Cambio al vertice di Sanofi. Il Consiglio di amministrazione, riunitosi l’11 febbraio, ha conferito l’incarico di Chief executive officer a Belén Garijo, che assumerà formalmente il nuovo ruolo al termine dell’assemblea annuale degli azionisti del gruppo, prevista per il 29 aprile. Secondo Sanofi, Garijo porterà “maggiore rigore” nell’attuazione della strategia e accelererà la preparazione del futuro del gruppo, con l’obiettivo prioritario di rafforzare produttività, governance e capacità di innovazione della Ricerca & Sviluppo.
Medico di formazione, Garijo ha guidato Merck KGaA dal 2021, diventando la prima donna alla guida di una società del Dax40 in Germania. In precedenza aveva costruito una lunga carriera nel farmaceutico, anche all’interno di Sanofi, dove per 15 anni ha ricoperto incarichi apicali, tra cui la vicepresidenza delle operazioni farmaceutiche per Europa e Canada. Ha lavorato in numerosi Paesi europei e negli Stati Uniti, seguendo tra l’altro l’integrazione di Genzyme dopo l’acquisizione. Oggi siede nel board di Bbva ed è stata per dieci anni consigliere di L’Oréal.
Il presidente del Consiglio di amministrazione Frédéric Oudéa ha commentato: «Il Consiglio di amministrazione di Sanofi ringrazia Paul Hudson per il lavoro svolto e per le iniziative strategiche avviate durante il suo mandato. Accogliamo con grande favore Belén Garijo come Chief executive officer. È una leader ampiamente riconosciuta nel nostro settore, con una reputazione indiscutibile. Conosce molto bene il gruppo Sanofi, dove ha ricoperto ruoli importanti e ottenuto numerosi successi per 15 anni. Ha l’esperienza e il profilo per accelerare il ritmo, rafforzare la qualità dell’esecuzione della strategia e guidare il prossimo ciclo di crescita dell’azienda, elemento essenziale per costruire il futuro del gruppo. In un’industria farmaceutica in rapido cambiamento, affidiamo Sanofi a mani esperte e la brillante carriera internazionale di Belén Garijo testimonia la sua visione strategica e la capacità di guidare trasformazioni profonde e creatrici di valore, con una cultura del rigore al servizio del migliore interesse dei pazienti».

