Skin ADV

Hippocrates, vendita al via a fine mese. Antin punta sui fondi ed esclude dalla gara Dr.Max, che intanto chiude l’hub di Farmacia Loreto

Filiera

Entra nel vivo la vendita di Hippocrates Holding, la più grande catena privata di farmacie in Italia. Il fondo francese Antin Infrastructure Partners si prepara ad avviare il processo competitivo entro la fine di ottobre e avrebbe deciso di riservare la gara agli investitori finanziari, escludendo gli operatori industriali. Tra questi anche Dr.Max, il gruppo ceco controllato da Penta Investments, che pure aveva manifestato interesse per l’acquisizione e incaricato Citi e Société Générale di studiare una possibile offerta. È quanto riferisce Mergermarket in una notizia pubblicata il 7 ottobre, sulla base di informazioni raccolte da diverse fonti vicine all’operazione.

Secondo Mergermarket, Antin avrebbe già effettuato un sondaggio preliminare tra i potenziali acquirenti e si appresterebbe a invitare alla procedura alcuni dei principali fondi internazionali di private equity, tra cui Pai Partners, Cvc, Partners Group, Kkr, Permira e Cinven. L’avvio della gara è atteso entro la fine dell’anno, con la possibilità che il processo parta già nelle ultime settimane di ottobre. A seguire l’operazione per conto del venditore sono Goldman Sachs e Mediobanca, incaricate nei mesi scorsi.

La decisione di escludere Dr.Max, riferita da tre delle fonti interpellate da Mergermarket, sarebbe legata alla convinzione di Antin di poter ottenere una valutazione più elevata attraverso una competizione riservata agli investitori finanziari. Un orientamento che, se confermato, terrebbe fuori dalla partita uno dei principali concorrenti di Hippocrates sul mercato italiano. Dr.Max, infatti, ha recentemente rafforzato la propria presenza nella Penisola con l’acquisizione, perfezionata a luglio, di Farmacie Italiane dal fondo F2i, portando la propria rete a circa 300 punti vendita.

La scelta di Antin rifletterebbe anche il diverso interesse manifestato dalle varie categorie di investitori. Secondo Mergermarket, i fondi infrastrutturali avrebbero mostrato un’attenzione relativamente limitata per Hippocrates, soprattutto a causa delle basse barriere all’ingresso nel mercato italiano, dell’elevata concorrenza e della ridotta presenza di flussi di cassa contrattualizzati. Le prospettive di crescita della società sarebbero invece considerate più adatte alle strategie dei fondi di private equity, ai quali appartengono anche le divisioni attraverso cui Kkr, Partners Group e Cvc starebbero valutando l’operazione.

Sul piano finanziario, Hippocrates è controllata per l’80% da Antin Infrastructure Partners, mentre il restante 20% appartiene ai fondatori Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino. Secondo le stime raccolte da Mergermarket, il gruppo dovrebbe chiudere il 2026 con un ebitda compreso tra 240 e 250 milioni di euro, mentre il valore d’impresa potrebbe collocarsi nell’ordine dei 3 miliardi di euro. Una valorizzazione sensibilmente superiore a quella attribuita alla società nel 2020, quando Antin rilevò la propria partecipazione sulla base di un valore aziendale stimato in oltre 600 milioni di euro.

Tra gli aspetti che i potenziali acquirenti stanno esaminando figurano anche i vincoli posti dalla legislazione italiana alla proprietà delle farmacie. In particolare, secondo Mergermarket, l’attenzione si concentra sul limite del 20% delle farmacie detenibili da una stessa società in ciascuna regione, che potrebbe condizionare le prospettive di ulteriore espansione della catena. Alcune fonti ritengono tuttavia che la forte frammentazione del mercato italiano, con oltre 20mila farmacie, lasci ancora ampi margini di crescita prima di raggiungere tale soglia.

 

 

Un secondo elemento oggetto di approfondimento riguarda le incompatibilità tra la proprietà delle farmacie e il controllo di strutture che erogano prestazioni sanitarie, come cliniche e case di cura. Secondo alcune delle fonti consultate da Mergermarket, permarrebbero incertezze sull’applicazione di queste disposizioni ai fondi di investimento, con possibili implicazioni per gli operatori già presenti in altri segmenti dell’assistenza sanitaria. Altre fonti, invece, escludono che la questione stia influenzando concretamente l’interesse degli investitori.

Intanto la catena italiana prosegue nello sviluppo della rete. Secondo notizie provenienti dalla stampa locale, Hippocrates ha acquisito nei giorni scorsi il gruppo Bartoli, piccola catena di otto farmacie (distribuite tra Foligno, Montefalco, Spello, Bevagna, Scheggino, Perugia e Roma) più una farmacia veterinaria e una parafarmacia. Per Hippocrates non si tratta della prima acquisizione in Umbria: nel 2022 infatti il gruppo aveva già rilevato le tre farmacie Peppoloni, tra Foligno e Nocera Umbra, alle quali si è aggiunta successivamente la Farmacia di Piazza Partigiani a Perugia. Con questa operazione, Hippocrates arriva a circa 660 farmacie rogitate e punta alle 680 per fine anno.

Ma a muoversi sono anche altre catene. Alma Farmacie, per esempio, ha ufficializzato nelle settimane scorse l’acquisizione di due nuove farmacie, a San Giuseppe di Cavarzere (Venezia) e Manduria (Taranto). In totale, i punti vendita della catena diventano così 82, tra le quali 23 in Puglia e tre in veneto (con l’ultima acquisizione a sancire l’ingresso di Alma Farmacie nella provincia di Venezia). Cresce anche Farmagorà, che arriva a 64 farmacie di proprietà rafforzando la propria presenza in Piemonte: una farmacia a Canelli (in provincia di Asti) e un’altra a Torino, in corso Grosseto.

Novità anche da Apoteca Natura, il network (controllato da Aboca) che riunisce quasi 1.500 farmacie in Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Nei giorni scorsi, infatti, il gruppo ha festeggiato la riapertura in una nuova sede di due dei suoi esercizi di proprietà (ex NeoApotek), brandizzati con il format “Centro Salute”: la Farmacia del Naviglio a Milano e la Farmacia del Corso a Corbetta (hinterland del capoluogo). Il concept, come noto, è quello ispirato al modello della “clinical pharmacy”, che fa perno sul consiglio professionale e su procolli votati alla presa in carico del paziente. «L’apertura di due Centri Salute a Milano e Corbetta rappresenta un nuovo passo avanti molto importante per confermare i positivi risultati che il nostro format Centro Salute sta riscuotendo nelle altre 120 location già attive in Italia» dichiara Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca «le sfide di questo territorio sono peculiari ma è proprio la flessibilità del nostro modello basato sulla relazione che ci consente di rispondere efficacemente ai bisogni delle persone nei diversi contesti».

Ma acquisizioni e integrazioni possono avere anche costi sociali. È il caso della vertenza che si è aperta a Napoli dopo il passaggio di Farmacie Italiane sotto il controllo di Dr.Max. Secondo le informazioni diffuse dai sindacati, la nuova proprietà avrebbe avviato una procedura di licenziamento collettivo per 63 dipendenti dell’hub logistico dell’e-commerce Farmacia Loreto. All’origine della decisione ci sarebbe la volontà di accentrare le attività di magazzino nel polo automatizzato di Telgate, in provincia di Bergamo, rinunciando alla struttura napoletana. La Filcams Cgil ha contestato gli esuberi e chiesto l’intervento delle istituzioni per individuare soluzioni alternative, dagli ammortizzatori sociali alla ricollocazione del personale. Farmacie Italiane, di cui Farmacialoreto.it è l’e-commerce, ha chiuso il 2025 con una perdita di 64 milioni di euro.

Altri articoli sullo stesso tema