La farmacia dei servizi mostra il proprio valore anche quando dalla prevenzione si passa all’urgenza. È la riflessione cui invitano due episodi avvenuti a inizio aprile nella Valtellina, in Lombardia, entrambi all’interno di punti vendita della rete Farmagorà, gruppo cui fanno capo oltre 50 farmacie distribuite in sette regioni. Un network che continua a investire non solo su progetti retail ma anche su servizi di prossimità e telemedicina.
Il primo caso risale al 2 aprile e riguarda la farmacia di piazza Rusconi a Sondrio. Secondo quanto riferiscono fonti dell’azienda, l’esecuzione di un elettrocardiogramma in farmacia ha consentito di intercettare una situazione critica e di attivare rapidamente i soccorsi, permettendo il successivo intervento ospedaliero. Un episodio che richiama una delle evoluzioni più significative del canale negli ultimi anni: l’ingresso di prestazioni diagnostiche di primo livello, spesso in tele-refertazione, capaci di abbreviare i tempi tra sintomo, valutazione e presa in carico.
Il giorno successivo, il 3 aprile, un secondo intervento nella farmacia di Tresenda. Un uomo di 58 anni si è presentato per la misurazione della pressione accompagnato da un collega: l’uomo lamentava forte dolore toracico, nausea intensa e pallore evidente. Il direttore della farmacia ha spiegato che, durante il controllo, si è resa immediatamente necessaria la chiamata ai soccorsi. Il paziente è rimasto sotto osservazione fino all’arrivo dei sanitari, poi trasferito con urgenza all’ospedale di Sondrio per un sospetto infarto in corso.
I due episodi hanno un valore che va oltre la cronaca locale. Confermano infatti come la farmacia, grazie a capillarità territoriale, accesso senza appuntamento e presenza professionale continuativa, possa rappresentare una prima risposta di valore al bisogno sanitario. Non sostituisce il pronto soccorso né il medico, ma può riconoscere segnali di allarme, orientare correttamente il cittadino e accelerare l’attivazione della rete dell’emergenza.
