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Farmaè in liquidazione giudiziale: cosa succede a Talea Group e ai siti Amicafarmacia e DocPeter

Filiera

Si fa più incerto il futuro di Farmaè, tra le principali farmacie online italiane. Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale di Talea Group, la società quotata su Euronext Growth Milan che controlla anche i marchi Amicafarmacia e DocPeter. La procedura, che nel Codice della crisi ha sostituito il fallimento, apre alla dismissione degli asset ma prevede, almeno in una prima fase, la continuità operativa dell’e-commerce: il tribunale ha infatti disposto l’esercizio provvisorio del ramo online per tre mesi, così da consentire la gestione degli ordini e la ricerca di potenziali acquirenti. I curatori nominati dal giudice assumono il controllo della società, verificano attivi e passivi, preservano il valore degli asset e predispongono le operazioni di vendita necessarie a massimizzare il realizzo per i creditori. In questo quadro rientra anche la ricerca di potenziali acquirenti interessati all’intero business o a singoli rami d’azienda. La decisione punta a mantenere operativa la componente digitale, considerata l’asset con maggiore valore industriale e commerciale, così da consentire la valutazione di operazioni di cessione in continuità. Disposta per ora la chiusura, invece, delle cinque parafarmacie del gruppo, a Livorno (due), Massa, Prato e Sarzana (La Spezia).

Le prospettive possibili restano tre: la cessione del ramo e-commerce a un operatore del settore, l’affitto temporaneo del ramo d’azienda in vista di una successiva vendita oppure, in assenza di offerte adeguate, la dismissione separata degli asset, dai marchi alla logistica fino alle infrastrutture digitali e alla rete retail.

La sentenza arriva al termine di un percorso avviato nel 2025. A giugno il gruppo aveva chiesto al Tribunale di Firenze le misure protettive nell’ambito della composizione negoziata della crisi. In ottobre tali misure erano state prorogate. A dicembre era stata poi depositata domanda ex articolo 44 del Codice della crisi per l’accesso agli strumenti di regolazione della crisi, con riserva di presentare un concordato preventivo in continuità. Nei mesi successivi la società aveva lavorato su più fronti: trattative con un partner industriale, tentativo di rafforzamento patrimoniale tramite aumento di capitale, rinnovo del consiglio di amministrazione e valorizzazione di asset non strategici, tra cui il magazzino automatizzato di Nichelino.

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