Mercato

C’è probabilmente la coda declinante dell’ultima stagione influenzale, ma c’è di certo anche tanta sindrome da coronavirus nella curva a crescere che il mercato della farmacia ha imboccato a partire dalla seconda settimana di febbraio. A tracciarla l’analisi condotta per Pharmacy Scanner da Iqvia, che da questo numero e per tutta la durata del periodo epidemico fornirà aggiornamenti settimanali sull’evoluzione dei consumi nei diversi segmenti del comparto della libera vendita. Per fornire a farmacie e farmacisti titolari un cruscotto che sia di aiuto nelle loro stime e valutazioni.

 

Mercato consumer health in farmacia, la forbice tra 2020 e 2019

 

La misura di quanto sta accadendo nel “senza ricetta” si ricava partendo dal fondo, ossia dalla decima settimana del 2020: nei sette giorni che vanno dal 2 all’8 marzo, l’intero comparto della libera vendita totalizza un fatturato pari a poco meno di 231 milioni di euro e volumi per circa 21,7 milioni di pezzi. »L’incremento rispetto alla stessa settimana del 2019» osserva Francesco Cavone, direttore Pharmacy & offering consumer healthcare di Iqvia «è addirittura a doppia cifra, +12% nei valori e +15% nelle confezioni, e finisce per trainare in territorio positivo l’intero bimestre. «Nonostante un gennaio piuttosto opaco, infatti, le prime dieci settimane del 2020 mostrano nel “senza ricetta” una crescita del 3% a valori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un bel balzo, tenuto conto che il Consumer health (cioè commerciale più autocura) aveva chiuso il 2019 con un risicato +0,1%.

 

Otc integratori e notificati: +17% dalla settimana 4

 

Il segmento che più spinge le vendite in farmacia è ovviamente quello degli Otc-integratori. La categoria si contraddistingue da tempo per uno spiccato dinamismo, ma la settimana 7  (quella, per intenderci, in cui in Lombardia viene accertato il primo caso di infezione da coronavirus) rappresenta un vero e proprio spartiacque, nei volumi ancora più nettamente che nei valori. Risultato, nella decima settimana (2-8 marzo) il segmento conta sei milioni di confezioni vendute e un fatturato di oltre 91 milioni di euro, +18 e +17% rispettivamente sullo stesso periodo del 2019.

Nei valori, poi, la svolta scatta addirittura prima, nella quarta settimana (20-26 gennaio), quando in Italia ancora non sono esplosi i primi focolai ma la paura comincia già a circolare: nella striscia di sei settimane che parte da lì, il giro d’affari del segmento cresce del 17% rispetto alle sei settimane precedenti. E nel periodo che va dal primo gennaio all’8 marzo l’incremento (sul 2019) è del 7%.

 

Vitamine e polivitaminici: +61% nella settimana 10

 

All’interno del segmento degli integratori, poi, merita attenzione il gruppo costituito da vitamine e polivitaminici, che nei giorni scorsi è finito al centro di un classico caso di “effetto gregge”. E’ nota a tutti la fake news costruita sull’audio di una falsa dottoressa che invita a consumare frutta e vitamine perché accrescono le difese contro il coronavirus ed esalta i benefici di un noto integratore. Nonostante numerose smentite (compresa quella della ditta produttrice) il messaggio ha ricevuto una tale eco da lasciare tracce sulle vendite in farmacia: «I dati di Iqvia» spiega Cavone «riferiscono di incrementi su base annua del 50% a valori e del 61% a volumi soltanto nella decima settimana (2-8 marzo). Il boom sembra già ridimensionarsi – rispetto alla settimana precedente le vendite risultano in calo del 5% – ma l’episodio dimostra che in questo momento il consumatore non è sempre quell’essere raziocinante che teorizzano gli economisti».

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