Mercato

Gli esperti lo ripetono da almeno un mese: la pulizia frequente delle mani previene la trasmissione del coronavirus più dell’uso di mascherine protettive. E il messaggio gli italiani sembrano averlo capito, almeno a giudicare dai loro acquisti in farmacia. Invitano a tale lettura le ultime rilevazioni di Iqvia sulle vendite che le due categorie di prodotto hanno fatto registrare nella terza settimana di febbraio, quella che va dal 17 al 23 del mese: in questi sette giorni, il giro d’affari generato nel canale dalla croce verde da mascherine e igienizzanti per mani (saponi esclusi) ha superato il milione e mezzo di euro, per un incremento del 177% rispetto alla settimana precedente (quella che va dal 10 al 16 febbraio). Si tratta, dicono i dati di Iqvia, del picco più importante dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, compresa l’impennata che aveva caratterizzato i due segmenti a fine gennaio: nei 14 giorni seguenti la domanda aveva cominciato ad assopirsi progressivamente, quindi la brusca e vertiginosa risalita del 17-23 febbraio, ovviamente connessa all’emersione del primo focolaio epidemico nazionale, nel lombardo-veneto.

 

Igienizzanti e mascherine, il picco della terza settimana di febbraio

 

Tra i due picchi di gennaio e febbraio, tuttavia, si nota un’importante differenza: nel secondo traina nettamente le vendite il segmento degli igienizzanti gel, che nella settimana del 17-23 febbraio totalizza un giro d’affari di quasi 1,3 milioni di euro; cresce anche la domanda di mascherine, ma i consumi rimangono nettamente distanti e anzi non riescono neanche a raggiungere i valori del primo picco, quelli di gennaio (385mila euro vs 250mila).

 

La segmentazione dei due picchi

 

Il peso degli igienizzanti in gel sull’andamento delle vendite cumulate delle due categorie risulta ancora più evidente dal grafico sopra. E anche da un raffronto che abbraccia una striscia temporale più estesa: nelle cinque settimane che terminano con la terza di febbraio, gli acquisti di mascherine protettive sono sestuplicati, quelli di gel igienizzanti sono cresciuti di otto volte. Difficile che tali distanze si possano spiegare soltanto con carenze più marcate per il primo gruppo di prodotti rispetto al secondo.

 

Tassi di incremento: a gennaio la crescita più importante

 

Anche se a valori è stato superato dall’impennata vertiginosa di febbraio, il picco di fine gennaio rimane quello che mostra i tassi di crescita più importanti. In mezzo, come si è già visto, una frenata degli acquisti che per Iqvia si spiega soprattutto con l’effetto “scorta”: dopo aver fatto incetta di prodotti, gli italiani hanno rarefatto i consumi e utilizzato ciò che avevano accumulato in casa. Poi, di nuovo, la paura innescata dalla scoperta del primo focolaio italiano.

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