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Amazon colpisce ancora. E lancia la prima clinica su app: teleconsulto, nursing, recapito dei farmaci

Extracanale

Stesso modo di muoversi delle altre volte, cioè nel più stretto silenzio, e stessa onda d’urto non appena la notizia diventa di dominio pubblico: Amazon, il gigante mondiale dell’e-commerce, avanza di un altro passo nel mondo dell’assistenza sanitaria e lancia Amazon.care, una “suite” di applicativi digitali che messi insieme rappresentano una vera e propria clinica medica virtuale. Per ora, come riferisce un servizio del canale economico Cnbc, la proposta è rivolta soltanto a un pubblico ristrettissimo, ossia i dipendenti del gruppo (e i loro familiari) che lavorano o risiedono nell’area di Seattle (dove Amazon ha la sua sede centrale) e hanno sottoscritto uno dei piani aziendali per l’assistenza sanitaria.

Amazon.care, in sostanza, offre un pacchetto di servizi per la salute e l’homecare nei quali il comune denominatore è la digitalizzazione: c’è la chat (via mobile) con un infermiere professionale per avere informazioni o consigli su tutto ciò che riguarda la salute; c’è l’app (sempre da smartphone) per il teleconsulto con un medico, sempre per consigli e indicazioni oppure per avere una diagnosi o farsi prescrivere un farmaco; c’è il servizio infermieristico a domicilio, anche questo avviato da mobile, che consente di essere visitati a casa da un’infermiera per medicazioni, iniezioni, trattamenti e altro ancora; infine, e proprio non poteva mancare, c’è il servizio di home delivery per il recapito dei farmaci in un paio di ore, a casa o in ufficio. Oppure, è possibile inviare via app la ricetta nella farmacia preferita e passare poi a ritirare i medicinali.«Amazon.care» riferisce un portavoce del gruppo «elimina gli spostamenti e le attese, collegando i dipendenti e i loro familiari a un medico o un infermiere tramite chat o video dal vivo, con l’opzione di un follow-up in prima persona da parte di un’infermiera accreditata».

 

 

Secondo quanto riferisce la stampa Usa, per questa operazione Amazon avrebbe stretto una partnership con Oasis Medical, consociata del gruppo ma senza collegamenti diretti con la casa madre, cosa che impedirebbe ad Amazon di venire a conoscenza delle condizioni sanitarie dei suoi dipendenti. Privacy a parte, sono molti gli osservatori convinti che Amazon.care sia soltanto una prima esplorazione nel mondo dell’assistenza sanitaria, cui seguiranno altre progressioni se i risultati dovessero rivelarsi interessanti. «Per le aziende tecnologiche» ricorda non a caso Cnbc «lanciare una clinica consente di testare nuovi prodotti sanitari in un laboratorio interno di ricerca e sviluppo». Ed è anche un modo per controllare i costi dell’assistenza sanitaria dei propri dipendenti e aprire nuove opportunità nel vasto mercato della salute. Amazon, ricordano in molti, ha spesso testato i nuovi prodotti sui suoi dipendenti prima di proporli al pubblico.

 

 

«E’ una società che sperimenta parecchio ed è interessata alle numerose opportunità che caratterizzano il settore sanitario» ha osservato Glen Tullman, presidente esecutivo di Livongo, azienda specializzata nella ricerca di terapie per la cura del diabete. «Non sorprende» fa notare Msn News «che un’azienda che ha già acquistato una farmacia online (Pillpack, ndr) voglia ora lanciare un servizio con cui medico e infermiere possono prescrivere o visitare a distanza».

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