Serializzazione, altra grana: in ritardo i bollini “allegato A”. Le aziende: fateci distribuire le nuove confezioni dal 9 febbraio anche senza
Rimane tormentato il percorso che porta all’adozione anche nel nostro Paese della serializzazione con datamatrix, il sistema di tracciatura dei farmaci con ricetta che nel resto dell’Ue è già in vigore da diversi anni e in Italia diventerà realtà dal 9 febbraio 2027. Ai problemi già insorti nei mesi scorsi (uno su tutti l’esclusione dalla tracciatura, almeno nella fase iniziale, dei farmaci prescritti in regime privato, cioè fascia A non rimborsata e fascia C) si aggiungono ora i ritardi della Zecca di Stato nella stampa dei nuovi bollini “allegato A”, ossia la carta valori che a regime dovrà sostituire le vecchie fustelle adesive.
Perché dal 9 febbraio le industrie del farmaco sfornino soltanto confezioni che rispettano i requisiti della serializzazione (come prescrive la legge) le aziende produttrici avrebbero bisogno fin d’ora dei nuovi bollini. E invece, dal Poligrafico non è arrivato nulla. Il problema era già stato posto nella seduta convocata a fine settembre dal tavolo di monitoraggio sulla serializzazione, cui partecipano Ministero, sigle della filiera e attori coinvolti. A poco meno di un mese da quell’incontro, è la voce che filtra dai produttori, la situazione è rimasta la stessa.
Le più preoccupate, ovviamente, sono le aziende stesse, che in base agli accordi presi al tavolo dovrebbero presentarsi all’appuntamento del 9 febbraio con 180 milioni di scatole già pronte da immettere nella filiera. Per tale motivo, nei giorni scorsi l’industria avrebbe chiesto al Ministero una deroga che le consenta di distribuire anche scatole prive della carta valori: in fondo, è il ragionamento delle aziende, l’assenza di questo bollino – che non reca con sé alcuna informazione – non inficia la tracciatura delle confezioni (cui provvede il datamatrix stampato sulle scatole) e se l’Italia è l’unico Paese ad averlo voluto in aggiunta alla normale serializzazione è soltanto per assicurare al Poligrafico le entrate che gli garantiva il vecchio bollino adesivo.
Dal Ministero ancora non sono giunte risposte, in ogni caso la grana rappresenta un altro dei problemi che pendono sull’avvio della tracciatura europea dal prossimo febbraio. L’altro, soltanto per fermarci agli interrogativi di maggior rilievo, riguarda il destino dei farmaci con ricetta non rimborsati: come Pharmacy Scanner aveva già rivelato (a fine giugno), all’avvio il Sistema tessera sanitaria di Sogei assicurerà il “decommissioning” da parte delle farmacie – ossia l’annullamento del codice datamatrix all’atto della dispensazione della scatola – soltanto sui farmaci prescritti con ricetta Ssn. I farmaci di fascia C e quelli di fascia A acquistati in regime privato dovrebbero essere decommissionati pure loro, ma al momento non è dato sapere come le farmacie potranno farlo dato che il Sistema Ts non copre il non rimborsato.
Non è ancora chiaro come l’Unione europea prenderà questa “personalizzazione” soltanto italiana del sistema di tracciatura. Nel frattempo, però, le farmacie possono tirare un sospiro di sollievo rispetto a un’altra grana della serializzazione, quella dei farmaci prescritti su ricetta rossa cartacea: inizialmente, anche per queste confezioni Sogei aveva escluso il decommissioning tramite Sistema Ts, creando non poche preoccupazioni perché senza l’annullamento le farmacie avrebbero fatto fatica a tariffarle (senza il vecchio tagliando adesivo come si dimostra la dispensazione?). Il problema però sembra superato: nei giorni scorsi, infatti, Sogei ha comunicato di avere predisposto una «soluzione tecnica» che consentirà ai farmacisti di collegare il numero della ricetta rossa cartacea al codice datamatrix della confezione dispensata. Serviranno aggiornamenti ai gestionali delle farmacie, ma almeno questa “asperità” (ridotta, considerato che secondo dati della stessa Sogei attualmente le ricette rosse cartacee non sarebbero più del 4% del totale) è stata risolta.
Sempre in tema di tariffazione, infine, resta al momento aperta anche l’incognita fustelle: come già detto, dal 9 febbraio 2027 cominceranno a circolare scatole senza bollino adesivo, dunque le Regioni dovranno comunicare per tempo alle farmacie come regolarsi con i registri su cui oggi i farmacisti attaccano i bollini staccati dalle confezioni. A quanto risulta, al momento nessun servizio farmaceutico ha ancora diramato istruzioni chiare al riguardo, e alla scadenza ormai non manca più tanto. Ma in Italia siamo abituati alle emergenze dell’ultimo minuto.


