Al farmacista e alla farmacia non servono più soltanto nuovi prodotti o leve promozionali facciano volumi; vogliono invece strumenti che li aiutino a evolvere verso un modello di consulenza strutturata e di presa in carico globale del paziente. È il messaggio chiave proveniente dalla seconda wave di Officina Farmà, il “laboratorio di co-design” del network di Farvima che in tre tavoli di lavoro, organizzati a Caserta, Pescara e Catania, ha fatto parlare direttamente i farmacisti (80 gli affiliati coinvolti nei gruppi di discussione, assieme ai manager di Codifi/Menarini, Angelini Pharma, Curasept e Bd Rowa) per capire quali sono le priorità della professione.
Dai tre tavoli, coordinati da Focus Management, è così emersa l’immagine di una farmacia che vuole seguire il cambiamento con audacia e vede nella tecnologia una leva per liberare tempo da dedicare al paziente. A oggi, hanno convenuto i partecipanti, i processi di back-office assorbono circa il 45% del tempo disponibile; ottimizzare queste ore di lavoro amministrativo e logistico diventa la condizione sine qua non per restituire valore alla relazione umana e professionale al banco.
Per i farmacisti di Officina Farmà, in sostanza, la digitalizzazione e l’automazione non vanno viste come minacce, ma come alleati strategici. Assieme ai servizi che discendono dall’affiliazione a una rete, a loro volta leva per razionalizzare il tempo e conseguire economie di scala.
«Da questa seconda edizione del nostro Laboratorio» commenta a Pharmacy Scanner Alessandro Bruschi, direttore generale di Farmà «il network esce con un messaggio forte: il futuro della farmacia non si aspetta passivamente, ma lo si progetta. Lo dice, tra le altre cose, la forte domanda di protocolli di consiglio condivisi e sistematici che è emersa dai tre tavoli di lavoro, assieme a quella di percorsi formativi pratici da costruire in sinergia con le industria partner. Il fine è quello di strutturare un cross-selling specialistico ed etico, nella consapevolezza sempre più condivida che il patient journey debba essere realmente omnicanale: la fiducia e la relazione con il cliente non si creano più in un unico touchpoint, ma richiedono continuità e coerenza tra l’esperienza fisica e digitale in farmacia».
Per Bruschi, queste indicazioni confermano la solidità del patrimonio di servizi che il network mette concretamente a disposizione degli affiliati. «Vantiamo un ecosistema di strumenti di altissimo livello, completo e pienamente operativo, capace di fare la differenza nel business quotidiano della farmacia» sottolinea il dg del network «la forza della rete si esprime attraverso soluzioni già consolidate e pronte all’uso, progettate per presidiare ogni aspetto della farmacia contemporanea: dall’efficientamento della gestione tramite il tool di intelligenza artificiale per il category management fino all’ingaggio cross-canale del paziente. La patient journey e la fidelizzazione sono infatti già supportate da un’offerta digitale e di comunicazione integrata che include l’App Farmà, l’esclusivo circuito Fidelity Cartà, i palinsesti multimediali dei Ledwall instore e i pacchetti avanzati per la gestione dei canali Social».
Dati e indicazioni provenienti da Officina Farmà verranno ora metabolizzati dalla governance del network con l’obiettivo di trasformarli in progetti esecutivi, da presentare ufficialmente alla Convention 2026 di Farmà in programma dal 16 al 18 ottobre a Giardini Naxos.
