È conto alla rovescia per la fase due del pilota che deve testare infrastruttura e procedure della serializzazione, il sistema di tracciatura dei medicinali (con obbligo di prescrizione) che dal 9 febbraio 2027 soppianterà i bollini a tre strati del Poligrafico di Stato. Il via alla nuova serie di test (che segue di qualche settimana la fine della fase uno, lanciata a febraio e conclusa ad aprile), è stato annunciato la settimana scorsa all’assemblea di Federfarma Servizi e, contestualmente, alla riunione del Tavolo tecnico di monitoraggio che segue la sperimentazione.
Come si ricorderà, la differenza principale tra fase uno e due è data dal fatto che nella seconda cominceranno a circolare confezioni farmaceutiche “commercializzabili”, cioè scatole che le farmacie potranno dispensare al pubblico (su ricetta, ovviamente). Per tale motivo, il packaging recherà non soltanto il datamatrix della tracciatura europea (che già contraddistingue molte confezioni ed è stampato nella maggior parte dei casi sulla linguetta dell’apertura), ma anche il bollino a tre strati del Poligrafico in una versione “adattata” e priva del Qrcode verticale (detta anche allegato B, vedi immagine sotto).
Non sono dettagli irrilevanti, perché la presenza del bollino a tre strati consentirà alle farmacie di defustellare e dispensare le nuove scatole come già fanno oggi con le vecchie. Resta invece da capire cosa va fatto con il datamatrix di tali confezioni, se procedere al cosiddetto “decommissioning” (ossia l’annullamento del codice univoco) o limitarsi all’operatività ordinaria. Chiarimenti dovrebbero arrivare dalle linee guida per la fase 2 che il Tavolo di monitoraggio avrebbe dovuto emanare il mese scorso, e delle quali ancora non c’è traccia,
Tale documento, tra l’altro, dovrebbe anche chiarire il numero dei soggetti che verranno coinvolti nel secondo pilota, altra questione sulla quale oggi mancano certezze. Lato produttori, la platea dovrebbe essere costituita dalle aziende titolari di Aic che entro il 18 giugno scorso avevano inviato la propria candidatura al Nmvo: una volta dato il via alla fase due (ormai imminente, come detto in apertura) queste aziende immetteranno confezioni dei loro prodotti «conformi alle norme previste per il periodo di stabilizzazione», cioè con datamatrix e bollino del Poligrafico tipo “allegato B”.
I depositari e i grossisti che distribuiranno queste confezioni, invece, saranno quelli che hanno completato “l’onboarding” sulla piattaforma Nmvs, ossia l’archivio nazionale dei codici. Così come per i produttori, al momento non è noto quante siano le aziende della distribuzione già a bordo: quasi certamente figura tra queste la decina di grossisti che ha partecipato alla fase uno, altri dovrebbero essersi aggiunti dal 3 giugno scorso, quando Nmvo ha dato il via libera all’0nboarding, e altri ancora si aggregheranno da qui al 9 febbraio, quando tutti dovranno essere sulla piattaforma.
Dubbi ancora maggiori, infine, per quanto concerne le farmacie: la fase due serve ad accompagnare la filiera verso il nuovo sistema, dunque è lecito supporre che nei prossimi mesi (da settembre, in particolare) aumenteranno le confezioni con allegato B in circolazione e quindi cresceranno le farmacie che se le vedranno passare davanti. Cosa dovranno fare, come detto, lo diranno le linee guida, che dovrebbero fornire ragguagli anche riguardo ai problemi tecnici emersi nel primo pilota.
Spiega tutto il report diffuso nei giorni scorsi dal Nmvo per tirare un bilancio della fase uno (che, lo ricordiamo, ha coinvolto 17 aziende produttrici, sei depositari, dieci grossisti e una trentina di farmacie). Nell’insieme i test, condotti su circa 70mila confezioni non vendibili, hanno dato esito positivo, in particolare per la distribuzione intermedia dove non si sono registrati problemi particolari. Fronte industria, invece, l’unica vera criticità riscontrata ha riguardato la carta valori che dal 9 febbraio 2027 sostituirà il bollino “allegato B”: la versione sperimentale testata nella fase uno, in sintesi, non veniva letta dai sistemi di riconoscimento di alcuni produttori.
Lato farmacie, infine, i problemi hanno riguardato la configurazione di scanner e lettori ottici: in diversi casi, quando il dispositivo è stato ottimizzato per leggere il datamatrix (cioè il codice univoco stampato sulle confezioni) si sono perse le impostazioni per leggere i codici a barre dei bollini adesivi; un inconveniente che andrà risolto celermente, perché altrimenti si rischiano perdite di tempo non indifferenti. Anche su questo, delucidazioni dovrebbero arrivare dalle linee guida.

