Urbani (ceo Dr.Max): per quest’anno abbiamo piani ambiziosi. E chiudiamo il 2025 con 235 farmacie e un fatturato in crescita del 14%
Nel 2023 c’erano voluti sette-otto mesi circa, a Dr.Max, per chiudere con Valuefarma e NeoApotek e assicurarsi in blocco le loro farmacie (sette e 120 rispettivamente). Ormai fanno sette-otto mesi di trattative intense anche per la trattativa che dall’ottobre scorso F2i ha avviato sempre con Dr.Max, per la cessione delle 44 farmacie (più cinque parafarmacie e un e-commerce) di Farmacie Italiane. E guarda caso, da qualche settimana crescono i rumors di mercato che danno l’operazione per vicinissima alla conclusione: Dr.Max rileverebbe tutte le farmacie più l’e-commerce, mentre rimarrebbe al momento ignoto il destino delle parafarmacie.
Anche se la catena che fa capo al fondo ceco Penta è sempre molto avara di informazioni sui suoi movimenti di mercato, gli “spifferi” che soffiano tra gli addetti ai lavori giustificano una domanda diretta al ceo di Dr.Max Italia, Alessandro Urbani, al quale in aggiunta vale la pena fare qualche domanda sui numeri con cui il gruppo ha chiuso il 2025 e i piani per l’anno corrente.
Urbani, le voci dicono che il “deal” con F2i per Farmacie Italiane sarebbe alle battute finali. Finora, quando vi è stato chiesto di commentare i rumors sulla trattativa, avete sempre risposto in odo vago dicendo che «Dr.Max è sempre alla ricerca di opportunità per allargare il proprio perimetro, purché ovviamente siano interessanti». La linea ufficiale rimane quella oppure può dirci qualcosa di più?
Posso solo ripetere che manteniamo un’attenzione costante a tutte le opportunità di sviluppo, che continuiamo a valutare con estrema selettività. Il percorso compiuto con Neoapotek ha rappresentato uno snodo strategico fondamentale: ci ha permesso di affinare i nostri processi e di consolidare una struttura ancora più robusta. Oggi non siamo solo più grandi, ma tecnicamente e organizzativamente più pronti a governare l’ulteriore accelerazione che ci attende nei prossimi anni. Parimenti, guardiamo con sempre maggiore interesse a modelli di sviluppo basati su collaborazioni strutturate. La partnership con il Gruppo Alioth, annunciata alla fine del 2025, va esattamente in questa direzione: mettere insieme il nostro modello e la nostra capacità di scalare con la conoscenza del territorio e la relazione costruita nel tempo da un partner locale. È una direzione che riflette il livello di maturità che abbiamo raggiunto come organizzazione.
Il 2026 potrebbe essere un anno contraddistinto da alcune importanti operazioni, su tutte l’uscita da Hippocrates del fondo francese Antin Partners. Qual è la vostra valutazione, da qui a dicembre potrebbero verificarsi cambiamenti importanti negli equilibri delle principali insegne di farmacia?
Ritengo che il 2026 sarà un anno dinamico per il settore. È probabile che il mercato continui a evolvere anche in termini di assetti tra operatori, ma in questo contesto il nostro approccio resterà invariato: disciplina, coerenza strategica e una visione chiara di lungo periodo. Noi continuiamo ad avere piani ambiziosi. Vogliamo diventare il primo player in Italia e in Europa e stiamo lavorando per raggiungere questo importante traguardo. E crediamo di essere oggi più pronti che mai a farlo.
Ai primi di febbraio avete avuto la vostra consueta convention interna. Immagino che avrete dato qualche numero sul consuntivo 2025, quindi le chiedo qualche flash al riguardo…
Il 2025 è stato un anno di svolta per Dr. Max Italia perché, come avevamo immaginato, ha rappresentato il momento in cui il percorso costruito negli ultimi anni ha iniziato a esprimere pienamente il proprio potenziale. Abbiamo chiudo la fase “giovanile” – “eroica” come la chiamo io – e siamo entrati nella fase della maturità. Abbiamo oggi una storia concreta da raccontare, che viene vissuta ogni giorno in tutte le nostre farmacie. Abbiamo registrato un fatturato di 430 milioni di euro, per una crescita complessiva del +14% rispetto all’esercizio precedente. Oggi Dr. Max Italia conta oltre 235 farmacie, un perimetro che abbiamo costruito in tempi relativamente rapidi, anche attraverso operazioni di acquisizione importanti, come le oltre 120 farmacie del Gruppo Neoapotek. Tuttavia, ciò che considero davvero rilevante non è solo la dimensione raggiunta, quanto la solidità strutturale con cui abbiamo costruito questo posizionamento. Il nostro, infatti, non è un progetto finanziario ma un progetto industriale destinato a restare, e che sta ora prendendo la propria forma. Ci tengo a sottolinearlo, negli ultimi due anni abbiamo lavorato in profondità sulle fondamenta dell’azienda.
A tal proposito: il vostro Ce.di di Telgate, in provincia di Bergamo?
Abbiamo dedicato impegno e attenzione allo sviluppo della nostra supply chain e all’automazione del magazzino di Telgate, così come al rafforzamento dei sistemi IT su tutta la filiera. La costruzione di processi più strutturati e il completamento dell’integrazione di tutte le realtà acquisite sono stati un passaggio necessario per sostenere una crescita ambiziosa e renderla sostenibile nel tempo. I nostri dipendenti, tra sede e farmacie, sono oggi circa 1.400. A questa crescita si è accompagnato un investimento proporzionale in formazione, premialità e welfare: siamo convinti che un team altamente qualificato e soddisfatto sia la condizione essenziale per prendersi cura del paziente e, al contempo, per imprimere quell’accelerazione all’innovazione che il mercato ci richiede.
I vostri piani per l’anno in corso?
COme ho detto, il 2026 rappresenta l’ingresso in una fase diversa che ci vedrà superare il mezzo miliardo di fatturato. Continueremo a sviluppare il nostro network con un approccio ancora più maturo e rispettoso delle nuove realtà che integreremo, dove la priorità sarà l’eccellenza operativa e la capacità di valorizzare ciò che abbiamo costruito. Il nostro obiettivo non è semplicemente crescere, ma consolidare una posizione di leadership solida e duratura. Negli ultimi due anni abbiamo incrementato la nostra brand equity a livello europeo, con una progressione straordinaria in Italia dove il valore della marca è cresciuto nell’ultimo anno di oltre il 27%, posizionando Dr. Max al primo posto tra le catene in Italia. È la prova tangibile di come gli investimenti fatti per trasformare l’esperienza in farmacia abbiano aumentato l’autorevolezza e la rilevanza del nostro marchio agli occhi dei pazienti. Stiamo scrivendo il futuro del settore attraverso una strategia omnicanale fondata sulla convenienza che non ha eguali sul mercato: siamo attualmente l’unico player in grado di garantire questa continuità di servizio e convenienza tra retail e digitale. Siamo molto orgogliosi di questa unicità.
Un piccolo focus sull’e-commerce, che vi ha visto di nuovo primi per innovazione nella classifica di Casaleggio Associati e -nella stessa rilevazione – secondi nel ranking delle farmacie online. Come vanno traffico e vendite? Quali le novità per il 2026 lato digital e omnichannel?
L’e-commerce continua a essere un motore di crescita molto importante per noi, con un andamento estremamente positivo sia in termini di traffico sia di vendite: registriamo un +48% di fatturato rispetto al 2024, a conferma di una relazione sempre più forte con i nostri clienti anche sul digitale. Siamo orgogliosi dei riconoscimenti ottenuti di recente: per il secondo anno consecutivo siamo sul podio nel settore farmacia e sesti tra i fastest growing e-commerce in Italia secondo Casaleggio Associati, certificando che stiamo andando nella direzione giusta. Per rispondere alla sua domanda, la nostra evoluzione si muove lungo una direttrice omnicanale chiara, finalizzata a massimizzare la vicinanza al cliente. Abbiamo implementato soluzioni concrete per rendere l’accesso alla salute più efficiente: servizi come la prenotazione del farmaco con ricetta, il ritiro in farmacia e lo “ship from store” (consegna rapida a casa da farmacia) sono pilastri di un’offerta che coniuga la rapidità del digitale con la professionalità del presidio fisico. È questo equilibrio che definisce il nostro modello di business: un’esperienza d’acquisto fluida che pone la libertà e il tempo del cliente, unita alla convenienza, al centro di ogni nostra decisione. In questo modello, la farmacia resta centrale: non solo come nodo operativo, ma come luogo in cui competenza e consulenza si integrano con il digitale per offrire un’esperienza completa.
Tra i post che riguardo alla vostra convention avete pubblicato su Linkedin, ce n’era uno che diceva: «Insieme continuiamo a costruire un modello di farmacia sempre più forte, competente e orientato al benessere delle persone». Spieghi questi tre concetti e come li declinate…
La nostra missione è rendere la salute accessibile a tutti, con una proposta “value for money” solida e trasparente. Ci impegniamo affinché la convenienza sia una costante: la garantiamo attraverso prezzi sempre competitivi, promozioni mensili, linee a prezzo fisso e lo sviluppo della nostra private label. Monitoriamo costantemente il mercato affinché la nostra convenienza sia sempre effettiva e a vantaggio dei consumatori. La nostra community loyalty oggi conta 1,3 milioni di clienti in Italia e oltre 13,2 milioni in Europa, risultati che dimostrano come il nostro modello sia in grado di rispondere concretamente alle esigenze di risparmio delle persone, soprattutto in un momento storico come quello attuale, senza mai rinunciare alla qualità dell’offerta. Possiamo farlo puntando sull’efficienza, lavorando costantemente sui nostri processi per renderli più razionali, altro obiettivo strategico del 2026. Credo ci sia molto spazio per questo. Non aggreghiamo infatti farmacie creando strutture societarie molto complesse, ma le integriamo in un modello che diventa sempre più efficiente così da liberare valore, che andiamo poi a riversare sui clienti e sui nostri dipendenti.
Come rispondete alla carenza di personale laureato che pesa sul comparto?
Uno degli obiettivi per il 2026 è consolidarci come Employer of Choice nel canale farmacia, per attrarre e sviluppare talenti. Crediamo che la crescita dell’azienda sia indissolubilmente legata alla crescita e al benessere delle persone. Stiamo spingendo in particolare sul riconoscimento del contributo individuale attraverso la professionalità di ciascuno dei nostri farmacisti, e continueremo a farlo sempre più. Puntiamo molto su questo come elemento distintivo e come motore per cambiare il paradigma, che vede in Italia il farmacista giustamente sempre meno soddisfatto del proprio riconoscimento professionale. È un impegno che si riflette anche in investimenti nella formazione continua e in una cultura aziendale fondata sul Rispetto, uno dei nostri valori cardine. Un valore che ha trovato una conferma concreta nella Certificazione per la Parità di genere, un traguardo ottenuto nel 2025 che testimonia il nostro lavoro per un ambiente di lavoro equo e inclusivo. Per noi, essere un punto di riferimento sul mercato significa, prima di tutto, esserlo per i nostri collaboratori.
Consuntivo 2025 del gruppo internazionale: 3.200 farmacie in sei Paesi, ebitda +17%
Ricavi a 6,3 miliardi di euro, in crescita di quasi il 15% su base annua, ebitda a 365 milioni (+17%) e una rete che sfiora le 3.200 farmacie in Europa in sei mercati chiave (Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Polonia, Italia e Serbia): sono i principali indicatori con cui il gruppo Dr. Max archivia il 2025, confermando un percorso di espansione che negli ultimi anni lo ha portato tra i maggiori operatori del retail farmaceutico continentale.
La crescita, sottolinea il gruppo, non è riconducibile soltanto all’allargamento del perimetro ma anche a dinamiche organiche: il like-for-like segna infatti un +8,7%, mentre l’e-commerce continua a guadagnare peso con 447 milioni di ricavi (+23%) e oltre 14,9 milioni di transazioni online. Sul piano industriale, il 2025 è anche il quarto anno consecutivo di incremento a doppia cifra dell’ebitda, a conferma di un modello che combina sviluppo della rete, private label (oltre 1.400 referenze) e controllo dei costi.
Dal punto di vista dimensionale, il gruppo ha aggiunto nell’anno 222 nuove farmacie, arrivando a circa 3.200 punti vendita distribuiti in sei mercati principali e con attività in 18 Paesi europei tra distribuzione e servizi. Una scala che rafforza il potere negoziale con i fornitori e sostiene gli investimenti in infrastrutture e digitalizzazione.
Sul fronte della relazione con il cliente, il programma loyalty supera i 13,2 milioni di membri attivi e genera oltre il 77% del fatturato complessivo, mentre la componente digitale si integra sempre più con il canale fisico: oltre il 55% degli ordini online viene ritirato in farmacia, segnale di un modello omnicanale ormai consolidato.
In Italia, Dr. Max chiude l’anno con 430 milioni di fatturato (+14%), oltre 235 farmacie e circa 1,3 milioni di clienti fidelizzati. Anche qui il digitale accelera: l’e-commerce cresce del 48% in dodici mesi, sostenuto da servizi come prenotazione dei farmaci, click&collect e consegna rapida. Accanto ai numeri economici, il gruppo insiste sull’evoluzione del ruolo della farmacia, con 364 mila servizi di prevenzione erogati nel 2025 (+349% su base annua) e un flusso quotidiano di oltre 600 mila interazioni con i clienti. Un posizionamento che, nelle intenzioni del management, intercetta le criticità dei sistemi sanitari europei. «Il sistema sanitario europeo è sottoposto a una pressione strutturale, determinata dall’invecchiamento della popolazione e da limiti dovuti al budget. Questo scenario sta spostando la domanda verso l’automedicazione e rende la farmacia il punto di accesso alla salute più immediato e diffuso» osserva Leonardo Ferrandino, president & ceo del gruppo, indicando tra i driver di sviluppo «categorie ad alta marginalità come il self-care e la private label, un’esperienza omnicanale fluida e l’espansione dei servizi».
Nel complesso, il 2025 conferma per Dr. Max una traiettoria di crescita sostenuta, fondata su scala europea, integrazione tra canali e progressiva estensione dei servizi. Resta da verificare quanto questo modello, già maturo in alcuni mercati dell’Est Europa, riuscirà a consolidarsi anche in Italia, dove la competizione tra catene, indipendenti e nuovi operatori continua a intensificarsi sul terreno del prezzo, della prossimità e dell’offerta di servizi.

