Talea Group, FarmaDante punta alla riammissione in Borsa dopo il risanamento

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Talea Group prova a tornare in Borsa dopo la vendita a FarmaDante. La newco, che ad agosto ha rilevato per 1,55 milioni di euro il ramo d’azienda dell’ex Farmaè sta lavorando a un progetto di risanamento che punta a ottenere la riammissione delle azioni alle negoziazioni su Euronext Growth Milan (Egm), il listino di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. I titoli Talea risultano tuttora sospesi dagli scambi.

Il progetto era stato anticipato a fine settembre dalla stessa Talea Group: il consiglio di amministrazione di FarmaDante ha deliberato il 2 settembre di predisporre una proposta di concordato nell’ambito della liquidazione giudiziale e il 21 settembre ha chiesto al Tribunale l’accesso ai dati necessari alla sua elaborazione. Secondo quanto riferisce la testata economica T24, il passaggio centrale dovrebbe essere la proposta ai circa cento creditori di Talea – titolari complessivamente di crediti per circa 45 milioni di euro – di convertire almeno parte delle somme vantate in azioni della società.

«Il nostro obiettivo è esperire un concordato» spiegano a T24 Luca Parenti e Antonello Bracalello, rispettivamente presidente e amministratore delegato di FarmaDante: la conversione dei crediti dovrebbe consentire di «riportare la società in bonis, riavviare la quotazione e creare valore per tutti». Il disegno contempla, come passaggio finale, il conferimento della stessa FarmaDante in Talea Group. La nuova proprietà punta a completare le principali fasi dell’operazione nei primi mesi del 2027, ma tempi ed esito dipenderanno dall’adesione dei creditori, dalle decisioni degli organi della procedura e dal rispetto dei requisiti necessari per il ritorno sul mercato.

Il piano industriale annunciato da FarmaDante prevede anche una discontinuità rispetto alla vecchia Talea. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello integrato nella salute e nel benessere, mettendo in relazione industria, distribuzione, farmacie, canali digitali, servizi e consumatori. Tra le direttrici indicate figurano partnership con aziende farmaceutiche, produttori e distributori, progetti di co-development e private label, integrazione tra canali fisici e digitali e ingresso di nuovo capitale di rischio, con possibile apertura ad altri investitori finanziari o industriali.

FarmaDante ha rilevato il 25 agosto il ramo e-commerce di Talea, comprendente i marchi Farmaè, Amicafarmacia, Farmahome e DocPeter, i relativi domini e piattaforme, l’archivio clienti, la sede di Viareggio e il polo logistico di Migliarino Pisano, oltre a circa 30 dipendenti. La vendita, perfezionata dopo la procedura competitiva indetta dalla curatela, si è chiusa a 1,55 milioni di euro.

La crisi di Talea era esplosa nel 2025: a maggio la società aveva avviato la composizione negoziata della crisi, seguita dalle misure protettive concesse dal Tribunale di Firenze; a dicembre aveva poi presentato domanda per accedere agli strumenti di regolazione della crisi, con l’obiettivo di proporre un concordato preventivo in continuità. Il tentativo di risanamento non è andato a buon fine e nell’aprile 2026 il Tribunale ha dichiarato la liquidazione giudiziale, autorizzando però l’esercizio provvisorio dell’e-commerce. A fine maggio è stato quindi ceduto a Vim per 2,6 milioni di euro il ramo di Nichelino, nel Torinese. È seguita la vendita giudiziaria del nucleo centrale dell’attività online e ora la nuova proprietà tenta l’operazione più complessa: far uscire Talea dalla liquidazione giudiziale e riportarne le azioni agli scambi.

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