Boots-Farma Acquisition la prima insegna a convenzionare i propri servizi con una compagnia assicurativa

Filiera

Da tempo si filosofeggia sulle opportunità che per la farmacia dei servizi potrebbero arrivare dall’interessante mercato delle assicurazioni sanitarie. Finora, tuttavia, il tema è stato solo oggetto di confronto e discussione, ragion per cui è a buon diritto che oggi Boots-Farma Acquisition Holding può rivendicare il titolo di prima insegna del canale ad aver firmato una convenzione con una compagnia del settore, Generali Welion, la società di welfare integrato di Generali. Obiettivo, offrire servizi e prestazioni sanitarie agli assicurati del gruppo, con un accordo che, tra le altre cose, include la possibilità che le farmacie siano rimborsate direttamente per le prestazioni erogate, in modo da semplificare percorso ed “experience” dell’utente.

«L’intesa» spiegano i due gruppi «valorizza il ruolo della farmacia quale riferimento di prossimità che offre prestazioni organizzate secondo standard di qualità e contribuisce a rendere più efficiente, accessibile e capillare l’erogazione dei servizi alla persona, coerentemente con l’approccio di Generali».

In una prima fase, la convenzione riguarderà le nove farmacie lombarde di Boots-Farma Acquisition Holding (Milano-Buenos Aires, Cesano Maderno, Milano-Corvetto, Milano-Fulvio Testi, Limbiate, Milano-Pasubio, Milano-Ranzoni, Milano-Stazione Centrale e Samarate), quindi sarà progressivamente estesa ad altre farmacie e regioni del territorio nazionale. «A regime» spiega a Pharmacy Scanner Giulia Franceschi, head of Medical network management di Generali Welion «la convenzione coprirà un bacino potenziale di circa 10 milioni di clienti a livello nazionale».

Grazie a questo accordo, in sostanza, i servizi diagnostici di primo livello offerti dalle farmacie Boots assumono la funzione di primo accesso al sistema, con l’obiettivo di intercettare in modo tempestivo i bisogni di salute dell’assicurato e orientarlo, quando necessario, verso prestazioni più strutturate, come quelle che offrono poliambulatori e centri diagnostici convenzionati. «Già oggi» ricorda ancora Franceschi «i clienti di Generali possono accedere, anche in farmacia, a prestazioni diagnostiche e screening di primo livello, come ecg o monitoraggio della vitamina D. Il convenzionamento con il network Boots imprime un’evoluzione concreta al modello della “farmacia dei servizi”, che riconosce alla farmacia un ruolo sempre più rilevante come punto di erogazione di prestazioni sanitarie semplici, accessibili e ad alta frequenza».

«La convenzione è ormai attiva in Lombardia» spiega dal canto suo Diego Ami, amministratore delegato di Farma Acquisition Holding «e nel prossimo anno verrà estesa a livello nazionale. Quanto alla collaborazione con Generali Welion, a renderla possibile è stata anche la nostra capacità di coniugare capillarità e qualità del servizio. Da un lato disponiamo di una rete presente in modo diffuso sul territorio, il che consente agli assistiti di accedere con facilità alle prestazioni in un contesto di reale prossimità. Dall’altro, abbiamo lavorato molto sulla standardizzazione dei processi: tutte le nostre farmacie seguono protocolli chiari e condivisi, con formazione dedicata e strumenti omogenei, in modo da garantire un’esperienza coerente e affidabile indipendentemente dal punto vendita. È proprio questo equilibrio tra accessibilità e uniformità che ci permette di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini.»

Quanto ai servizi inquadrati nella convenzione, Ami cita le analisi del sangue su prelievo capillare, i servizi di telemedicina – elettrocardiogrammi e holter cardiaci e pressori – e prestazioni ormai consolidate come tamponi e vaccinazioni. «L’obiettivo è quello di offrire risposte rapide, accessibili e qualificate, contribuendo a rendere il percorso di cura più semplice e vicino ai bisogni quotidiani delle persone».

Un’approvazione all’intesa, infine, arriva da Emanuele Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale della Lombardia. «La sanità integrativa» ricorda «rappresenta oggi uno strumento complementare e non sostitutivo del Servizio sanitario nazionale. La posizione di Regione Lombardia è molto chiara: il sistema pubblico deve rimanere universale e centrale, ma allo stesso tempo dobbiamo essere capaci di costruire modelli innovativi che aiutino i cittadini ad accedere più rapidamente a servizi di prevenzione, diagnosi e assistenza. Come Regione stiamo lavorando per favorire una maggiore integrazione tra pubblico, privato accreditato e strumenti integrativi, sempre mantenendo al centro il cittadino e garantendo equità di accesso. L’obiettivo non è creare una sanità di serie A e una di serie B, ma utilizzare tutte le leve disponibili per migliorare presa in carico, prossimità e tempi di risposta».

In questo contesto, la farmacia oggi non è più soltanto il luogo della dispensazione del farmaco, ma un presidio territoriale strategico. «Lo abbiamo visto durante la pandemia» rimarca Monti «e lo vediamo ogni giorno nei territori, soprattutto nelle aree più periferiche e nei piccoli comuni. Io credo che le farmacie possano avere un ruolo fondamentale nello sviluppo della sanità integrativa e della sanità territoriale, costituiscono sempre più spesso punti di accesso ai servizi e in prospettiva possono configurarsi come un importante snodo tra il sistema sanitario pubblico, i fondi integrativi e i percorsi di welfare territoriale».

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