Chiude con un utile di 788.971 euro, in crescita del 31% rispetto all’esercizio precedente, il bilancio 2025 di Sofad, la società siciliana della distribuzione intermedia che fa capo a Farvima. Il risultato, come riferisce un comunicato aziendale, arriva in un momento critico per il comparto, caratterizzato da incertezza degli scenari economici, sotto-remunerazione delle aziende e contrazione del volume d’affari.
Tra i fattori di successo, Sofad colloca la crescita del network FarmàPlus, che rappresenta uno dei principali asset strategici della cooperativa. La rete è passata dalle 235 farmacie aderenti del 2023 alle 350 del 2024, fino alle attuali 478, delle quali 165 in Sicilia. Secondo Sofad, l’espansione del network rafforza il ruolo della società come fornitore di servizi a valore aggiunto oltre che come distributore intermedio.
«È un risultato positivo, per nulla scontato» commenta il presidente Gaetano Cardiel, che attribuisce la performance a una gestione improntata alla sostenibilità economica e alla scelta di mantenere politiche commerciali orientate a margini ritenuti adeguati, senza inseguire una competizione esclusivamente basata sul prezzo. Anche il direttore generale, Alessandro Bruschi, richiama il contributo di FarmàPlus, sottolineando come il network favorisca politiche di acquisto condivise e accordi commerciali comuni tra distribuzione, industria e farmacie, con l’obiettivo di migliorare marginalità, gestione delle scorte e fidelizzazione delle farmacie aderenti.
Per l’amministratore delegato del gruppo Farvima, Mirko De Falco, i risultati del 2025 confermano il valore dell’integrazione tra distribuzione intermedia e reti di farmacie indipendenti, mentre il vicepresidente Renato De Falco richiama alcuni indicatori economico-finanziari che hanno caratterizzato l’esercizio. In particolare, c’è da evidenziare il rafforzamento patrimoniale, la riduzione dei crediti incagliati, il contenimento delle dilazioni concesse ai clienti e una diminuzione del 43% degli oneri finanziari netti, attribuita alla riduzione del ricorso alle operazioni di cessione pro-soluto dei crediti e a un più elevato indice di rotazione del magazzino.
Nel corso dell’assemblea è stato infine ricordato il percorso compiuto da Sofad negli ultimi dieci anni dopo l’integrazione con Farvima: tra il 2016 e il 2026 la cooperativa è passata da una perdita di circa 4,5 milioni di euro a una condizione di redditività che ha consentito la distribuzione complessiva di circa 3 milioni di euro di dividendi ai soci nell’arco del decennio.

