Q Farma, il 2025 si chiude con una perdita di quasi 58 milioni di euro. «Pesano gli oneri della fusione, ma il 2026 è già in positivo»
Q Farma archivia il suo primo esercizio iniziato il 20 luglio 2025 (dopo l’integrazione che ha fatto confluire nella nuova società i rami distributivi di Cef e Unico) con un fatturato di quasi 1,2 miliardi di euro e una perdita netta di 57,9 milioni. È quanto scaturisce dal documento di bilancio che l’Assemblea dei soci ha approvato il 23 giugno scorso dopo l’ok del Consiglio di amministrazione del 29 maggio. «Un risultato» commenta la società «da leggere in filigrana e collegare alla complessa operazione che nell’estate dell’anno scorso ha dato vita alla più grande realtà della distribuzione farmaceutica di proprietà dei farmacisti».
La chiusura, in particolare, sarebbe coerente con le previsioni formulate in vista dell’integrazione: «Circa 25 milioni sono riconducibili alla gestione precedente, contabilmente assorbita da Q Farma per effetto della retroattività della fusione per incorporazione; 4 milioni si riferiscono ad agosto, il primo mese di piena operatività della newco, nel quale è stato fisiologico riscontrare volumi ridotti e una struttura di costi non ancora ottimizzata; infine, i restanti 28 milioni circa arrivano da poste straordinarie e non ricorrenti connesse al processo di aggregazione, come i 6 milioni per la strutturazione dell’operazione, i 3 milioni di oneri per l’uscita incentivata del personale e circa 18 milioni da svalutazioni. Si tratta di componenti che hanno concentrato nel breve periodo gli impatti negativi di un’operazione la cui finalità è la costruzione di una struttura industriale più efficiente e sostenibile nel tempo».
Pur avendo chiuso in perdita, osserva tuttavia la società, l’esercizio 2025, con un ebitda di 4,85 milioni, mostra un profilo solido dal punto di vista finanziario. «La gestione del capitale circolante è stata efficiente e si riflette in una posizione finanziaria netta migliore di oltre 70 milioni rispetto alle stime condivise con il sistema bancario che ha sostenuto l’integrazione. Un’attestazione di fiducia è arrivata anche dalla base sociale, che ha aderito ai due prestiti obbligazionari a tre e cinque anni emessi dalla Società, per una raccolta complessiva vicina a 21 milioni di euro».
Segnale ancora più incoraggiante, nel primo quadrimestre di quest’anno Q Farma ha messo a segno un rimbalzo che ha riportato il fatturato in linea con i valori aggregati dello stesso periodo del 2025, circa 880 milioni di euro. «Il risultato» è il commento che arriva dalla società «è superiore di oltre 28 milioni rispetto alle previsioni e appare particolarmente significativo considerate le forti sovrapposizioni territoriali che caratterizzavano Cef e Unico. La marginalità migliora di oltre un punto percentuale, trainata dal riallineamento dei listini di acquisto verso condizioni più competitive. Le sinergie già implementate proiettano, su base annua, oltre 11 milioni di minori costi rispetto all’esercizio precedente». Sale anche l’ebitda, che nel primo quadrimestre supera i 12,9 milioni, mentre l’utile netto torna positivo a 1,36 milioni. «Un dato» rimarca la società «che conferma il recupero della redditività aziendale dopo gli effetti straordinari concentrati nel 2025».
La previsione, di conseguenza, è quella di chiudere il 2026 in utile, completando il percorso di razionalizzazione e di dispiegamento delle sinergie attese dall’integrazione. «Il 2025» ha detto il presidente di Q Farma, Vittorino Losio, presentando il bilancio in cda «è stato l’anno in cui abbiamo sostenuto i costi di una scelta strategica importante. I numeri dei primi quattro mesi di quest’anno dimostrano che la direzione è quella giusta: l’azienda è già su un terreno solido e guarda al 2026 con ottimismo».

