Amazon Business mette piede nel procurement sanitario italiano. Con il pharma all’orizzonte

Extracanale

Amazon Business, la piattaforma B2B del gruppo Amazon che supporta gli acquisti di imprese, enti e organizzazioni, mette nel mirino il procurement sanitario italiano. Il colosso dell’e-commerce è al lavoro da almeno un anno per mettere radici anche in questo mercato, con un’offerta dedicata che promette di semplificare la supply chain, consolidare la spesa e ridurre i costi delle forniture. Lo sbarco è ancora alle battute iniziali, ma le prime tracce negli acquisti della pubblica amministrazione già si vedono e quanto fatto da Amazon Business in altri Paesi – Usa in testa – suggerisce che il progetto guarda ben oltre le forniture di bassa complessità come cancelleria e informatica.

A rendere esplicita la strategia è la stessa Amazon Business, che sul proprio sito italiano ha ormai una sezione interamente dedicata alle strutture sanitarie. Dove si dice che «Amazon Business è adatto a tutti i tipi di aziende del settore sanitario» e rappresenta «una fonte centrale per l’acquisto di forniture informatiche o per ufficio oltre che prodotti per studi (medici), cliniche o strutture di assistenza specializzata». Tra i potenziali clienti, prosegue la pagina web, ci sono le aziende farmaceutiche, che «possono integrarsi con i sistemi di approvvigionamento esistenti e snellire gli acquisti tra le strutture in tutta la supply chain».

La proposta di Amazon Business, in sostanza, è quella di concentrare gli acquisti da più fornitori in un’unica piattaforma, definire politiche e limiti di spesa, analizzare i consumi e integrare Amazon Business nei sistemi di e-procurement già utilizzati dalle aziende: oltre 300 quelli compatibili, tra i quali SAP Ariba, Coupa, Jaggaer, Oracle e Infor. Tra le funzionalità reclamizzate figura espressamente anche il «risparmio sulle forniture mediche».

A facilitare l’offensiva sul mercato italiano ha contribuito anche la riorganizzazione societaria dell’ottobre 2024: per le spedizioni nel nostro Paese Amazon Business ha cominciato a fatturare attraverso una propria filiale italiana. Il programma “Fatturazione da Amazon” consente inoltre alle aziende di acquistare prodotti da migliaia di venditori ricevendo le fatture da un’unica entità, Amazon Business EU Sarl: un vantaggio non secondario per gli uffici acquisti chiamati a gestire un numero elevato di piccoli fornitori.

Le prime tracce nel Ssn

Per ora, gli affidamenti pubblici rintracciabili restituiscono l’immagine di una penetrazione ancora limitata. Amazon Business compare già come aggiudicataria di piccoli contratti della Pa; nell’aprile scorso, per esempio, l’Università del Salento le ha affidato direttamente una fornitura da 4.104,77 euro più iva per articoli destinati alle attività di laboratorio. Non emergono invece, almeno dalle procedure pubblicamente reperibili, grandi gare nelle quali Amazon abbia strappato alle aziende tradizionali forniture di dispositivi o consumabili sanitari.

C’è però un dato che merita attenzione. Nel 2024 la fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha registrato pagamenti per 46.339,98 euro a due entità Amazon Business: 32.845,94 euro risultano classificati come acquisto di beni e altri 13.494,04 come investimenti fissi. I documenti non specificano quali prodotti siano stati acquistati, quindi non consentono di parlare di forniture sanitarie in senso stretto, ma attestano che uno dei maggiori Irccs pubblici italiani utilizza già Amazon Business come canale di approvvigionamento.

Il precedente americano

Per capire dove potrebbe portare questa strategia conviene guardare agli Stati Uniti. Amazon Business ha cominciato nel 2018 a proporsi come fornitore di ospedali e strutture ambulatoriali, con l’obiettivo iniziale di allargarsi anche a prodotti medicali complessi. Il tentativo di entrare nella distribuzione farmaceutica ospedaliera incontrò però la resistenza dei grandi sistemi sanitari, legati a procedure e contratti consolidati con i distributori tradizionali, e Amazon ripiegò inizialmente sulle forniture mediche meno sensibili e sulle strutture più piccole.

La pandemia ha poi impresso un’accelerazione. Secondo Bill Kopitke, allora responsabile Healthcare di Amazon Business, nell’arco di un anno più di 100mila organizzazioni sanitarie acquistarono sulla piattaforma anche forniture mediche. Da quel momento Amazon ha cominciato a conquistare intere categorie di spesa – materiale per ufficio, informatica, manutenzione e progressivamente medicale – fino a diventare in alcuni casi fornitore principale. Oggi negli Usa ospedali e sistemi sanitari utilizzano il marketplace anche per acquisti in grandi volumi, come alternativa ai canali tradizionali.

È questa la traiettoria da tenere d’occhio anche in Italia. Amazon Business sembra partire dal cosiddetto “tail spend”, la galassia degli acquisti minori e frammentati che gravano sugli uffici approvvigionamenti, ma la piattaforma che sta costruendo per la sanità punta dichiaratamente più in alto: aggregazione dei volumi, confronto dei prezzi, analisi della spesa e forniture medicali. Negli Stati Uniti il percorso dal materiale d’ufficio al medicale ha richiesto anni. In Italia, a giudicare dalle mosse dell’ultimo periodo, quel percorso sembra essere appena cominciato.

Contattata da Pharmacy Scanner per raccogliere ulteriori informazioni, l’agenzia stampa che rappresenta Amazon si è limitata a precisare che al momento il settore Pharma non rientra nelle aree prioritarie della piattaforma, anche se non si può escludere che «in futuro possa diventare un ambito da valorizzare dal punto di vista della comunicazione».

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