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L’autunno è ormai alle porte e Nielsen lancia un avvertimento al mondo del retail, farmacie comprese: da qui in avanti non sarà più la paura a influenzare gli acquisti dei consumatori, ma una nuova gerarchia di valori improntata alla sobrietà: gli accaparramenti e le corse alle scorte da tempo di guerra non torneranno, verrà privilegiato l’utile rispetto al superfluo. La previsione arriva dallo studio con cui la società di ricerche ha indagato i mutamenti che stanno intervenendo nelle attuali dinamiche di consumo, trasformazioni riassunte da Nielsen in quattro concetti chiave: Basket reset (aggiornamento del carrello della spesa), Rational reset (aggiornamento delle priorità), Homebody reset (aggiornamento della quotidianità di casa) e Affordability reset (aggiornamento della capacità di spesa).

Con Basket reset lo studio fa riferimento alla progressiva transizione da comportamenti di acquisto “emergenziali” a consumi sempre più “normalizzati”. Il numero degli ingressi resta ancora superiore al 2019 (tra il 9 e il 15% in volumi) ma in Paesi come Francia, Spagna e Italia il carrello si svuota progressivamente dei prodotti da pandemia e gli acquisti si fanno più attenti. «Le dinamiche di consumo» afferma Scott McKenzie, direttore della Intelligence Unit di Nielsen «non sono più direttamente correlate alle notizie della pandemia. Ma il carrello della spesa continua comunque a cambiare in relazione alla condizioni economiche e lavorative delle famiglie. I consumatori dovranno cercare di riconciliare le abitudini di spesa del passato con la nuova realtà che stiamo vivendo, dove priorità di salute e risparmio viaggiano in parallelo».

 

Nel Largo consumo il numero degli ingressi si stabilizza dappertutto

La linea corrispondente al valore 100 indica un numero di ingressi in linea con la settimana corrispondente del 2019. Un indice di 115 per l’Italia nella 27ª settimana significa che nei canali del Largo consumo le persone che hanno acquistato aumenta del 15% rispetto alla stessa settimana dell’anno scorso.

 

Il nuovo corso discende dall’aggiornamento delle priorità (Rational reset) avviato da una fetta crescente di consumatori. Il 66% dei consumatori europei, dice Nielsen, afferma di avere ridotto le spese nel secondo trimestre (nello stesso periodo del 2019 erano il 58% degli intervistati) e tra questi il 39% ha risparmiato (tra le altre cose) su vacanze e intrattenimento fuori casa. Si profilano così nuovi riti e nuove abitudini domestiche (Homebody reset), alimentate da una crescente propensione al “fai da te”: in farmacia (dati Iqvia) gli acquisti di coloranti per capelli rimangono ben al di sopra dei valori registrati nel 2019 anche se tendono da qualche settimana a frenare, nei canali del Largo consumo le vendite di farina crescono a luglio del 24% (ma a giugno l’incremento era stato del 55%).

Per finire, influirà su scelte e consumi anche la capacità di spesa delle famiglie, che dovranno fare i conti con una congiuntura incerta per non dire difficile. Ma non è una brutta notizia per le farmacie, perché Nielsen stima che con un budget più limitato i consumatori finiranno per privilegiare salute e convenienza. Quindi si tenderà a cercare il prezzo basso (Edplp, every day low price) piuttosto che le promozioni, una leva peraltro che il Largo consumo sta utilizzando sempre meno: nel secondo trimestre di quest’anno, dice Nielsen, le promozioni hanno toccato il loro minimo storico e più di un trzo dei consumatori (36%) afferma di averlo notato.

 

Le vendite promozionate toccano il minimo degli ultimi quattro anni

Quota percentuale delle vendite sottoposte a promozione sul totale.

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