Filiera

Per i farmacisti titolari sono network e reti, prima ancora di sindacati e imprese della filiera, che hanno fornito alle farmacie il supporto migliore nel periodo della riapertura post-lockdown. Lo dice l’ultima “wave” (rilevazione) dell’Osservatorio Tracking Supply Chain di TradeLab, che monitora periodicamente fenomeni e dinamiche della distribuzione farmaceutica. Tra i temi messi sotto la lente dalla società di analisi e consulenza in questa campagna, la sensibilità dei principali attori della filiera per le difficoltà con cui le farmacie hanno dovuto fare i conti tra giugno e luglio, periodo in cui il comparto si è lasciato progressivamente alle spalle la fase dell’emergenza.

 

 

Alla richiesta di indicare gli attori della filiera che sono stati più vicini e hanno fornito alla farmacia valido sostegno (erano possibili più risposte), l’85% dei farmacisti indica la rete/network di cui fa parte (è molto d’accordo con questa affermazione il 51,1% degli intervistati, abbastanza il 34,2%); l’80% del campione cita le rappresentanze locali del sindacato titolari (molto d’accordo il 62,3%, abbastanza il 17,3%); a seguire, il 79% le aziende genericiste, il 78% i produttori di otc, il 75% il sindacato nazionale, il 73% i grossisti.

Rispetto alla precedente osservazione, condotta da TradeLab durante il lockdown, si osservano alcuni cambiamenti d’opinione importanti: il livello di apprezzamento tributato ai grossisti ne esce leggermente ridimensionato, fanno un cospicuo balzo in avanti network e genericisti. «Con la fine dell’isolamento» spiega a Pharmacy Scanner Paolo Bertozzi, partner e socio fondatore di TradeLab «nelle farmacie l’attenzione è tornata a concentrarsi sulle priorità più classiche, ossia sulla qualità del servizio logistico (puntualità delle consegne), mentre è diminuita l’importanza di avere il prodotto disponibile (anche perché i titolari hanno riconosciuto ai distributori di avere saputo garantire le consegne nonostante le difficoltà del periodo). Parallelamente, la fornitura di mascherine e dpi non rappresenta più l’urgenza dei mesi passati, quindi tra i farmacisti sono cresciute progressivamente altre richieste. Non dimentichiamo che le interviste di questa wave risalgono alla seconda metà di luglio».

Gli attuali bisogni delle farmacie, così, sono conseguenza diretta della ripresa e quindi dell’urgenza di tornare a lavorare e marginare. «Dai risultati» prosegue Bertozzi «emerge come gli intervistati esprimano soprattutto due necessità, per le quali richiedono supporto e presenza da parte dei propri partner: essere seguiti da un lato nel marketing e dall’altro nella gestione dell’attività. In particolare, category e pricing per quanto concerne il primo ambito, vendere bene per ciò che riguarda il secondo. In tal senso, il fatto che i network abbiano guadagnato considerazione nelle opinioni dei farmacisti non è casuale: marketing e vendita sono tematiche dove abitualmente le reti concentrano buona parte della propria attività. Insomma, nella filiera si è orientati a uscire dallo “stato di emergenza” e si riaprono le dinamiche di competizione e partnership su più fronti, con la speranza di avere fatto esperienza e di riuscire a reggere l’urto di un’eventuale ricaduta».

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