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Preoccupati e allo stesso tempo piuttosto ottimisti, rigorosi, fiduciosi delle misure adottate dal Governo per arginare la pandemia covid-19 e pronti a limitare i propri diritti fondamentali. Questo l’identikit degli italiani tracciato da Gallup International, il network del quale Bva Doxa è socio fondatore, in 26 paesi di tutto il mondo. L’indagine – che ha raccolto le opinioni di 5.000 persone in un periodo compreso tra il 10 e il 19 marzo –  fotografa in particolare le percezioni, le preoccupazioni e le previsioni di italiani, francesi, britannici e tedeschi riguardo l’emergenza coronavirus. Ebbene, a lock-down già avviato «il 90% dei nostri connazionali teme di essere contagiato, con un’accentuazione nell’area del Meridione e delle Isole, dove la preoccupazione arriva al 94%». Di contro la Germania – ancora alle prese con le prime fasi dell’emergenza – non dimostra particolare ansia con un 46% che «evidenzia preoccupazione». Si avvicinano ai dati italiani quelli di Francia e Regno Unito, con una percentuale di “preoccupati” rispettivamente del 76 e del 78%.

 

 

A fronte dell’emergenza, gli italiani sembrerebbero far fronte comune con il Governo. Secondo l’indagine, nel periodo di tempo indicato «il 72% degli intervistati manifesta fiducia al Premier». Livelli record, osserva il sondaggio, «con qualche punto di differenza tra Nord e Sud». Ben diversa la situazione negli altri Stati: più severi i tedeschi, meno della metà dei quali (47%) appoggia la cancelliere Angela Merkel nella gestione dell’emergenza; seguono poi i francesi con una fiducia verso Macron del 52% e i britannici che appoggiano Johnson in una percentuale pari al 59%. «Segno che in Europa» osservano i ricercatori  «le misure introdotte siano state in buona parte ritenute tardive o inadatte per gestire efficacemente l’emergenza in corso».

A conferma della fiducia nel Governo,  pur di contenere i contagi il 93% degli italiani dice sì «alla limitazione di alcuni diritti fondamentali, vedi alla voce  privacy». È il dato più alto d’Europa, rileva la survey «e attraversa tutte le fasce di età e le aree geografiche». Un trend che si conferma anche negli altri Paesi, sebbene con percentuali più basse: 84% Francia, Regno Unito 72% e Germania 71%.

E veniamo alla voce “ottimismo”: se l’Italia appare piuttosto frammentata nelle aspettative – per i prossimi mesi «il 43% ritiene che il peggio debba ancora venire», il 45% ritiene che «in breve tempo la situazione mostrerà dei miglioramenti» e il 12% «si aspetta una situazione invariata» – gli altri stati si preparano a fronteggiare momenti più critici: l’82% degli inglesi, il 70% dei francesi e il 54% dei tedeschi sostiene che «la fase più critica non sia ancora arrivata».

Medaglia d’oro anche alla «diligenza italiana»: nei giorni in cui il sondaggio è stato condotto, quasi la totalità della popolazione, il 93%, sostiene di essere rimasta a casa. Inoltre, l’87% riferisce di essersi lavata frequentemente le mani e il 63% di aver fatto uso di prodotti igienizzanti. Fanalino di coda la Germania: tra gli intervistati solo il 43% ha seguito la regola dello #stayathome, seguono i francesi (71%) e gli inglesi (85%).

Silvia Coltellaro

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