Sycamore Partners, il fondo di private equity che nell’agosto 2025 ha rilevato Walgreens Boots Alliance, sarebbe in trattative avanzate per cedere la britannica Boots al ramo canadese della famiglia Weston per circa 8 miliardi di euro, inclusi 7,6 miliardi di indebitamento. Secondo quanto riferisce la stampa finanziaria internazionale, l’accordo potrebbe essere raggiunto nelle prossime settimane, secondo il Financial Times anche nel giro di pochi giorni. Boots e Sycamore non hanno rilasciato commenti.
L’operazione riporterebbe Boots sotto il controllo di un gruppo con una presenza importante nel retail farmaceutico. Attraverso Wittington Investments e George Weston Limited, infatti, il ramo canadese dei Weston controlla Loblaw, il maggiore gruppo canadese della distribuzione alimentare, al quale fa capo Shoppers Drug Mart, principale insegna della farmacia canadese. Da non confondere questo ramo della famiglia con quello britannico, che attraverso una distinta Wittington Investments controlla Associated British Foods, proprietaria tra l’altro di Primark.
Per i Weston canadesi si tratterebbe anche di un ritorno nel retail britannico. La famiglia ha posseduto per quasi vent’anni Selfridges e gli altri grandi magazzini del gruppo, ceduti nel 2022 per circa 4,7 miliardi di euro.
La possibile vendita di Boots era nell’aria fin dall’acquisizione di Wba da parte di Sycamore. Il fondo americano aveva rilevato Walgreens nel 2025 con un’operazione dal valore potenziale di 21 miliardi di euro e lo aveva poi separato in cinque società autonome: Walgreens, The Boots Group, Shields Health Solutions, CareCentrix e VillageMD. Nell’operazione aveva reinvestito anche la famiglia di Stefano Pessina.
Già nei mesi scorsi Sycamore aveva sondato il mercato per Boots. A giugno il gruppo australiano Sigma Healthcare si era ritirato dalle trattative dopo avere concluso che l’acquisizione non rispondeva ai propri obiettivi strategici e di investimento. L’operazione allora allo studio attribuiva alla catena britannica una valutazione nell’ordine dei 10 miliardi di dollari.
La cessione ai Weston chiuderebbe anche, almeno per ora, le ipotesi di un ritorno di Boots alla Borsa di Londra, rilanciate nei mesi scorsi anche dall’arrivo al vertice di Alex Baldock, ex amministratore delegato di Currys.
Fondata a Nottingham nel 1849, Boots conta oggi circa 1.800 punti vendita nel Regno Unito e 51mila dipendenti. I conti più recenti mostrano un’azienda in crescita: nell’esercizio chiuso ad agosto 2025 i ricavi sono saliti del 3,2% a 7,5 miliardi di sterline, mentre l’utile ante imposte è aumentato del 25% a 337 milioni. A sostenere i risultati sono state, tra l’altro, le vendite del beauty e la crescente domanda di farmaci per la perdita di peso.
Boots ha cambiato più volte proprietà negli ultimi vent’anni: dopo la fusione con Alliance UniChem nel 2006, Alliance Boots venne rilevata da KKR nel 2007; Walgreens entrò nel capitale con il 45% nel 2012 e completò l’acquisizione alla fine del 2014. Il passaggio ai Weston, se confermato, aprirebbe dunque un nuovo capitolo per una delle più grandi catene di farmacie europee.
La vicenda di Boots Uk, qualsiasi sarà l’esito, non avrà ripercussioni sulle farmacie Boots italiane, che fanno capo a Farma Acquisition Holding e quindi ad Alliance Healthcare, a sua volta controllata da Alliance Santé Participations, la holding di Barra e Pessina. Potrebbe risentirne soltanto l’insegna, dato che il brand Boots appartiene al gruppo inglese.

