Q Farma al primo posto tra i farmadistributori, Benu di nuovo sulla vetta tra le insegne della farmacia (catene e network), anche se la distanza con i competitor si accorcia e il confronto si fa più serrato. Sono le due medaglie d’oro (tanto per restare in clima olimpico) che assegna l’edizione 2025 di Reverse Audit, l’indagine con cui TradeLab misura a cadenza annuale il livello di soddisfazione dell’industria del consumer healthcare nei confronti dei principali operatori della distribuzione nel canale farmacia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
Insegne e distribuzione, i due podi di Reverse Audit 2025
L’analisi, condotta tra ottobre e dicembre 2025 tramite questionario strutturato, ha coinvolto aziende di automedicazione e aziende del comparto libera vendita, con ponderazione dei giudizi in base al fatturato commerciale dell’ultimo anno. Alla “giuria”, in particolare, sono stati sottoposti oltre 40 item di valutazione, organizzati in sei macro-aree: gestione logistica e livello di servizio, accordi commerciali, struttura acquisti e processi di buying, valore del progetto retail/insegna, trade marketing e formazione, partnership e collaborazione.
Sul piano metodologico, il Reverse Audit Index – costruito su una scala 0-100 dove 100 rappresenta il best performer – tiene conto della valutazione media ricevuta, del numero di aziende pienamente soddisfatte (voti 6-7) e dello scostamento rispetto alla media dei voti espressi da ciascun rispondente. Ne deriva, spiegano i ricercatori di TraLab, un indicatore sintetico che misura non solo il gradimento assoluto, ma anche la capacità di distinguersi rispetto ai competitor.
Quanto ai risultati, la soddisfazione generale espressa dalle aziende cresce solo lievemente rispetto al 2024 e non raggiunge l’eccellenza (valori superiori a 6) per nessuna delle insegne del retail né per i distributori. Per TradeLab è l’effetto di un innalzamento dell’asticella delle attese più che di un mancato miglioramento dei livelli di servizio: l’industria è sempre più selettiva nelle politiche di trade marketing e key account management (al pari di retail e distribuzione nei confronti dell’industria, come registra l’indagine Trade audit sempre di TradeLab), con un conseguente aumento della competizione reciproca sia tra le reti sia tra i distributori. In particolare, le aziende riconfermano anche per quest’anno il rilievo rivestito da due fattori quali “valore del progetto retail/insegna” e “trade marketing” nel giudizio espresso sulle diverse insegne, mentre per i distributori l’area principale di valutazione rimane la logistica.
Nel retail, come anticipato, Benu mantiene il primo posto sia nella valutazione generale sia nel Reverse Audit Index. Dr.Max consolida una posizione di co-leadership e riduce il gap, mentre Q Farma si colloca immediatamente a ridosso del podio, completando un terzetto di testa molto ravvicinato. È significativo, inoltre, il progressivo avvicinamento dei network strong al gruppo delle catene, mentre i network light arretrano ulteriormente, attestandosi su livelli di soddisfazione giudicati insufficienti.
Nel comparto wholesale si conferma la graduatoria dello scorso anno: Cef/Q Farma al primo posto, seguita da Phoenix e Guacci. Anche qui, osserva tuttavia TradeLab, i punteggi restano lontani dall’eccellenza e riflettono un contesto in cui affidabilità, capacità di collaborazione e coerenza nell’esecuzione diventano discriminanti decisive per orientare gli investimenti dell’industria. Reverse Audit 2025 restituisce dunque l’immagine di un canale in evoluzione, dove la relazione tra industria e distribuzione si fa più esigente e strutturata. Non basta più presidiare gli accordi commerciali: ciò che fa la differenza è la capacità di integrare logistica, progettualità retail, trade marketing e partnership in un sistema coerente, capace di sostenere il sell out e di offrire all’industria interlocutori realmente distintivi.







