Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti, che negli ultimi giorni hanno provocato blocchi stradali e rallentamenti soprattutto nelle regioni meridionali, mettono in allerta anche la filiera della distribuzione farmaceutica. A richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze per l’approvvigionamento di medicinali e vaccini sono Liphe, Logistica Integrata Pharma Healthcare, e Adf, Associazione distributori farmaceutici, intervenute con due comunicati che, pur condividendo la preoccupazione per la continuità delle forniture, esprimono valutazioni e richieste in parte differenti.
La prima, che rappresenta da oltre sessant’anni gli operatori della logistica e del trasporto dedicato al settore farmaceutico, sollecita interventi urgenti per evitare che le agitazioni compromettano il funzionamento della supply chain. «Non ci siamo mai fermati neanche durante la pandemia da Covid e non possiamo farlo neanche ora che morde con drammaticità la crisi caro carburante» dichiara il presidente di Liphe, Pierluigi Petrone. «Facciamo appello al Governo e a tutti gli stakeholder pubblici e privati coinvolti nel salvaguardare la piena operatività della supply chain farmaceutica al fine di predisporre con urgenza misure atte a impedire la paralisi».
L’allarme arriva mentre i presidi degli autotrasportatori hanno interessato diversi nodi della viabilità del Mezzogiorno. In Campania le proteste hanno provocato rallentamenti e chiusure temporanee in prossimità degli svincoli autostradali di Nola e Nocera-Pagani, oltre che lungo l’A2 tra Battipaglia e Campagna. In Calabria sono stati organizzati presidi nell’area di Lamezia Terme, nei pressi del porto di Gioia Tauro e lungo l’autostrada del Mediterraneo. Disagi alla circolazione dei mezzi pesanti sono stati segnalati anche in Basilicata, lungo la statale 106 Ionica, e in Puglia, mentre in Sicilia gli autotrasportatori hanno proclamato un fermo di cinque giorni, fino al 20 ottobre.
Per Liphe il pericolo è che il protrarsi delle agitazioni produca un effetto domino sull’intera filiera, con conseguenze non soltanto economiche ma anche sanitarie. «Occorrono misure concrete che ci auguriamo vengano predisposte tempestivamente evitando l’effetto domino che potrebbe impattare seriamente sulla salute pubblica mettendo a rischio i regolari rifornimenti, anche di salvavita» avverte Petrone. L’associazione si dichiara pronta a collaborare con istituzioni e operatori, auspicando che il patto di filiera e l’alleanza pubblico-privato consentano ancora una volta di garantire la tutela dei cittadini e dei pazienti.
Più prudente nella valutazione delle conseguenze immediate è invece Adf, l’associazione aderente a Confcommercio che rappresenta 33 imprese della distribuzione intermedia, con una quota superiore al 60% del fatturato nazionale dei grossisti farmaceutici. Nel comunicato diffuso il 16 ottobre, il presidente Walter Farris precisa che, nonostante le agitazioni, le attività di rifornimento proseguono regolarmente. «Per ora nessun allarme, continuiamo ad assicurare la regolarità delle forniture alle farmacie e ai cittadini» dichiara. La preoccupazione dell’associazione riguarda soprattutto l’eventualità che i blocchi rallentino le consegne dei medicinali ai magazzini dei grossisti, con successive ripercussioni sulla distribuzione territoriale.
Un rischio che Adf considera particolarmente rilevante in coincidenza con l’avvio delle campagne di vaccinazione antinfluenzale. «È fondamentale garantire alle aziende della distribuzione intermedia di proseguire con regolarità la più efficiente, rapida e capillare dispensazione di farmaci e vaccini» sottolinea Farris, ricordando il ruolo dei grossisti nell’approvvigionamento delle farmacie e, attraverso queste, dei medici impegnati nelle vaccinazioni.
Le dimensioni del servizio spiegano la sensibilità della distribuzione intermedia a eventuali interruzioni dei trasporti. Secondo i dati forniti da Adf, le aziende associate operano attraverso oltre cento siti logistici e riforniscono più di 25mila farmacie, parafarmacie e altri esercizi autorizzati, con consegne fino a tre volte al giorno e un tempo medio tra ordine e recapito di circa tre ore. Complessivamente effettuano oltre 90mila consegne quotidiane, percorrendo più di 350 milioni di chilometri all’anno. Un’organizzazione che deve rispettare gli obblighi di servizio pubblico previsti per la distribuzione intermedia, compresa la consegna dei medicinali richiesti entro un massimo di dodici ore.
Adf richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà economiche che il rincaro dei carburanti comporta per le stesse imprese distributrici. «Anche le nostre aziende subiscono pesantemente il problema dell’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti» osserva Farris, ricordando gli investimenti necessari per mantenere magazzini automatizzati e climatizzati, garantire la tracciabilità dei prodotti e assicurare trasporti a temperatura controllata, anche verso le farmacie delle aree più periferiche e disagiate.
Adf esprime apprezzamento per la decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di convocare un tavolo di confronto con le associazioni dell’autotrasporto. Farris riconosce al Governo la capacità di intervenire nelle situazioni critiche e si dice fiducioso che vengano individuate soluzioni in grado di assicurare anche la regolarità delle forniture dei vaccini antinfluenzali ai magazzini della distribuzione intermedia.

