Filiera

Covid costerà a Wallgreens Boots Alliance il taglio di 4mila posti di lavoro e la chiusura di 48 negozi di ottica Boots. Una cura di lacrime e sangue che colpirà quasi esclusivamente il Regno Unito, perché è da lì che arriva buona parte della perdita operativa da 1.600 milioni di dollari (circa 1,4 miliardi di euro) che emerge dal bilancio della multinazionale per il terzo trimestre fiscale di quest’anno (marzo-maggio). La contrazione, spiega Wba in una nota, è da addebitare principalmente a «oneri di svalutazione» pari a circa due miliardi di dollari a carico principalmente di Boots Uk, il mercato che ha risentito «dell’impatto più significativo di covid-19».

La divisione internazionale Pharmacy retail – che comprende il Regno Unito – ha patito nel trimestre un calo delle vendite del 26% su base valutaria costante (31,5% su base annua). In particolare, le vendite al dettaglio registrate nel trimestre da Boots Uk mostrano una contrazione del 48%, a causa – osserva la società – delle misure di distanziamento che hanno costretto i consumatori a concentrare gli acquisti nei negozi del commercio. Compensa in parte il +78% delle vendite generate da Boots.com, la piattaforma di e-commerce per il mercato inglese, «poiché le restrizioni alla pandemia hanno aumentato gli acquisti online».

Complessivamente, in ogni caso, covid ha avuto un impatto negativo tra i 700 e i 750 milioni di dollari, soltanto arginato dalle performance della divisione Pharmacy retail statunitense (+3% sull’anno nelle vendite comparabili). La perdita per azione, di conseguenza, si è assestata a 1,95 dollari, l’utile per azione rettificato è diminuito da 1,47 a 0,83 dollari, in calo del 43,4% a tassi di cambio costanti; l’impatto operativo stimato di covid si aggira tra 0,61 e 0,65 dollari per azione.

La risposta del gruppo, come detto, passerà innanzitutto dall’adozione di un nuovo pacchetto di interventi diretto a contenere i costi, che porterà da 1,8 a 2 miliardi i tagli pianificati da qui fino al 2022. Verranno eliminati 4mila posti di lavoro in Bootk Uk (ma gli sfoltimenti non dovrebbero riguardare i farmacisti dipendenti, è stato detto) e proseguirà il programma biennale di chiusure (200 farmacie da vendere o cancellare entro il prossimo settembre, anche se finora ne sono state dismesse soltanto 76).

Poi ci sono gli interventi strategici per rilanciare il business. Oltre ai progetti con Microsoft e Adobe per una piattaforma innovativa di profilazione e loyalty (Pharmacy Scanner ne aveva parlato la settimana scorsa qui) progrediscono anche i piani per integrare farmacie e assistenza primaria secondo il concept già esplorato da Cvs Pharmacy con il format Health Hub: «Walgreens» spiega il gruppo «sarà la prima catena di farmacie negli Stati Uniti a proporre su larga scala una rete di studi medici full-service ospitati nei propri punti vendita». Realizzati in partnership con VillageMD, le cliniche saranno gestite da oltre 3.600 fornitori di cure primarie e l’intesa tra i due gruppi include un investimento da un miliardo di dollari da parte di Wba. L’80% dell’investimento dovrebbe essere utilizzato da VillageMD per finanziare le aperture della clinica e integrarsi con le risorse digitali di Walgreens.

 

Village Medical&Walgreens, il format farmacia+retail clinic

La sperimentazione del nuovo modello era stata lanciata un anno fa, ora i programmi prevedono per i prossimi 5 anni l’apertura di 500-700 retail clinic  “Village Medicala at Walgreens” in oltre 30 Stati americani.
Sopra, il concept store di Houston, in Texas. Farmacia e poliambulatorio sorgono fianco a fianco, con un ingresso interno (a sinistra) che consente di passare indifferentemente da una all’altro

Valicato l’ingresso, all’ambiente della farmacia subentra quello di una vera e propria clinica per prestazioni e interventi di bassa complessità. Sala d’aspetto e reception, studi medici per visite, esami e consulti

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