Più Medical chiude il primo semestre 2026 con ricavi consolidati pro-forma per 17,5 milioni di euro, in crescita del 31% rispetto ai 13,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. L’ebitda adjusted delle farmacie sale del 16%, da 2,2 a 2,5 milioni, mentre a livello di gruppo l’ebitda consolidato pro-forma adjusted scende da 2 a 1,8 milioni, con una marginalità che passa dal 14,8 al 10,4%. Il risultato netto pro-forma si attesta invece a 600mila euro, contro i 100mila del primo semestre 2025. Sono i principali numeri della semestrale al 30 giugno approvata dal consiglio di amministrazione della società, quotata su Euronext Growth Milan e attiva nello sviluppo e nella gestione di farmacie e servizi per la salute.
Il confronto è effettuato sui dati pro-forma, predisposti per rendere omogenei due periodi caratterizzati da importanti variazioni del perimetro societario. In particolare, i valori del primo semestre 2026 includono per l’intero periodo Farmacia Formaggia, acquisita formalmente soltanto il 2 luglio. La farmacia milanese ha apportato al dato pro-forma 4 milioni di ricavi e circa 700mila euro di ebitda adjusted. Le tre farmacie entrate nel gruppo a fine ottobre 2025 hanno invece registrato nel semestre una crescita dei ricavi del 3,4%.
A pesare sulla redditività consolidata sono stati soprattutto gli investimenti sostenuti per l’integrazione delle acquisizioni e il potenziamento della struttura centrale. I maggiori costi di quest’ultima ammontano a 522mila euro, mentre quelli legati all’integrazione e allo sviluppo del network sono quantificati in 351mila euro. Da qui la contrazione del margine ebitda consolidato adjusted, nonostante la crescita registrata dalle farmacie. L’utile netto pro-forma sale a 603mila euro, anche per il venir meno dei bonus una tantum al management contabilizzati nel primo semestre 2025 e per il contributo di Farmacia Formaggia.
«Il primo semestre 2026 rappresenta per Più Medical una fase importante nel percorso di costruzione della piattaforma industriale che abbiamo delineato al mercato» commenta l’amministratore delegato Stefano Maroni. Secondo il ceo, i risultati sono stati ottenuti nonostante «significativi investimenti nell’integrazione e nella riqualificazione delle farmacie acquisite, nell’inserimento di nuove competenze professionali e nel rafforzamento della struttura centrale del Gruppo». L’integrazione di una nuova farmacia, prosegue Maroni, richiede «un periodo di circa 12 mesi per esprimere pienamente il proprio potenziale».
Guardando invece ai dati contabili consolidati, che riflettono il perimetro effettivo del semestre, Più Medical ha registrato ricavi per 13,6 milioni, un ebitda di 1,1 milioni con un margine dell’8,2%, un ebit di 672mila euro e un risultato netto di 111mila euro. A fine giugno il patrimonio netto di gruppo era pari a 36,7 milioni, mentre la posizione finanziaria netta risultava positiva per 3,1 milioni, rispetto ai 4,9 milioni di fine 2025. Le disponibilità liquide ammontavano a 16,1 milioni.
La strategia resta orientata alla crescita per acquisizioni. Dopo il closing di Farmacia Formaggia, ad agosto Più Medical ha sottoscritto l’accordo per rilevare il 60% di Farmacia dell’Aquila a Genova, operazione il cui perfezionamento è previsto nel quarto trimestre. «La nostra ambizione», conclude Maroni, «è far evolvere progressivamente Più Medical da piattaforma di consolidamento di farmacie a piattaforma integrata di healthcare territoriale», mantenendo la farmacia come principale punto di accesso al paziente e affiancandole nuovi servizi e competenze.
