Angelini Pharma ha completato l’acquisizione della statunitense Catalyst Pharmaceuticals, operazione che rafforza la presenza del gruppo negli Stati Uniti e ne consolida il posizionamento nelle aree della salute del cervello e delle malattie rare. Contestualmente, l’azienda ha annunciato due operazioni finanziarie che sostengono il piano di sviluppo: Blackstone investirà un miliardo di euro in azioni privilegiate, subordinatamente alle autorizzazioni regolatorie, mentre Cdp Equity parteciperà con un aumento di capitale da un miliardo di euro che le consentirà di acquisire il 23,5% del capitale ordinario di Angelini Pharma.
Con l’ingresso di Catalyst, Angelini Pharma integra il portafoglio prodotti, le competenze e l’infrastruttura commerciale della società americana, rafforzando la propria presenza nel più importante mercato farmaceutico mondiale. L’operazione rappresenta uno dei passaggi chiave del percorso di trasformazione avviato dal gruppo negli ultimi anni, con l’obiettivo di affermarsi come operatore globale specializzato nella Brain Health e nelle malattie rare.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’investimento di Cdp Equity punta a sostenere l’espansione internazionale del gruppo, favorendo al tempo stesso un incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo e il rafforzamento della filiera farmaceutica italiana, con ricadute anche sul piano occupazionale. Angelini conferma inoltre che l’Italia continuerà a rappresentare il centro strategico per le attività di ricerca e produzione del gruppo.
L’operazione è stata finanziata con il supporto di Bnp Paribas, che ha svolto il ruolo di global coordinator e sottoscrittore del pacchetto di finanziamento, mentre Morgan Stanley ha assistito Angelini Pharma come consulente finanziario per gli accordi con Blackstone e Cdp Equity.
«Con questa acquisizione compiamo un passo decisivo verso la costruzione di un player globale guidato dalla scienza e focalizzato sulla salute del cervello e sulle malattie rare» commenta Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Pharma. «L’espansione negli Stati Uniti ci permette di raggiungere la massa critica necessaria per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione, mantenendo al tempo stesso l’Italia come asset strategico per la ricerca e la produzione».
Rich Daly, che assume la guida della nuova Global Rare Disease Business Unit di Angelini Pharma, sottolinea come l’integrazione con Catalyst apra una nuova fase di sviluppo internazionale con l’obiettivo di ampliare l’accesso ai trattamenti per i pazienti affetti da malattie rare. Per Cdp Equity, l’operazione rappresenta un investimento coerente con la strategia di sostegno alla crescita internazionale delle eccellenze industriali italiane. «Supportiamo un gruppo che può evolvere da protagonista europeo a player globale in un settore ad alto valore aggiunto come quello farmaceutico» osserva l’amministratore delegato Fabio Barchiesi.
