Medi-Market apre la sua prima parafarmacia extra-large di Milano: 265 mq, ottomila referenze

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Medi-Market, la catena europea che raggruppa oltre ottanta farmacie e parafarmacie tra Belgio, Lussemburgo e Francia, apre a Milano il suo primo store “extralarge”, 265 mq di superficie commerciale e oltre ottomila referenze, delle quali circa 700 nel farmaco otc. Situata nella centralissima via Garibaldi, la parafarmacia è stata inaugurata giovedì 20 gennaio e si aggiunge ai due negozi Parashop di cui il gruppo già disponeva a Milano (in corso Buenos Aires e via Torino, altre due arterie strategiche dello shopping metropolitano) e agli altri sette store sparsi tra Lombardia ed Emilia.

L’apertura, come spiegano a Pharmacy Scanner Nino Faiella, direttore della filiale italiana di Medi-Market, e Alessandro Catelli, responsabile marketing, rappresenta la prima novità del 2022, anno in cui sono previste anche la conversione al format dell’insegna delle tre parafarmacie Parashop acquisite nel 2019 (oltre alle due milanesi, una a Torino) e l’apertura di altri quattro punti vendita. «Di questi» specifica Faiella «almeno uno sarà ubicato in un centro commerciale e un altro in un outlet, una location su cui continueremo a scommettere visto il successo di Castelguelfo. Rimarremo sempre nel nord Italia e probabilmente sbarcheremo in Veneto, regione dove ancora non siamo presenti».

 

La parafarmacia da 265mq che Medi-Market ha aperto in pieno centro a Milano: ottomila referenze, delle quali 700 soltanto nell’otc, lo store è immediatamente contiguo a una farmacia (vedi sotto).

 

Per Medi-Market, poi, il 2022 sarà anche l’anno del “redde rationem”: «La pandemia ha sconvolto tutti i programmi» spiega Faiella «questi saranno quindi i primi 12 mesi in cui potremo misurare le performance dei nostri punti vendita. Sarà il nostro primo vero banco di prova, in sostanza, E se dimostreremo di essere stati bravi, il 2023 diventerà l’anno della svolta, con altre dieci nuove aperture».

 

Anche nella nuova parafarmacia il posizionamento sull’edlp (every day low price) viene annunciato fin dall’ingresso con un cartello in bella vista che promette “i prezzi più bassi di Milano”. Sulla convenienza è imperniata tutta la comunicazione in store (vedi sotto) incluse le targhette dei prezzi, che riportano il prezzo di riferimento e la differenza con quello praticato dal negozio.

 

Intanto la nuova parafarmacia di Milano, nonostante l’ubicazione in un quartiere dove prevalgono le abitazioni ma di livello tutt’altro che popolare, conferma il posizionamento dell’insegna sull’edlp (every day low price), annunciato fin dall’ingresso con un cartello in bella vista che promette “i prezzi più bassi di Milano”. E’ il format dell’insegna, che sulla convenienza impernia tutta la sua comunicazione in store (vedi immagini sopra). Incluse le targhette dei prezzi, che riportano il prezzo di riferimento e la differenza con quello praticato dal negozio. «Il claim dell’insegna è “prezzi democratici”» spiega Faiella «vogliamo essere bravi a dare ai prodotti il giusto prezzo e al cliente mostriamo il prezzo di riferimento perché valuti l’entità del risparmio. Come viene calcolato? E’ il frutto delle rilevazioni di mercato effettuate sui listini di farmacie, parafarmacie e gdo, in quest’ultimo caso se c’è la comparabilità. Finisce tutto in banca dati e quindi sulle targhette, che sono elettroniche». «In media i nostri prezzi sono più bassi del 20% ma arriviamo anche a punte del 50% e oltre» aggiunge Catelli «garantiamo prezzi chiari al cliente, che così può entrare, guardare e valutare».

 

 

Il cliente che necessita di un consiglio, dal canto suo, può sempre rivolgersi ai farmacisti dello store. «Ce ne sono tre per turno» sottolinea Faiella «che non stanno alla cassa ma girano per il negozio in modo da assistere immediatamente chi avesse bisogno. Per scelta, infatti, abbiamo messo a libero servizio la maggior parte delle referenze dell’otc: chi vuole servirsi da solo e andare direttamente alla cassa può farlo, chi preferisce essere consigliato può rivolgersi ai nostri farmacisti. Prezzi democratici, esperienza di acquisto democratica».

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