È ufficiale la vendita di Boots alla famiglia canadese Weston, per un corrispettivo di 8,9 miliardi di dollari (circa 7,6 miliardi di euro), debito incluso. La conferma è arrivata ieri, 7 ottobre, con l’annuncio dell’accordo definitivo tra The Boots Group e Wittington Investments, holding della famiglia Weston, che acquisirà le attività della catena nel Regno Unito e in Irlanda, Boots Opticians, No7 Beauty Company e le attività in Thailandia e in franchising. L’operazione, anticipata la settimana scorsa, dovrebbe perfezionarsi nel primo trimestre del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni regolatorie.
L’acquisizione, secondo quanto scrive la stampa finanziaria estera, avverrà in partnership con Fairfax Financial Holdings, gruppo finanziario canadese che si è impegnato a investire fino a 2,3 miliardi di dollari e che, al completamento dell’operazione, deterrà il 50% del capitale di Boots. Il controllo operativo resterà tuttavia a Wittington Investments, mentre Galen Weston, attuale presidente della holding, assumerà anche la presidenza della catena britannica.
La vendita segna anche la conclusione del rapporto ventennale di Stefano Pessina e Ornella Barra con Boots. L’imprenditore italiano e la sua famiglia, soci di Sycamore Partners nella proprietà del gruppo, partecipano infatti alla cessione delle attività britanniche, mentre conserveranno gli interessi in Farmacias Benavides, in Messico, e Alliance Healthcare Deutschland, in Germania. «È stato uno dei privilegi della mia vita e di quella di Ornella essere così strettamente legati a Boots negli ultimi vent’anni» ha dichiarato Pessina, esprimendo soddisfazione per il passaggio della catena a proprietari considerati solidi e affidabili. Non è stato invece precisato quale sarà il futuro di Barra, che dal gennaio 2026 ricopriva l’incarico di presidente del gruppo.
Per Sycamore Partners l’operazione rappresenta un altro passaggio nella riorganizzazione di Walgreens Boots Alliance, acquisita nel 2025 attraverso un’operazione da 23,7 miliardi di dollari. Dopo il delisting, il fondo statunitense aveva suddiviso il gruppo in cinque società autonome, tra cui Boots, divenuta indipendente nell’agosto dello scorso anno. La cessione ai Weston chiude inoltre, almeno nell’immediato, le ipotesi di un ritorno della catena alla Borsa di Londra.
Per la famiglia Weston si tratta di un ritorno nel retail britannico, dopo la precedente proprietà dei grandi magazzini Selfridges, ceduti nel 2021. Il gruppo controlla attraverso Loblaw Companies anche Shoppers Drug Mart, principale catena di farmacie canadese, e dispone dunque di un’esperienza diretta nel retail farmaceutico. Boots conta oggi oltre 1.800 punti vendita e più di 50mila dipendenti nel Regno Unito e in Irlanda.
Nel comunicato che annuncia l’acquisizione, Wittington indica tre priorità per il rilancio: ammodernamento dei negozi, miglioramento dell’esperienza di acquisto online ed espansione dei servizi sanitari. «Vediamo un’importante opportunità per rendere ancora migliore un’azienda già solida» ha dichiarato Galen Weston, sottolineando l’intenzione di assicurare alla catena una proprietà stabile, investimenti di lungo periodo e una rinnovata attenzione alla gestione operativa. Anche il ceo Alex Baldock ha accolto favorevolmente l’operazione, sostenendo che il nuovo assetto consentirà di valorizzare ulteriormente i risultati commerciali e il ruolo sanitario e sociale di Boots.
La vendita di Boots arriva in una fase di rinnovato dinamismo del mercato britannico delle farmacie. Secondo il Pharmacy Market Review 2026 di Christie & Co, società specializzata nella consulenza e intermediazione di attività commerciali, nel 2025 il prezzo medio delle farmacie compravendute è cresciuto del 4,1%, recuperando dopo la flessione del 6,3% registrata nel 2024. In miglioramento anche gli indicatori economici: nel primo semestre 2026 il margine lordo medio è salito al 34,6%, mentre il margine ebitda (risultato operativo prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni) è passato dal 9,2 all’11,5%. Un recupero che Christie & Co collega anche all’aumento dei finanziamenti pubblici e allo sviluppo di servizi come Pharmacy First, il programma che consente alle farmacie di prendere in carico direttamente alcune patologie comuni.
L’interesse degli investitori resta elevato: il 75% degli operatori intervistati dichiara di voler acquistare o vendere almeno una farmacia nei prossimi tre anni e il 39% considera le acquisizioni una delle principali opportunità di crescita. Tra il secondo semestre 2025 e il primo semestre 2026 Christie & Co ha seguito operazioni relative a 1.145 farmacie, per un valore complessivo superiore a 724 milioni di sterline (circa 835 milioni di euro). Il quadro resta tuttavia contrastato: il settore continua a fare i conti con l’aumento del costo del personale, le difficoltà di reclutamento e le chiusure, 886 dal 2022. Segnali che confermano come il consolidamento proprietario e la ricerca di maggiore efficienza rimangano due direttrici fondamentali del mercato britannico.
