Decolla (è proprio il caso di dirlo) dal Veneto una delle prime sperimentazioni italiane dedicate al trasporto di farmaci e materiale sanitario con droni cargo alimentati a idrogeno. Il primo volo operativo è previsto per l’autunno all’aeroporto Allegri di Padova, all’interno del progetto Padova Sandbox promosso da Regione Veneto, Save ed Enac per testare applicazioni di mobilità aerea avanzata nel settore sanitario.
La sperimentazione punta a utilizzare velivoli senza pilota per il trasporto rapido di medicinali urgenti, dispositivi medici, sostanze biologiche e campioni clinici, con particolare attenzione alle consegne in tempi rapidi e all’ultimo miglio. I droni saranno alimentati da idrogeno verde prodotto attraverso un sistema compatto di elettrolisi alimentato da pannelli solari, già testato nelle scorse settimane a Osnago e destinato ora a essere trasferito nell’area di sperimentazione padovana.
Il progetto si inserisce in un filone di sperimentazioni che guarda soprattutto alla sanità come uno degli ambiti a maggiore potenziale per il trasporto merci via drone. Secondo dati dell’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata del Politecnico di Milano, il settore medicale rappresenta oggi uno dei principali campi di applicazione: a livello internazionale i droni vengono impiegati soprattutto per trasportare dispositivi medici (37%), medicinali (32%) e campioni biologici o sangue (23%), mentre il 72% delle operazioni riguarda servizi di ultimo miglio.
La sperimentazione veneta dovrebbe concentrarsi inizialmente su tratte controllate e corridoi dedicati, con l’obiettivo di verificare affidabilità, sicurezza e continuità operativa del servizio. Già nel 2025 Regione Veneto, Save ed Enac avevano annunciato un programma biennale per arrivare al trasporto di farmaci tramite droni alimentati a idrogeno verde, in grado di volare fino a circa 300 metri di quota evitando il traffico stradale e riducendo i tempi di consegna per materiali urgenti e sensibili.
Per il comparto sanitario e farmaceutico l’interesse riguarda soprattutto la possibilità di collegare ospedali, laboratori e strutture territoriali in aree urbane congestionate oppure in territori periferici e difficili da raggiungere rapidamente via strada. E intanto emergono altri progetti pilota: il mese scorso Pharmacy Scanner aveva riferito del progetto torinese “LastMed”, focalizzato sull’home delivery di farmaci e dispositivi con droni dedicati.
Il quadro resta comunque ancora in larga parte sperimentale. Secondo le analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, soltanto il 9% dei progetti mondiali di trasporto merci con droni può essere considerato pienamente operativo, mentre oltre la metà è ancora in fase di test. A frenare lo sviluppo pesano soprattutto aspetti regolatori, autorizzativi e infrastrutturali. Sul piano economico, il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in Italia ha raggiunto nel 2025 i 168 milioni di euro, in crescita del 5% sull’anno precedente. Le imprese attive nel settore sono salite a 675 e, secondo i dati dell’Osservatorio, il comparto ha invertito per la prima volta dopo anni il saldo negativo tra aperture e chiusure di aziende.
