Nel retail di prossimità, farmacie comprese, il “bio” cresce del 5% a valori in dodici mesi

Filiera

Nell’insieme dei canali rappresentato da farmacie, parafarmacie e negozi di prossimità, il comparto dell’alimentare biologico ha messo a segno in 12 mesi una crescita a valori che supera di oltre due volte quella registrata nello stesso periodo dalla gdo. E’ l’evidenza più rilevante – almeno per i farmacisti titolari – che arriva dall’edizione 2021 dell’ Osservatorio Bio, l’indagine che annualmente riporta numeri e tendenze del mercato italiano. Presentata a Sana, la fiera di settore in programma a Bologna dal 9 al 12 settembre, in concomitanza con Cosmofarma, la ricerca stima in circa 4,6 miliardi il giro d’affari complessivo che il comparto ha totalizzato nei dodici mesi compresi tra agosto 2020 e luglio 2021. Di questi, circa 3,8 miliardi arrivano dal mercato “at home” (cioè acquisto nel retail e consumo a casa), che sempre nei 12 mesi ha messo a segno una crescita del 4% rispetto al periodo precedente (vedi sotto).

 

Osservatorio Bio 2021: valore del mercato e canali di vendita

 

La scomposizione per canali di vendita vede sul gradino più alto del podio la gdo, che copre il 56% del mercato (quasi 2,2 miliardi di fatturato) e cresce nei 12 mesi del 56%; segue a distanza il canale degli specializzati bio, che totalizza vendite per 996 milioni (+8% sull’anno mobile) e a breve distanza i canali del retail di vicinato, ossia negozi di prossimità, farmacie, parafarmacie eccetera, che sommano circa il 19% del mercato e generano vendite per 723 milioni, +5% nei dodici mesi. «Il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo» ha commentato a Sana Roberto Zanoni, presidente di AssoBio «e siamo i primi in Europa per numero di coltivatori biologici, oltre 70mila, e imprese di trasformazione, oltre 10mila. La spesa degli italiani però cresce lentamente, appena 70 euro procapite in media contro i 188 euro dei francesi e 180 euro dei tedeschi».

Anche se non entusiasma i produttori, la crescita della spesa domestica non si è interrotta durante l’emergenza pandemica e ha allargato la base dei consumatori: l’89% delle famiglie italiane acquista oggi almeno un prodotto bio all’anno (nel 2012 erano il 53%) e oltre la metà (54%) consuma cibi e bevande bio almeno una volta alla settimana. In particolare, i “frequent user” si distinguono per reddito mensile e titolo di studio medio-alti e famiglie con figli sotto i 12 anni (sono il 62% della platea che sceglie bio). Ma è fattore distintivo anche la propensione a diete vegetariane o vegane (76%).

 

Motivi per cui si torna ad acquistare bio

 

Interessante notare, infine, che tra le motivazioni addotte dai consumatori per spiegare la loro fedeltà ai prodotti bio c’è al primo posto un chiaro riferimento alla salute (vedi sopra), seguito a una certa distanza dalla ricerca di maggiore sicurezza/genuinità e stili di vita più salubri. Prorpio gli stessi valori che individuano il posizionamento della farmacia nell’area di libera vendita.

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