Forfora e dermatite seborroica: la nuova frontiera del consiglio in farmacia secondo Ducray

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Da oltre 90 anni, i Laboratori Dermatologici Ducray accompagnano i consumatori nel trattamento di problematiche della pelle e del cuoio capelluto, con un approccio fortemente ancorato alla ricerca scientifica. Per Ducray, la scienza ha il potere di scandagliare orizzonti inesplorati e di rivelare potenziali nascosti. Non si tratta semplicemente di proporre prodotti, ma di spingersi oltre i limiti dell’efficacia, scoprendo nuovi meccanismi d’azione e introducendo nuovi principi attivi brevettati per liberare le persone dalle principali problematiche della pelle e del cuoio capelluto.

Abbiamo approfondito queste tematiche con Simona Centemero, Senior Brand Manager di Ducray, per meglio capire la specificità del brand e della sua proposta scientifica in farmacia.

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Simona Centemero, Senior Brand Manager Ducray

Il cuoio capelluto è da sempre un’area chiave per Ducray. Come si è evoluto negli anni l’approccio del brand alla categoria capello?

Il posizionamento di Ducray non è semplicemente “haircare”, ma competenza dermatologica applicata al capello. Il cuoio capelluto rappresenta uno dei pilastri storici di Ducray. Nel tempo l’approccio si è evoluto passando da un focus principalmente sul “sintomo” a una gestione più completa e strutturata della problematica.

Oggi il marchio lavora su protocolli specifici per ogni esigenza: forfora, forfora severa/dermatite seborroica, caduta dei capelli, sensibilità del cuoio capelluto, con l’obiettivo di accompagnare il “paziente” nel tempo. L’attenzione non è rivolta solo al risultato immediato, ma alla stabilizzazione dell’equilibrio del cuoio capelluto con routine complete e facilmente consigliabili dal farmacista.

A proposito di problematiche del cuoio capelluto, parliamo di forfora: è corretto considerarla una condizione banale?

Non necessariamente. Con il termine forfora indichiamo una desquamazione visibile del cuoio capelluto: piccole squame biancastre, in genere non aderenti e senza un’infiammazione evidente. Il quadro cambia quando alla desquamazione si associano prurito persistente, arrossamento e ricadute frequenti: in quel caso entriamo nel territorio della forfora severa/dermatite seborroica, una condizione infiammatoria cronica. La differenza non è solamente “quante” squame vediamo, ma cosa sta succedendo sotto la superficie del cuoio capelluto: nella dermatite seborroica è presente un’infiammazione attiva e mantenuta, mentre nella forfora semplice prevale un’alterazione del rinnovamento cellulare.

Che rapporto esiste tra microbioma e dermatite seborroica?

Il lievito Malassezia è normalmente presente sul cuoio capelluto e fa parte dell’ecosistema fisiologico, il cosiddetto microbioma. In passato si pensava che la dermatite seborroica fosse strettamente correlata a un’iperproduzione di Malassezia. Oggi sappiamo che lo sviluppo della problematica non è legato alla quantità di lievito presente sul cuoio capelluto, ma dipende dalle interazioni tra microbioma, qualità del sebo, risposta immunitaria individuale, mediatori infiammatori. Pertanto, non è necessario azzerare la presenza di Malassezia “sterilizzando” il cuoio capelluto, ma è preferibile ristabilire un equilibrio biologico stabile. È un cambio di prospettiva che incide molto anche sul consiglio in farmacia.

Molte persone dicono: “Lo shampoo funziona, ma poi tutto torna”. Come si spiega la recidiva e quale ruolo ha oggi il dermocosmetico, anche alla luce dell’approccio Ducray?

Il “paziente” spesso utilizza uno shampoo fino alla scomparsa delle squame visibili e poi lo sospende completamente. Ma il miglioramento dei sintomi spesso non coincide con la completa risoluzione della problematica, pertanto il ciclo si riattiva. Ecco perché oggi il dermocosmetico non può limitarsi a eliminare le squame. Deve agire su più leve: aiutare a riequilibrare il microbioma, favorire il controllo dell’infiammazione, modulare la sensazione di prurito e proteggere la barriera cutanea. Se uno di questi elementi viene trascurato, la gestione è incompleta. È proprio su questa logica che si fonda l’approccio Ducray. All’interno del gruppo Pierre Fabre, lo sviluppo delle formulazioni parte da meccanismi d’azione fisiopatologici e non da una semplice esigenza cosmetica. Questo consente di offrire prodotti dermocosmetici complementari per il trattamento della dermatite seborroica, realmente efficaci e non semplici “coperture dei sintomi”.

Entriamo nel concreto: cosa caratterizza l’approccio della linea Kelual DS?

La linea Kelual DS nasce con una logica multi-target: non si limita a eliminare le squame, ma agisce anche contro l’arrossamento e la sensazione di prurito. Il complesso brevettato Ciclopirox Olamina + Piroctone Olamina agisce in modo mirato sulla proliferazione di Malassezia, mentre la Keluamide facilita la rimozione delle squame visibili.

All’interno della linea, Kelual DS Intensive si distingue per la presenza del complesso brevettato OXYCALM, studiato per contrastare la sensazione di prurito intenso e ricorrente. Gli studi clinici evidenziano una riduzione significativa del prurito già dalla prima settimana, un miglioramento di desquamazione e arrossamento e un’efficacia che può protrarsi fino a 72 ore dopo la sospensione (dopo 3 applicazioni a settimana per 2 settimane), nel rispetto della barriera cutanea. Per mantenere i risultati ottenuti ed evitare ricomparse il consiglio è di proseguire con l’utilizzo del prodotto 1 volta alla settimana anche dopo la scomparsa dei sintomi.

Oltre agli shampoo, qual è il valore della routine completa?

La dermatite seborroica non riguarda soltanto il cuoio capelluto, spesso sono coinvolte anche altre aree, come viso e corpo. La linea Kelual DS si completa con i dermocosmetici Kelual DS Crema lenitiva e Kelual DS Gel detergente anti-squame per viso e corpo: l’integrazione di questi trattamenti permette di agire in modo coerente su tutte le sedi interessate. Una routine strutturata contribuisce a stabilizzare il risultato nel tempo, rendendo più efficace anche il consiglio professionale in farmacia.

Qual è oggi il messaggio chiave per il farmacista?

Il cuoio capelluto è un ecosistema biologico complesso e forfora e dermatite seborroica richiedono una lettura diversa, non intercambiabile. Il farmacista ha un ruolo centrale nello spiegare la natura cronica e recidivante di queste condizioni e nel guidare il “paziente” verso scelte coerenti e continuative, superando l’idea di un intervento solo “al bisogno”. Quando il farmacista consiglia un dermocosmetico che si basa su meccanismi biologici chiari, offre al consumatore una risposta realmente efficace e non soltanto di eliminazione del sintomo.

 

I consigli di Ducray per il farmacista

Domande utili al banco

  • Il prurito precede le squame?
  • C’è arrossamento visibile?
  • Il problema ritorna appena sospende il trattamento?
  • Sono coinvolte altre aree del viso?

Se la risposta è positiva a una o più di queste domande, è opportuno sospettare una forfora severa/dermatite seborroica piuttosto che una semplice forfora, e orientare il consiglio verso una gestione più strutturata, suggerendo anche una valutazione medica.

Errori comuni

  • Sospendere il trattamento appena migliorano le squame
  • Confondere miglioramento visibile con guarigione
  • Non spiegare l’importanza del mantenimento

L’approccio Pierre Fabre

  • Ricerca biologica alla base delle formulazioni
  • Target fisiopatologici chiari
  • Coerenza tra meccanismo e prodotto
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