Sono diverse le società e le cooperative della distribuzione intermedia che nelle ultime settimane hanno approvato i loro consuntivi per il 2025. Diventa allora opportuna una prima ricognizione di numeri e bilanci di tali gruppi per capire quali sono umori e stime del comparto per il 2026 , considerato che la distribuzione è considerata da qualche anno il “grande malato” della filiera farmaceutica.
Farmacentro
L’assemblea della cooperativa (circa 800 farmacie socie, tre poli logistici e un network, Mia Farmacia) ha approvato ieri il bilancio 2025 con ricavi record per 403,9 milioni di euro, che superano per la prima volta la soglia dei 400 milioni, e un utile netto di 1,05 milioni, quasi il doppio rispetto all’esercizio precedente. L’assemblea ha inoltre deliberato 600mila euro di ristorni in conto capitale ai soci e un incremento del premio ai dipendenti, che sale a 155mila euro. Nella relazione la cooperativa sottolinea come il miglioramento della redditività sia stato conseguito nonostante il forte aumento dei costi di trasporto (+23,6% dal 2021) e del personale (+15,4%), senza ridurre investimenti e servizi. Tra gli elementi qualificanti del 2025 figurano anche la pubblicazione del primo Bilancio di sostenibilità, l’incremento delle prestazioni erogate dalle farmacie del network (5.008, contro 4.763 nel 2024) e la prosecuzione degli investimenti in logistica, automazione e innovazione.
Farvima
Tra i principali operatori della distribuzione farmaceutica nel Mezzogiorno, il gruppo serve 12mila farmacie, ha una rete di 17 magazzini e dispone di un network di farmacie indipendenti, FarmàPlus. Dopo il pesante rosso del 2024, il bilancio 2025 torna in positivo, seppure di misura: ricavi a 800,7 milioni di euro (+1,1% rispetto ai 791,8 milioni del 2024) e utile netto di 455 mila euro, a fronte della perdita di 5,06 milioni dell’esercizio precedente. Il recupero è il risultato di una combinazione di fattori esterni e interventi gestionali. Da un lato, la riduzione dei tassi d’interesse ha alleggerito gli oneri finanziari, scesi da 13,9 a 9,9 milioni di euro; dall’altro, la società evidenzia un piano di efficientamento che ha incluso la razionalizzazione delle scorte, con lo smaltimento degli extra-stock accumulati per l’avvio dell’hub logistico “Nola 4.0”, l’internalizzazione delle attività logistiche di filiale per stabilizzare gli appalti e ridurre i rischi giuslavoristici, e il contenimento dei costi operativi, nonostante l’incremento del costo del personale legato anche al rinnovo del Ccnl. Nella relazione gli amministratori indicano inoltre come priorità del piano industriale 2025-2030 lo sviluppo dei marchi propri, l’espansione del network FarmàPlus e l’ottimizzazione del core business, esprimendo fiducia in un ulteriore miglioramento della marginalità già dal 2026.
Vim
Distributore intermedio con sede in Basilicata, serve seimila farmacie clienti e conta undici filiali. Il gruppo chiude il 2025 con una crescita diffusa dei principali indicatori economici: il valore della produzione sale a 764,8 milioni di euro dai 703,2 milioni del 2024 (+8,8%), mentre l’ebitda arriva a 11,9 milioni (+6,9%) e l’ebit supera i 10 milioni (+6,4%). In miglioramento anche il risultato della gestione finanziaria, che passa da un saldo negativo di 617mila euro a uno positivo di 711mila, consentendo all’utile netto di attestarsi a 7,6 milioni di euro, in aumento del 13,7% rispetto ai 6,55 milioni dell’esercizio precedente. Sul fronte patrimoniale prosegue inoltre il rafforzamento della struttura finanziaria: il patrimonio netto cresce da 94,1 a 101,7 milioni, mentre la posizione finanziaria netta si riduce da 38 a 34,1 milioni, con un miglioramento dei principali indicatori di leva (Pfn/Ebitda da 3,4x a 2,9x e Pfn/patrimonio netto da 0,4x a 0,3x).
Federfarma.co
La centrale d’acquisto, partecipata dalle società di farmacisti, chiude il suo primo bilancio consolidato – in cui figura anche la controllata Viprof – con 514 milioni di euro di fatturato, in crescita rispetto ai 507 milioni dell’esercizio precedente (che però riguardava la sola Federfarma.co) e 6,6 milioni di ebitda, per un risultato ante imposte di 2,7 milioni e un utile netto di 1,5 milioni di euro. La già citata Viprof, dal canto suo, chiude il 2025 con un fatturato di oltre 57 milioni, in crescita del 13,3% sul 2024. Nella relazione il management attribuisce i risultati alle strategie commerciali sviluppate negli ultimi anni e al lavoro del Gruppo di lavoro negoziale con le società socie, che avrebbe consentito di migliorare fatturato e marginalità nonostante un mercato giudicato in contrazione.
Unifarm
Società con circa 2.800 farmacie socie e una rete di piattaforme logistiche che serve il Nord e parte del centro Italia, Unifarm conferma anche nel bilancio 2025 il percorso di crescita che ha caratterizzatogli ultimi esercizi: l’assemblea dei soci ha approvato un utile netto di 5,985 milioni di euro, in aumento rispetto al 2024, e un ebitda rettificato superiore a 12,5 milioni, il migliore nella storia della cooperativa. Bene anche il bilancio consolidato del gruppo, che sfiora i 670 milioni di euro. Secondo il management, Unifarm ha continuato a crescere a un ritmo superiore a quello del mercato, rafforzando una quota ormai prossima al 5% grazie alla fedeltà delle farmacie socie, allo sviluppo delle linee a marchio proprio e dei servizi a valore aggiunto. Il gruppo evidenzia inoltre il rafforzamento della struttura finanziaria, con il rapporto Posizione finanziaria netta/ebitda sceso in dieci anni da circa 8,2 a 3,2. Vanno invece collocati nel 2026 il completamento dell’ampliamento del magazzino di Padova e l’apertura di un nuovo polo logistico a Cremona (ex Q Farma-Cef), due investimenti destinati a sostenere l’ingresso di nuove farmacie socie e l’espansione territoriale della cooperativa.
