Mercato

La fotografia del mercato della bellezza in farmacia che scaturisce dall’Indagine congiunturale 2019 di Cosmetica Italia non deve deprimere o spingere al pessimismo i farmacisti titolari. Perché non sempre i dati sono la rappresentazione fedele della realtà, soprattutto in presenza di fenomeni complessi. È la lettura con cui Gian Andrea Positano, direttore del Centro studi di Cosmetica Italia, accompagna tabelle e stime dell’Indagine, che attribuisce al canale farmacia fatturati in perdita dell’1% nel 2018 e in lievissima crescita (+0,3% appena) nel primo semestre di quest’anno.

Positano, i vostri numeri riportano l’immagine di una farmacia in affanno nella cosmetica. Però, dice lei…
Però va fatta una premessa: indubbiamente i numeri descrivono un fenomeno in atto, ma possono variare anche in maniera importante da un anno all’altro per fattori non sempre prevedibili. Facciamo l’esempio dei solari, che nel 2018, per una serie di coincidenze, hanno avuto una flessione di vendite. Questa contrazione ha ovviamente influito sulle percentuali di tutto il comparto, senza però costituire un elemento di crisi vero e proprio. Nelle analisi ci si basa sulle curve di crescita, ma anche, e forse di più, su quello che chiamiamo sentiment, vale a dire la percezione soggettiva di un fenomeno.

E il sentiment riguardo al mercato della bellezza e della cura della pelle in farmacia qual è?
Legittima un’apprezzabile fiducia. Certamente ci sono alcuni elementi perturbatori: una ormai strutturale mancanza di fedeltà negli acquisti da parte dei consumatori, l’aggressività dei monomarca e dei corner della grande distribuzione, una certa prudenza dei titolari negli investimenti per le incognite del ddl concorrenza. Ma nonostante questo, vediamo provenire dal canale segnali positivi.

Quali?
Innanzitutto la farmacia continua ad avvicinarsi al canale che per quote di mercato le è subito davanti ed è suo concorrente diretto nella cosmesi, la profumeria. Inoltre, il ruolo della farmacia come presidio di benessere a tutto tondo la rende in qualche modo il luogo ideale per la cosmetica. Non dimentichiamo che molti degli acquirenti di prodotti cosmetici prediligono l’acquisto consigliato e preferiscono l’assistenza di un esperto al silenzio dello scaffale.

Insomma, la parola d’ordine è non perdersi d’animo…
Se la fidelizzazione in questo periodo è un problema per tutti, lo è meno per i farmacisti, che spesso hanno uno zoccolo duro di clienti/pazienti che cercano e seguono il loro consiglio. Per questo, considerate anche le alte marginalità del mercato della bellezza, i titolari dovrebbero mettere in atto strategie sempre più mirate, che danno frutti anche importanti.

Per esempio?
Sicuramente va incrementata l’alleanza con l’industria. In questo momento le aziende mostrano particolare disponibilità a dialogare con il farmacista, che invece non si mostra sempre interessato. Ma se chiedesse di più, in termini di sponsorizzazioni, formazione eccetera, otterrebbe risposte interessanti.

E l’online?
E’ un altro dei fattori che rende più fluido e confuso il quadro, ma non c’è da preoccuparsi oltre il dovuto. Dalle nostre rilevazioni, emerge che anche negli acquisti a distanza molti dei consumatori preferiscano affidarsi alle farmacie, ovviamente quelle che fanno e-commerce.

Giulia Capotorto

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