La cosmetica in farmacia si avvia a chiudere il 2026 con una crescita a valori delle vendite del 3,5%, oltre un punto in più della media di mercato (che si ferma al +2,3%). È una delle stime diffuse da Cosmetica Italia nell’evento che mercoledì 16 settembre ha inaugurato la Milano Beauty Week 2026, la settimana di appuntamenti e incontri dedicati alla cultura della bellezza e del benessere. Le valutazioni del Centro studi dell’associazione, in sintesi, prevedono per il comparto (export escluso) un giro d’affari di oltre 13,1 miliardi di euro, a conferma la resilienza dei consumi di cosmetici anche in questa fase caratterizzata da incertezza economica e geopolitica. Il mercato, in altri termini, mostra dinamiche per alcuni aspetti analoghe a quelle dei beni per la salute, mantenendo una presenza stabile nel paniere delle famiglie.
La farmacia, come detto, si dovrebbe collocare tra i canali di vendita che cresceranno più della media, anche se l’incremento previsto (+3,5%, come detto) non sarà il più consistente. Meglio della farmacia, in particolare, farà l’e-commerce, per il quale il Centro studi di Cosmetica Italia prevede una crescita del 9%; sotto la media, invece, la profumeria, che dovrebbe fermarsi al +2%. Sul versante industriale, invece, Cosmetica Italia stima per il 2026 un fatturato complessivo di 18,1 miliardi di euro, l’1% in più rispetto all’anno precedente (in frenata rispetto agli ultimi esercizi, dato che nel 2025 la crescita era stata del 2,9%). Nell’arco dell’ultimo decennio, ricorda l’associazione, l’industria cosmetica ha comunque registrato tassi di sviluppo più di sei volte superiori a quelli del Pil e della manifattura italiana.
A frenare parzialmente la progressione è l’export. Le esportazioni dovrebbero chiudere l’anno a 8,6 miliardi di euro, appena lo 0,5% in più rispetto al 2025. Dietro il dato si intravede però un cambiamento nella geografia delle vendite internazionali: alle difficoltà registrate su mercati importanti come Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, si contrappone la crescita dell’Europa e di diverse destinazioni asiatiche, tra le quali Cina, Hong Kong, Corea del Sud e India. «L’industria cosmetica italiana si conferma un settore strategico per la crescita del Paese» ha commentato il presidente di Cosmetica Italia, Benedetto Lavino «la crescita continua, ma il contesto internazionale complesso sposta la competizione tra sistemi cosmetici mondiali, non solo tra aziende». Per Lavino occorre quindi rafforzare il posizionamento della filiera italiana facendo leva sui suoi elementi distintivi: scienza, tecnologia, creatività e artigianalità.
