Vetrine ecologiche: a un anno dal lancio del progetto, Hippocrates tira il bilancio

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A un anno dal lancio del progetto, Hippocrates Holding traccia il primo bilancio dell’iniziativa con cui ha trasformato le vetrine di parte della sua rete Lafarmaciapunto in superfici attive per la riduzione degli inquinanti atmosferici. Lanciato nell’aprile dell’anno scorso, il programma ha visto l’applicazione della tecnologia Airlite su oltre 10.400 metri quadrati di materiali installati nelle vetrine di più di 500 farmacie del gruppo.

Secondo i dati diffusi dall’azienda in occasione della Giornata mondiale della Terra, le superfici trattate consentirebbero di neutralizzare fino a 770 grammi di ossidi di azoto (Nox) ogni 12 ore, valore che il gruppo paragona alle emissioni medie generate dal transito di circa 64.200 auto Euro 6 a benzina. Un risultato che rafforza il posizionamento di sostenibilità ambientale perseguito da uno dei principali operatori della farmacia organizzata italiana, sempre più attento a integrare nei punti vendita interventi capaci di produrre anche ritorni reputazionali e di relazione con il territorio.

«Il progetto nasce nel 2025 dalla volontà di Hippocrates Holding di rafforzare concretamente il proprio percorso di sostenibilità, integrando soluzioni innovative all’interno della rete Lafarmacia. Oggi il Gruppo detiene l’esclusiva per l’utilizzo di questa tecnologia nel canale delle farmacie organizzate» spiegano Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino, co-ceo e co-founder del gruppo.

La soluzione adottata è una pittura ecologica che sfrutta un principio simile alla fotosintesi clorofilliana: attivata da luce e aria, è in grado di neutralizzare fino al 90% degli agenti inquinanti, tra cui gli ossidi di azoto, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria negli spazi urbani. Il prodotto viene inoltre descritto come realizzato con materiali ecologici e con energia proveniente da fonti rinnovabili.

Non è casuale la scelta geografica delle prime installazioni: il progetto ha interessato in particolare le farmacie collocate in pianura padana, area che continua a rappresentare una delle zone europee più esposte alle criticità legate all’inquinamento atmosferico. In quest’ottica, la vetrina del punto vendita diventa non soltanto spazio commerciale e leva di comunicazione, ma anche elemento funzionale inserito nel contesto urbano.

Per il retail della farmacia il progetto offre un’indicazione più ampia: la rete fisica può essere valorizzata non solo sul piano dei servizi sanitari o dell’esperienza cliente, ma anche come infrastruttura diffusa su cui innestare iniziative Esg misurabili e visibili al consumatore. «In un anno, le superfici trattate con tecnologia Airlite sono passate da circa 3.500 a oltre 10.400 metri quadrati, registrando una crescita di quasi il 200%. Guardando al futuro, il progetto punta a mantenere costante l’applicazione della tecnologia ad altre farmacie della rete e consolidare il monitoraggio dell’impatto ambientale, rendendo sempre più misurabili i benefici generati» concludono Tavaniello e Guarino.

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