Datamatrix, la banca dati italiana connessa all’hub europeo. Test verso la fase 2

Filiera

Seconda fase sperimentale all’orizzonte per la serializzazione con datamatrix, il sistema europeo per la tracciatura delle confezioni farmaceutiche cui il nostro Paese dovrebbe passare in via stabile dal 9 febbraio 2027. È quanto si desume dal comunicato con cui nei giorni scorsi Nmvo Italia ha annunciato il collegamento del Sistema nazionale di verifica (Nmvs, in sintesi il database dei codici italiani) con l’Emvs, ossia l’hub europeo cui fanno capo tutti gli archivi degli Stati membri.

Il passaggio ha la sua rilevanza perché significa che i produttori del farmaco possono caricare i  Product master data, ossia i dati anagrafici dei prodotti che saranno caricati (un’operazione piuttosto laboriosa che richiede tempo). A breve poi industrie e grossisti cominceranno le procedure per salire a bordo del sistema, dove si uniranno alle aziende che già hanno partecipato alla fase uno della sperimentazione. A tal fine, scrive Nmvo nella nota, i titolari di Aic possono intraprendere le attività per «adeguarsi agli standard previsti dalla serializzazione in Italia», a partire dalla realizzazione dei “bozzetti” (artworks) delle nuove confezioni, con datamatrix, dispositivo “Allegato B” (identico al vecchio bollino) e anti-tampering (sicurezza anti-manomissione). Prima tuttavia, occorrerà attendere che dal Tavolo tecnico di monitoraggio escano le istruzioni operative, che serviranno a «disciplinare nel dettaglio le modalità di immissione sul mercato dei prodotti durante il periodo di stabilizzazione (cioè fino al 9 febbraio, 2027, ndr)».

Lato distributori, invece, il coinvolgimento risulterà quasi “teorico” ed è attualmente in via di definizione. Ciò che Nmvo si aspetta da loro nella fase due, infatti, è che informino se ricevono confezioni serializzate, ma niente di più. È però importante che tutti i grossisti siano a bordo perché, come si ricorderà, nella sperimentazione a venire circoleranno confezioni regolarmente commercializzabili, quindi non sarà possibile limitarne la circolazione a una ristretta cerchia di operatori com’è accaduto nella prima fase.

Intanto nella filiera si tirano le somme informali sugli esiti dei test che hanno caratterizzato la prima sperimentazione, condotta (come si ricorderà) tra marzo e aprile in una ristretta selezione di aziende (inclusa una trentina di farmacie) per testare commissionamento e decomissionamento delle confezioni. Al momento bilanci ufficiali non sono stati diffusi, ma da quanto trapela dai distributori pare che dopo un avvio in cui sono emersi diversi problemi di compatibilità delle penne ottiche (soprattutto tra le farmacie) e difficoltà nei collegamenti, le cose avrebbero cominciato a ingranare.

Intanto, i distributori ancora attendono risposte alle loro richieste riguardo a dpc e dei passaggi intersocietari. Nel primo caso, la richiesta è che a tracciare le confezioni provvedano le Asl, perché altrimenti il carico di lavoro che si scaricherà sulle aziende sarà insostenibile. La seconda richiesta, invece, è che i passaggi di merce tra grossisti dello stesso gruppo non obblighi a decommissionare e ricommissionare le scatole, altra eventualità che metterebbe in forte stress i grossisti. Non si può far altro che attendere.

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