Gdo, la quota di mercato della marca privata al 20%: incide la voglia di risparmio delle famiglie

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La pandemia ha messo le ali alla marca privata, che oggi vale il 20% delle vendite della gdo e tra quattro anni salirà al 24%. In altre parole, nel 2025 ogni quattro prodotti venduti nel mass market uno avrà la marca del distributore. Numeri e stime arrivano dallo studio condotto da The European House-Ambrosetti per Adm e BolognaFiere con l’obiettivo di “misurare” il contributo della private label al rilancio del Paese. Nel 2020, dice l’analisi, il fatturato della marca del distributore ha raggiunto gli 11,8 miliardi di euro e cresce del 9,3% rispetto all’anno precedente, quando in Italia i consumi sono in ristagno da circa dieci anni (con un tasso composto annuo di sviluppo del -0,07%; vedi ultimo grafico in fondo all’articolo).

 

Fatturato della marca privata nella gdo (in miliardi di euro)

N.B. Il «salto» di fatturato della marca del distributore dal 2010 al 2011 è dovuto a un cambiamento del perimetro di riferimento. Fino al 2010, il fatturato veniva calcolato considerando solo supermercati (strutture con un’area di vendita al dettaglio dai 400 m² ai 2.500 m²) e ipermercati (strutture con un’area di vendita al dettaglio superiore ai 2.500 m²), dal 2011 in poi viene invece incluso nella rilevazione anche il libero servizio (strutture con un’area di vendita al dettaglio dai 100 m² ai 400 m²).

Quota di mercato della marca privata nella gdo (%)

N.B. Il «salto» di fatturato della marca del distributore dal 2010 al 2011 è dovuto a un cambiamento del perimetro di riferimento. Fino al 2010, il fatturato veniva calcolato considerando solo supermercati (strutture con un’area di vendita al dettaglio dai 400 m² ai 2.500 m²) e ipermercati (strutture con un’area di vendita al dettaglio superiore ai 2.500 m²), dal 2011 in poi viene invece incluso nella rilevazione anche il libero servizio (strutture con un’area di vendita al dettaglio dai 100 m² ai 400 m²).

 

Nel 2020, dice ancora il rapporto di The European House-Ambrosetti, la marca del distributore ha raggiunto una quota di mercato del 20% (+0,5 punti percentuali rispetto al 2019). Ma nei mesi caratterizzati da misure più marcate di distanziamento, che fossero a livello nazionale o regionale (marzo, aprile, maggio, ottobre e novembre 2020), la marca privata ha toccato quote di mercato anche superiori, con il massimo picco nel marzo 2020 (21,4%, vedi grafico sotto).

 

Marca privata, quota di mercato gen-dic 2020

 

Nei mesi più critici della pandemia, è la riflessione che arriva da The European House-Ambrosetti, la marca del distributore si è rafforzata significativamente perché ha saputo rispondere alla crescente richiesta dei consumatori di prodotti di qualità, sostenibili e a prezzi contenuti. Grazie alla private label, in particolare, le famiglie italiane hanno risparmiato in un anno oltre 2 miliardi di euro, in virtù di prezzi mediamente inferiori del 15%.

 

Marca privata, quote di mercato per fasce di prezzo (% e trend)

N.B. La fascia Premium fa riferimento ai prodotti a prezzo più alto per le diverse categorie merceologiche, ritenuti non facilmente sostituibili dai consumatori; la fascia Mainstream fa riferimento ai prodotti core; la fascia Primo prezzo raggruppa tutti i prodotti con il prezzo più basso esistente per ciascuna fascia.

 

Il contributo della marca del distributore al risparmio delle famiglie (in media, 100 euro per nucleo) è evidente anche dall’andamento delle diverse fasce di prezzo: la categoria premium (prezzi più alti) è in contrazione da due anni dopo il picco del 2018; la categoria mainstream (prezzi per il consumatore medio) evidenzia nel 2020 una quota di mercato del 21,2%; la categoria primo prezzo (più bassi) mette a segno un rimbalzo dopo tre anni di calo costante. Sono dati che meritano una riflessione anche nel comparto della farmacia.

Spesa delle famiglie italiane in miliardi di euro, prezzi costanti

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