A Cosmofarma 2026 l’intelligenza artificiale è stato uno dei temi centrali del dibattito sulla farmacia digitale e sull’evoluzione dei software gestionali. Ne abbiamo parlato con Alessandro Avezza, country manager di Cgm Italia, che all’evento bolognese ha presentato i suoi prodotti per il canale farmacia.
Avezza, qua a Cosmofarma il tema dell’intelligenza artificiale è uno degli argomenti chiave di questa edizione. Cominciamo con una domanda generale: alla situazione attuale, che cosa prospetta il futuro? Che evoluzioni vede?
«Questa è una domanda sinceramente molto complicata. È evidente che l’avvento dell’intelligenza artificiale è paragonabile a una delle rivoluzioni che hanno trasformato la nostra vita, sia nel passato più lontano sia in quello recente. L’intelligenza artificiale è un ausilio alle attività intellettuali delle persone e chiaramente diventa un supporto e un aiuto per quelle attività professionali come sono le attività sanitarie. Si affianca al professionista sanitario, lo supporta, lo aiuta, gli toglie quelle attività ripetitive, riduce le possibilità di errore e lo aiuta nelle decisioni, per lasciare spazio alla relazione umana. Potremo sempre più delegare all’intelligenza artificiale quelle attività a basso valore aggiunto. Il futuro sarà sempre più così e sarà molto veloce».
Questi sono anche i campi applicativi degli strumenti e delle proposte che presentate qui a Cosmofarma?
«Assolutamente sì. Noi stiamo proponendo l’intelligenza artificiale all’interno dei prodotti Cgm, in particolare Wingesfar, Farma3Tec e ApoDesk, sostanzialmente in tre ambiti. Il primo è l’assistenza al banco, quindi come supporto nel momento in cui il farmacista dà consiglio al paziente: accesso alle schede tecniche dei prodotti, agli Rcp, chiarimenti su assunzione dei farmaci, interazioni e posologie. L’intelligenza artificiale aiuta in tutte queste fasi per lasciare più spazio alla relazione con il paziente. Ci aiuta anche nel retrobanco, perché può automatizzare e rendere più fluide determinate operazioni, ad esempio l’analisi dei dati. Oggi la farmacia dispone di una mole immensa di informazioni che spesso non vengono utilizzate. Grazie all’intelligenza artificiale, con il nostro prodotto Cgm Data Power, possiamo dare al farmacista un modo di estrarre queste informazioni parlando alla macchina. Posso chiedere, per esempio: “Dimmi quali sono i prodotti invenduti negli ultimi sei mesi”, e l’intelligenza artificiale estrae dal patrimonio informativo della farmacia il dato rilevante. Il prossimo passo sarà anche quello di fornire un consiglio operativo. Il terzo ambito è la gestione del magazzino, che rappresenta un costo molto rilevante per la farmacia. In questo caso l’intelligenza artificiale si chiama Cgm Predict: il modulo permette di mettere insieme dati di stagionalità, dati di mercato come quelli di New Line e preferenze di acquisto del farmacista per gestire in modo ottimizzato le scorte».
Un’ultima domanda: in questi tre giorni incontrate molti farmacisti e parlate con loro di intelligenza artificiale. All’inizio, quando si è cominciato a parlare di AI anche in altri campi, c’era sempre un certo timore. Oggi come vede i farmacisti? Hanno acquisito maggiore confidenza con questi strumenti?
«C’è un tema di adozione degli strumenti e di formazione. Abbiamo indicazioni precise sul fatto che l’adozione e la curva di apprendimento siano diverse anche in relazione alla situazione anagrafica: le nuove generazioni sono più pronte ad accogliere questi strumenti. Però riteniamo, ed è questo un impegno che ci prendiamo come azienda, che mano a mano che questi strumenti saranno diffusi all’interno delle farmacie, tutti i professionisti si renderanno conto e potranno apprezzare i vantaggi della piena adozione, soprattutto in termini di risparmio di tempo».

