Mercato

Saranno le misure di quarantena sociale, che stanno costringendo a casa milioni di famiglie; sarà che gli italiani hanno accumulato scorte a sufficienza e ora cominciano a consumarle; resta il fatto che nella settimana dal 16 al 22 marzo (la dodicesima del 2020 e l’ottava dall’inizio ufficiale dell’emergenza epidemica) il mercato della farmacia tira il freno a mano e decelera come un treno che sta per arrivare in stazione. Invita al paragone l’aggiornamento settimanale con cui Iqvia e Pharmacy Scanner tornano a puntare la lente sull’andamento dei consumi di farmaco ed extrafarmaco nel canale dalla croce verde (il primo servizio qui).

 

Farmaco con ricetta, volumi: la forbice si sta richiudendo

 

Nel comparto del farmaco con obbligo di ricetta, un’altra immagine da spendere efficacemente per riassumere i numeri della dodicesima settimana è quella della forbice che si chiude: rispetto ai sette giorni che vanno dal 9 al 15 marzo, il comparto perde a volumi il 18%, anche se sulla stessa settimana del 2019 resta una differenza in positivo del 4%.

 

Libera vendita, settimana 12 peggio di un anno fa

 

Riesce invece a incrociare le lame della nostra metaforica forbice il comparto della libera vendita: nella 12a settimana il “senza ricetta” cala del 22% rispetto ai sette giorni precedenti e del 2% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

 

I segmenti del senza ricetta che volano grazie a covid-19

 

La netta frenata del “senza ricetta” si ridimensiona nel momento in cui l’osservazione viene allargata agli ultimi 28 giorni, quelli compresi tra il 24 febbraio e il 22 marzo (dalla settimana 8 alla settimana 12): i quattro panieri rappresentati da Igiene e prevenzione, Prevenzione sintomi, Trattamento sintomi e Mercati correlati mostrano infatti incrementi a tre cifre o quasi. E tra i sottosegmenti, spiccano su tutti i detergenti mani (+68% rispetto allo stesso periodo del 2019) e il gruppo tosse e raffreddore (+84%).

 

Otc e integratori tirano giù tutto il “senza ricetta”

 

Se nella settimana 12 tutta l’area della libera vendita subisce una battuta d’arresto, lo si deve principalmente al suo segmento trainante, quello degli Otc e notificati-integratori. La contrazione sulla settimana precedente è del 25%, rispetto alla stessa settimana del 2019 il calo è dell’1%.

 

In calo anche le vitamine, ma la forbice ancora non si è chiusa

 

Decisamente meno brusca la frenata del segmento vitamine e polivitaminici, che rispetto alla settimana 12 del 2019 si mantiene in zona positiva: la crescita a valori sull’anno è del 27%, ma la caduta è addirittura del 40% se il confronto è con la settimana subito precedente (l’undicesima del 2020).

 

Reggono pure antinfluenzali e decongestionanti

 

Considerazioni analoghe anche per gli antinfluenzali e decongestionanti nasali: dall’undicesima alla dodicesima settimana la contrazione è quasi verticale (-540%) ma rispetto a un anno fa il giro d’affari conserva una differenza in positivo del 72%.

 

Personal care in difficoltà, tiene soltanto il beauty

 

Il paniere che, invece, mostra numeri in evidente sofferenza a causa di covid-19 è quello della personal care: a parte alcune categorie di prodotto (come il gruppo beauty e igiene orale), la quarantena imposta al Paese ha scoraggiato gli acquisti di prodotti che hanno a che fare con la vita di relazione: cura del corpo, cura del viso, capelli e – ovviamente – solari.

 

Soltanto l’online della farmacia non decelera

 

Il “saliscendi” che contraddistingue il mercato “offline” della farmacia non ha riscontri nel mercato “online”. «Nelle otto settimane che vanno dal 20 gennaio al 22 marzo» » osserva Francesco Cavone, direttore Pharmacy & offering consumer healthcare di Iqvia «la forbice disegnata dalle linee relative al 2019 e 2020 continua a divaricarsi progressivamente. E così, la crescita del sell-out anno su anno arriva al 95%, gli scontrini battuti raddoppiano e la media prodotti per scontrino cresce dell’8%».

 

Nell’e-commerce volano immunizzanti e antinfluenzali

 

Differenze minime, invece, per quanto concerne i segmenti più richiesti: online come offline l’emergenza epidemica fa volare gli antinfluenzali, gli immunizzanti e i vitaminici.

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