Dr.Max, ufficiale l’acquisizione di Farmacie italiane: a Roma ne prende venti in un colpo solo. E a settembre parte l’operazione Hippocrates
Dopo diversi mesi di rumors mai confermati su trattative in corso tra i due gruppi, la settimana scorsa Dr.Max e F2i hanno finalmente ufficializzato la cessione alla catena con quartier generale in Repubblica Ceca di Farmacie Italiane e dei suoi asset. L’accordo, avverte il comunicato stampa diffuso da Dr.Max nei giorni scorsi, è subordinato al nulla osta dell’Autorità garante della concorrenza e alle altre condizioni “sospensive” che abitualmente accompagnano intese di questo genere. In ogni caso, l’acquisizione porta in dote al gruppo internazionale un patrimonio che include quattro parafarmacie, un e-commerce (Farmacia Loreto Gallo) e 44 farmacie, che vanno aggiungersi alle 250 già “griffate” Dr.Max. Risultato, la catena che fa capo al fondo di equity Penta Investments arriva a sfiorare le 300 filiali in Italia (consolidando così la seconda piazza nella classifica nazionale delle insegne di farmacia) e a superare i 3.300 esercizi di proprietà in Europa, insediandosi così al primo posto.
Anche se nel comunicato non se ne fa cenno, è lecito immaginare che Dr.Max procederà spedita alla rebrandizzazione delle farmacie rilevate da F2i, come già ha fatto nelle precedenti acquisizioni (da Valuefarma a Neo Apotek). In particolare, dovrebbero avere la precedenza gli esercizi che per dimensioni e disposizione degli spazi si prestano a una veloce ristrutturazione. Prenderà invece più tempo la rebrandizzazione di store modello “flagship” come le farmacie di Termini e Fiumicino a Roma, oppure la Maddaloni di Napoli.
Con ogni probabilità, la maggior parte delle ribrandizzazioni (se non tutte) dovrebbe essere completata entro la metà dell’anno prossimo. Ne beneficerà la “brand awareness” del marchio Dr.Max in alcune grandi città. A Roma, per esempio, sono una ventina gli esercizi di Farmacie Italiane che cambieranno insegna, a Bologna se ne aggiungeranno tre che porteranno a sei le filiali Dr.Max del capoluogo. Un bel balzo in avanti, infine, anche in Sicilia, dove le farmacie che cambiano proprietà sono cinque.
Ma ci sono anche altri risvolti dell’accordo che meritano qualche riflessione. Per esempio, la proprietà: Penta si assicura il 100% di Farmacie Italiane, ossia il 72,65% di F2i e il 26,9% di Farmacrimi, che secondo molti osservatori non era invece intenzionata a vendere. Molti poi erano pronti a scommettere che Dr.Max avrebbe lasciato per strada anche le parafarmacie (quattro, come detto) e invece i quattro esercizi di vicinato figurano nell’intesa finale.
Dubbi e interrogativi anche riguardo alla farmacia online Loreto Gallo: Dr.Max il suo sito già ce l’ha e macina numeri interessanti (nella classifica 2025 di Casaleggio Associati figura al secondo posto tra gli e-commerce di categoria, davanti proprio a Farmacialoreto.it) dunque erano in parecchi a chiedersi che senso avesse l’acquisto, considerato anche il passivo di bilancio che grava su quest’ultima. Ora, invece, la voce che circola è che il piano sia quello di dirottare progressivamente sul sito a marchio la base clienti di Farmacialoreto.it, in modo da portare l’e-commerce di Dr.Max al primo posto per numero di clienti e vendite.
Intanto si appresta a entrare nel vivo anche la cessione di Hippocrates Holding, la catena milanese che conta circa 650 farmacie di proprietà distribuite nel Centro-nord. Secondo voci di mercato la partita si aprirà ufficialmente da settembre e le prime offerte non vincolanti dovrebbero cominciare ad arrivare da ottobre con l’obiettivo per il fondo di equity in uscita – Antin Infrastructure Partners – di lasciare entro la fine dell’anno.
Tra gli operatori che stanno valutando il dossier, dicono i rumors, figurerebbero fondi come Pai Partners, Kkr, Eqt, Partners Group e Permira, ma a quanto pare avrebbe avviato analisi preliminari anche Dr.Max, che a livello di capogruppo non ha mai fatto mistero di puntare a diventare la prima catena di farmacie in Italia. Sarà forse un caso, ma risale soltanto a poche ore fa l’annuncio, da parte del gruppo, di avere completato con successo un rifinanziamento da 1,86 miliardi di euro con il supporto di 19 partner bancari internazionali. «Questo nuovo pacchetto» si legge in un post su Linkedin «migliora la nostra flessibilità finanziaria e offre una solida base per la prossima fase della nostra crescita selettiva. L’ambizione rimane quella di rafforzare ulteriormente Dr. Max come principale piattaforma europea di farmacie e assistenza sanitaria omnicanale».
L’ammontare del rifinanziamento è ben lontano dai valori che attualmente vengono stimati per la cessione di Hippocrates – secondo alcune fonti, attorno ai tre miliardi di enterprise value – ma non va dimenticato che finora Dr.Max ha sempre sostenuto le sue acquisizioni in Italia per cassa, dunque non è detto che le risorse reperite sul mercato bancario siano soltanto un’integrazione.
Di certo, sembrerebbe evaporare sfumare la voce, circolata per qualche mese, che dava tra gli interessati a rilevare Hippocrates niente popò di meno che Amazon. Ma più che un rumors, era una fantasia.

