Sofar “patteggia” con l’Antitrust: su Enterolactis rivenditori liberi di fissare il prezzo al pubblico

Filiera

Le farmacie che commercializzano gli integratori Sofar possono «determinare liberamente i loro prezzi al pubblico su ogni canale, comprese le piattaforme online terze». E’ la comunicazione che arriverà a breve a farmacisti titolari e altri rivenditori in base alla lettera d’impegni inviata a luglio dall’azienda all’Autorità garante per la concorrenza, che ne ha accolto i contenuti. Il “patteggiamento” segue di un paio di mesi la decisione dell’Antitrust di aprire un’istruttoria a carico di Sofar per intese verticali restrittive, in violazione dell’articolo 101 del Tfue e del Regolamento Ue 330/2010.

Secondo una segnalazione inviata un anno fa da una farmacia, l’impresa avrebbe adottato politiche «volte a imporre prezzi minimi e ostacolare la commercializzazione dei propri prodotti su piattaforme terze», con l’obiettivo di «restringere la concorrenza tra i distributori e limitare ingiustificatamente le vendite effettuate tramite internet». Per l’Authority, in particolare, dimostrerebbero l’intento le lettere inviate da Sofar alla farmacia per rimproverarla della scelta di commercializzare Entrolactis Plus su Amazon senza essere stata preventivamente informata, e per di più a un prezzo inferiore a quello raccomandato dall’azienda.

Inizialmente Sofar aveva difeso davanti all’Autorità garante le proprie politiche commerciali, sostenendo che la distribuzione selettiva mira a «garantire l’alto standard qualitativo di Enterolactis al fine di tutelare la salute dei suoi consumatori e preservare gli investimenti fatti in ricerca e sviluppo». Poche settimane dopo, tuttavia, l’azienda si è ripresentata all’Antitrust con un documento d’impegni che promette il rispetto delle norme comunitarie. In particolare, riferisce l’Antitrust, Sofar si asterrà «dall’effettuare pressioni, dirette o indirette, per indurre i rivenditori al rispetto dei prezzi di listino» e ricorderà a retailer e agenti commerciali della rete vendita che i prezzi al pubblico dei suoi prodotti possono essere determinati liberamente su tutti i canali commerciali, marketplace compresi.

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