contro una media europea del 56%, mentre il 59% sceglie abitualmente il negozio più vicino o più comodo. Solo il 57% afferma invece di acquistare sempre nelle stesse insegne, una quota inferiore al dato europeo (65%), segno di un consumatore più mobile e disposto a modificare le proprie abitudini pur di ottenere condizioni economiche migliori.
Nel complesso, conclude Shopfully, emerge il profilo di uno «shopper consapevole»: un consumatore che confronta prezzi e promozioni con maggiore sistematicità, ma che nelle categorie ad alto coinvolgimento, come salute e benessere, continua a riconoscere alla qualità e alla fiducia un valore superiore rispetto al semplice risparmio.




