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Comprende abbondanti iniezioni di “digital” nelle farmacie del gruppo la cura con cui Boots Uk intende riportare in terreno positivo profitti e ricavi dopo le delusioni del consuntivo 2018. A svelarne i contenuti gli stessi vertici del gruppo, con un annuncio che ha subito attirato l’attenzione dei media specializzati e degli addetti ai lavori: Boots, è il messaggio, si appresta a ridisegnare i percorsi di accesso al farmaco in farmacia, «accoppiando la comodità dell’ordine online al consiglio di oltre 6.500 farmacisti, per un’esperienza omnicanale senza pari».

La novità principale della strategia annunciata dal gruppo è il servizio gratuito per la ripetizione a distanza delle ricette rimborsate: come dicono alcune ricerche, un assistito su due trova faticoso raggiungere il medico curante o la farmacia per farsi rinnovare la prescrizione; il gruppo ha quindi sviluppato (in collaborazione con il Servizio sanitario inglese, il Nhs, e la sua divisione informatica, Nhs Digital) una piattaforma che da luglio consentirà ai clienti di contattare online il medico, chiedergli di ripetere la ricetta in modalità elettronica e fargliela inoltrare a Boots. Basterà servirsi dell’app che il gruppo sta sviluppando attraverso Wiggly-Amps, società di tecnologie sanitarie acquisita a dicembre: la richiesta della ripetizione viene trasmessa via smartphone direttamente sul gestionale del medico e sempre dalla stessa app il cliente potrà richiedere a Boots il recapito dei farmaci a casa oppure prenotare il ritiro in una delle farmacie della rete, a sua scelta.

 

 

Da giugno, inoltre, il cliente che ripete online la ricetta e opta per il pick up in farmacia troverà in circa 600 esercizi Boots una corsia veloce per il ritiro rapido, con tempi di attesa promessi non superiori ai due minuti. Se invece si preferisce un prelievo discreto, in due farmacie della catena sono a disposizione alcuni “lockers” (armadietti a serratura come quelli delle stazioni) con apertura a combinazione.

 

 

«Per 170 anni Boots è stata la punta di lancia dell’innovazione in farmacia» è il commento di Seb James, vicepresidente senior e managing director del gruppo inglese «è tempo di tornare a esserlo perché conosciamo i nostri clienti e il Nhs ha bisogno che le farmacie facciano di più». «La digitalizzazione della sanità» aggiunge Richard Bradley, pharmacy director di Boots «è parte integrante dei piani a lungo termine del Nhs. I farmacisti spenderanno meno tempo a dispensare e lavoreranno di più sui servizi clinici. Gli investimenti nella farmacia digitale consentiranno ai nostri farmacisti di fornire un contributo di valore al sistema delle cure primarie».

Boots non è però la sola a fare leva sulla digitalizzazione per semplificare il percorso sanitario degli assistiti. Come riferisce un articolo della rivista Chemist&Druggist, anche la farmacia online Co-Op ha sfoderato nei giorni scorsi un’app proprietaria per richiedere ricette a distanza, anche quando non sono una semplice ripetizione: l’utente inoltra la domanda al medico (sempre tramite il servizio di prescrizione digitale del Nhs), questi valuta il caso ed eventualmente procede. L’app, sviluppata dopo l’acquisto nel settembre scorso della società Dimec, consente all’assistito di scegliere se farsi recapitare il farmaco a casa (dall’hub logistico di Co-Op), andarlo a ritirare nella sua farmacia di fiducia (anche se non è del gruppo) oppure servirsi dei lockers che Co-Op ha installato per ora in cinque dei suoi 6.500 store.

 

 

Le caratteristiche del servizio offerto da Co-Op meritano un approfondimento: il gruppo, nato nel solco del cooperativismo britannico, deteneva la proprietà di Co-op Pharmacy, terza catena di farmacie in Inghilterra dopo Boots e Lloyds, con oltre 750 punti vendita. Per recuperare liquidità, nel 2014 la società fu costretta a vendere l’insegna e lasciare il settore della distribuzione farmaceutica, ma quattro anni dopo, nel settembre 2018, Co-Op ha rimesso piede nel comparto. Le è bastato acquisire la già citata Dimac, che oltre a commercializzare l’app di cui s’è detto disponeva anche dell’autorizzazione alla vendita a distanza dei farmaci. In altri termini era una farmacia online, il cui acquisto ha permesso a Co-Op di tornare nella distribuzione farmaceutica. Con un impegno logistico infinitamente minore dal punto di vista distributivo (una farmacia online anziché le 750 della sua vecchia catena) e consistenti potenzialità grazie all’app, al recapito a domicilio e al sistema (ancora in embrione) dei locker.

L’omnicanalità applicata alla ricetta non è un’evoluzione (o una rivoluzione, se si preferisce) soltanto inglese. Come riporta un articolo della rivista tedesca daz.online, in Germania DocMorris ha annunciato l’avvio di una collaborazione con il sindacato dei medici specialisti Spifa (Spitzenverband der Fachärzte) per lo sviluppo di soluzioni innovative in campo sanitario, dall’intelligenza artificiale alla ricetta elettronica. Nel Paese tedesco la prescrizione digitale diventerà realtà soltanto dal prossimo anno, così l’annuncio ha fatto correre un brivido a parecchi farmacisti: «L’arrivo della ricetta dematerializzata» ha detto il ceo di DocMorris, Olaf Heinrich «avrà un effetto duraturo sull’intero mercato della salute, perché consente processi più veloci, più economici e più sicuri».  Il timore delle farmacie tedesche è che si finisca per prendere la strada dell’Inghilterra: basta che il medico abbia la possibilità di inviare la ricetta per via digitale a DocMorris (che è in Olanda) e il gioco è fatto.

E l’Italia? Chi pensa di essere al sicuro perché da questa parte delle Alpi i farmaci con ricetta non possono essere venduti online sbaglia: la questione non è l’e-commerce, è l’omnicanalità del percorso compiuto dalla prescrizione. E in Lombardia, da circa un anno, è in corso una sperimentazione che consente al malato cronico di chiedere al medico (tramite smartphone) la ripetizione della ricetta e andare direttamente in farmacia a ritirare i medicinali prescritti. Al momento è soltanto un progetto che sta muovendo i primi passi, ma a breve comincerà ad allargarsi ad altre province lombarde. E c’è da chiedersi, quando i volumi cominceranno a diventare interessanti e magari altre regioni si accoderanno, quali idee potranno venire alle catene del capitale: gli strumenti già ci sono (recapito a domicilio, app, ricetta dematerializzata) e c’è anche la domanda, perché piacerebbe parecchio anche agli italiani un servizio che fa evitare le code dal medico e ti porta i farmaci a casa.

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