Largo consumo: vincono prossimità e semplificazione di format e referenze

Extracanale

La tendenza si era fatta evidente già a metà anno ma ora anche i dati consuntivi del 2020 lo confermano: con la pandemia, gli italiani hanno ridotto le visite a ipermercati e centri commerciale per preferire supermercati, discount e online. Leggere, per credere, le cifre provenienti dall’indagine Nielsen Total Store: la quota di mercato degli iper dai 4.500 mq in su è calata nell’ultimo anno del 6,1% (sul 2019) e si assesta al 10,6%; segno meno (ma più contenuto) per i superstore, che perdono lo 0,8% e fanno registrare un fatturato pari al 13,3% del totale Largo consumo.

 

 

Dall’altro lato della bilancia, spiccano le perfomance dei supermercati (+4,9%, per una quota di mercato del 38,5%) e dei discount (+5,4%, incidenza sul giro d’affari complessivo del 19,3%). Da notare che l’ascesa di questi ultimi si distingue per una netta crescita dell’efficienza: il fatturato medio per mq di superficie ha raggiunto nel 2020 i 5.800 euro, quasi quello dei supermercati (5.860 euro), quando 10 anni fa la distanza tra i due canali si avvicinava ai mille euro per metro quadrato. Capire come hanno fatto i discount a colmare il gap è un esercizio utile anche per la farmacia: come scrive Luigi Rubinelli , i punti vendita di questa categoria si sono progressivamente trasformati in negozi di vicinato, hanno semplificato format e numero di referenze, si sono dati un nuovo posizionamento più vicino ai territori in cui operano.

Se nel 2020 il Largo consumo cresce del 4,3%, cioè tre volte l’incremento con cui aveva chiuso il periodo precedente, il merito è quindi dei negozi di taglia più piccola, rientranti in buona parte nella sfera del commercio di prossimità. Partecipa alla progressione anche il libero servizio (superette e minimarket) che chiude l’anno con una quota di mercato dell’11,2% (in crescita del 6,5% sull’anno precedente). Fa caso a sé, invece, l’online, che in dodici mesi mette a segno un balzo in avanti del 115% (ma la quota di mercato rimane marginale, poco sotto il 2%).

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