Gmm Farma, in sei anni più di 1,5 milioni di farmaci dal parallel trade

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Un milione di persone aiutate a reperire i farmaci soggetti a carenza che servivano per le cure, in totale 1.543.231 confezioni di medicinali distribuite nel periodo compreso tra il 2020 e il 2026. Questo il contributo di Gmm Farma, tra i principali operatori italiani nell’importazione parallela di medicinali, con una quota di mercato pari al 31%. Un impegno costante, recita un comunicato diffuso dall’azienda, volto a garantire disponibilità e continuità terapeutica, contribuendo concretamente a supportare il mercato e a garantire l’accesso alle terapie per i pazienti: antibiotici, antiepilettici, coadiuvanti in terapia oncologica, medicinali ampiamente prescritti e utilizzati quotidianamente, la cui indisponibilità può generare importanti difficoltà sia sul piano terapeutico sia su quello organizzativo.

«Raggiungere questo risultato rappresenta un contributo allo sviluppo della nostra società» dichiara Gian Maria Morra, ceo Gmm Farma e presidente di Ami (Affordable Medicines Italia), l’organizzazione che rappresenta le aziende italiane del comparto «l’importazione parallela dev’essere una leva per contribuire a costruire una Sanità più moderna e vicina al cittadino. Le difficoltà di approvvigionamento stanno mettendo sotto pressione farmacie, operatori sanitari e soprattutto i pazienti, che spesso si trovano costretti a interrompere o modificare le proprie terapie».

Il commercio parallelo di farmaci è un modello che consente di importare e distribuire in un Paese dell’Unione europea medicinali già autorizzati e commercializzati in un altro Stato membro, mantenendo gli stessi standard di qualità, sicurezza ed efficacia previsti dalla normativa europea. Nel 2024 il settore europeo dell’importazione parallela ha registrato un valore in termini di fatturato di 7,76 miliardi, generando negli anni circa 7 miliardi di euro di risparmi (dato Ame – Affordable medicines Europe). In Italia, che è indietro rispetto agli altri Paesi europei, a oggi costituisce solo l’1 per cento circa delle vendite in farmacia. Oltre ad aumentare la concorrenza, la distribuzione indipendente di medicinali rende il mercato più dinamico, aumentando la disponibilità dei farmaci, abbassandone i prezzi e contribuendo anche a controbilanciare l’emergenza carenze. Per questi motivi è fondamentale che l’Unione europea continui a valorizzare e rafforzare questo settore, attraverso riforme e strumenti normativi capaci di semplificare i processi e rendere ancora più efficiente la circolazione dei medicinali all’interno del mercato unico europeo.

«Oggi più che mai, la collaborazione tra aziende, istituzioni, distributori e farmacie è essenziale per affrontare il problema delle carenze in modo strutturale» sottolinea ancora Morra «è importante definire nuovi criteri per l’export e adottare nuove normative che disciplinino le attività di importazione ed esportazione per tutelare il mercato a livello europeo. L’importazione parallela non dovrebbe essere vista come una soluzione emergenziale, ma come uno strumento integrato all’interno di una strategia più ampia di continuità terapeutica».

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