Osservatorio Swg-Egualia: italiani sensibili al prezzo quando c’è da acquistare un sop-otc

Consumatore

L’inflazione e il caro vita stanno rendendo il consumatore sempre più sensibile al prezzo anche quando acquista i farmaci, soprattutto se si tratta di farmaci senza ricetta (otc e sop). È quanto rivela l’edizione 2026 dell’Osservatorio con cui Swg fotografa a cadenza annuale per Egualia le abitudini di acquisto degli italiani per quanto concerne farmaci e generici.

L’indagine è stata condotta tra il 22 aprile e il 7 maggio scorso su un campione rappresentativo di 2.509 maggiorenni e nelle settimane scorse Pharmacy Scanner aveva già dato conto di un’altra parte della ricerca, dedicata al rapporto tra italiani e intelligenza artificiale nell’informazione sanitaria. Per quanto concerne invece l’approccio con il farmaco, tra gli italiani rimane prevalente l’idea che debba essere utilizzato «con cautela e attenzione», ma questa visione perde progressivamente terreno: oggi la condivide il 45% degli intervistati, contro il 47% del 2024 e il 51% del 2021. Parallelamente cresce la quota di chi considera il farmaco soprattutto «qualcosa che ti fa stare meglio» (25%) oppure «un concentrato di ricerca e sapere scientifico» (18%). Resta marginale, infine, la componente dei cosiddetti «rejector», cioè coloro che ritengono che dei farmaci si possa fare a meno o che li considerano soprattutto uno strumento di profitto delle multinazionali.

 

Farmaci da usare con cautela, opinione prevalente ma cala il consenso

 

L’indagine evidenzia poi come l’aumento dei piccoli disturbi quotidiani stia modificando anche le abitudini di acquisto. Il 38% degli italiani dichiara infatti di tendere a fare scorta dei medicinali più utilizzati: il 22% ama tenere sempre una buona riserva in casa, mentre un ulteriore 16% approfitta delle offerte per acquistare i prodotti che usa più spesso. A prevalere resta comunque un comportamento più prudente: il 62% compra soltanto i farmaci necessari nel momento in cui servono. La propensione all’accumulo risulta però significativamente più diffusa tra Gen Z e Millennials e tra chi utilizza internet o strumenti di intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute.

 

Fare scorta, abitudine dichiarata dal 38% degli italiani

 

Non meno interessanti sono i dati sulla gestione dei medicinali scaduti, che mettono in luce comportamenti ancora lontani dalle corrette pratiche di smaltimento. Tre italiani su quattro dichiarano di portare almeno qualche volta i farmaci scaduti in farmacia o negli altri punti di raccolta dedicati, ma il quadro presenta diverse criticità. Il 51% ammette di conservarli in casa fino a quando decide di disfarsene, il 39% getta almeno occasionalmente il medicinale nei rifiuti indifferenziati dopo aver separato la confezione e addirittura il 29% elimina confezione e contenuto direttamente nell’indifferenziato. Ancora più significativo il dato relativo al consumo: il 31% dichiara di utilizzare comunque medicinali anche oltre la loro data di scadenza, comportamento particolarmente diffuso tra Gen Z e Millennials, dove la quota sale al 41%.

 

Farmaci senza ricetta, aumenta l’attenzione degli italiani per il prezzo

 

Sul fronte degli acquisti, infine, il rapporto evidenzia un cambiamento destinato probabilmente a incidere sulle strategie commerciali del settore. Rispetto al 2021 cresce in modo marcato l’attenzione al prezzo nella scelta dei farmaci da banco, segnale di un consumatore sempre più orientato a confrontare il costo dei prodotti. Questo orientamento, osserva però Swg, non sembra tradursi in un aumento della propensione ad acquistare farmaci equivalenti nell’area dell’automedicazione, mentre per i medicinali soggetti a prescrizione la disponibilità verso l’equivalente continua invece a crescere. La ricerca rileva inoltre che l’80% degli italiani ha incontrato almeno occasionalmente difficoltà nel reperire immediatamente il farmaco cercato, ma nella maggior parte dei casi il sistema distributivo riesce comunque a garantire la disponibilità del medicinale attraverso l’ordinazione presso la stessa farmacia o la ricerca in un altro punto vendita.

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