Cosmetica Italia: nel segmento skincare il canale farmacia vale ormai un terzo delle vendite

Mercato

La farmacia è il secondo canale per acquisti beauty in Italia ma nella skincare il consumatore le riconosce un posizionamento specifico, fatto di eccellenza, autorevolezza e consiglio professionale. È il messaggio che Cosmetica Italia ha lanciato dal palco di Cosmofarma 2026 (Bolognafiere, 8-10 maggio) nel consueto appuntamento del Cosmetic Summit, dedicato quest’anno alle opportunità del beauty in farmacia. Secondo i dati presentati dal Centro studi dell’associazione, il mercato della bellezza vale complessivamente 12,8 miliardi di euro, dei quali 2,22 miliardi transitano dalla farmacia, che pesa così per il 17,4% del totale. Ma è soprattutto nella cura pelle che il canale esprime la propria forza: su un mercato da 4,3 miliardi, la farmacia sviluppa infatti 1,48 miliardi di euro, pari al 34,5% del totale categoria.

 

Cosmetica, il peso del canale farmacia sul totale e nei vari segmenti

 

«Con un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro e una crescita del 2,5% nel 2025» ha detto aprendo i lavori Luigi Corvi, presidente del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Cosmetica Italia «la farmacia si conferma un pilastro fondamentale per i consumi in area beauty» . Dal canto suo Roberto Isolda, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia, ha insistito sul legame tra cosmetica, prevenzione e protezione, ambiti nei quali la farmacia continua a mantenere un posizionamento distintivo grazie alla consulenza professionale del farmacista. «Quando c’è un problema, la farmacia risponde con funzionalità e consulenza qualificata».

Nel suo intervento, Isolda ha dedicato un’attenzione particolare alle ultime tendenze di mercato che interessano i solari, in particolare la crescente preferenza del pubblico per prodotti dai fattori di protezione più elevati. I dati illustrati da Cosmetica Italia mostrano che nel 2025 i prodotti solari con Spf superiore a 25 hanno raggiunto un valore di 273,2 milioni di euro, in aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente, mentre risultano in calo sia i prodotti con Spf inferiore a 10 (-8,6%) sia quelli con Spf compreso tra 10 e 25 (-14,1%). I prodotti con fattore di protezione inferiore a 10 coprono ormai appena il 2% della categoria. «Il consumatore si sta orientando sempre più verso solari dal fattor eprotettivo elevato» ha spiegato Isolda, «a dimostrazione di una maggiore attenzione ai potenziali danni derivanti dall’esposizione ai raggi Uv e agli agenti atmosferici».

Solari, i nuovi trend di consumo in base al fattore di protezione

 

Secondo il Centro studi di Cosmetica Italia, tuttavia, il consumatore ha ormai superato la sola logica del valore Spf come criterio di scelta. Nel comparto suncare, in altre parole, stanno assumendo crescente importanza elementi come lunga tenuta, resistenza all’acqua e uniformità della pigmentazione. I dati, in particolare, indicano che il 67% dei consumatori considera rilevante la lunga durata della protezione, il 58% la resistenza all’acqua e il 65% l’assenza di macchie o disomogeneità dopo l’esposizione. «L’efficacia percepita rappresenta oggi la motivazione principale per la sperimentazione di nuovi prodotti solari» ha ricordato Isolda.

Il focus ha evidenziato anche un cambiamento nelle beauty routine e nelle occasioni d’uso. Secondo Cosmetica Italia si starebbe passando da un paradigma incentrato quasi esclusivamente sul Sps 50 a una segmentazione più articolata, costruita sulle diverse situazioni quotidiane, dal tragitto casa-lavoro all’esposizione prolungata all’aperto. Una trasformazione che, secondo il Centro studi, apre spazi a bundle e referenze con protezione moderata ma fortemente contestualizzate rispetto ai diversi momenti della giornata.

Altro elemento richiamato durante il Cosmetic Summit riguarda l’espansione del concetto di “protezione” oltre il solo suncare. Il claim “protects against elements” compare ormai con frequenza crescente in più categorie cosmetiche: skincare viso, haircare, make-up e prodotti solari. Nella skincare viso il trend viene definito già maturo in Europa e negli Stati Uniti, mentre nel make-up il fenomeno è ancora emergente ma con prospettive di crescita fino al 2027. Più sorprendente, secondo Cosmetica Italia, la situazione del suncare, dove il claim di protezione dagli agenti esterni risulta ancora relativamente poco presidiato rispetto alla cura viso, lasciando margini di sviluppo a formule che integrano protezione UV e difesa da altri elementi ambientali.

Nel quadro delineato dal summit entra infine anche il tema della sostenibilità, interpretata sempre più come leva competitiva. Il focus cita la crescita di claim legati all’assenza di residui e alle formulazioni adattabili ai cambiamenti climatici, in risposta a una domanda di sicurezza che unisce tutela individuale ed ecosistema. «La protezione viene letta sempre più in ottica olistica» ha osservato Isolda, collegando l’evoluzione del mercato cosmetico alla crescente attenzione verso ambiente, clima e benessere complessivo della persona.

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