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Grazie a covid e lockdown, il 2020 si avvia a diventare l’anno in cui più è cresciuto il numero di farmacie e parafarmacie autorizzate all’e-commerce escluso il 2016, l’anno in cui sono entrate in vigore le regole sulla vendita online di sop e otc. Dall’inizio di gennaio, infatti, sono 197 gli esercizi che hanno ottenuto l’autorizzazione regionale: quasi venti in più rispetto ai 180 del 2017, quaranta in più sui 156 del 2018 e soltanto uno in meno rispetto ai 199 del 2019, numero che verrà certamente superato visto che alla fine dell’anno manca ancora un intero trimestre.

I dati arrivano dall’analisi con cui Farmakom, piattaforma verticale per l’e-commerce di farmacie e parafarmacie, ha rielaborato i numeri del ministero della Salute sull’e-commerce farmaceutico per evidenziarne crescita e tendenze evolutive. Secondo l’elenco ministeriale degli esercizi autorizzati, in particolare, le attività registrate ammontavano a 328 nel 2016, a 508 nel 2017, a 664 nel 2018 e a 863 nel 2019. In altri termini, dall’inizio del 2017 alla metà di questo settembre il numero di farmacie e parafarmacie online (almeno sulla carta) è cresciuto con un tasso medio annuale del 34,6%, tenuto sempre in considerazione il fatto che il dato sul 2020 potrebbe ulteriormente crescere.

 

Farmacie e parafarmacie autorizzate all’online, evoluzione

 

Per capire meglio l’evoluzione dell’online farmaceutico dal 2016 a oggi, Farmakom ha messo a confronto i trend di crescita dei singoli anni (poiché l’osservazione del 2020 si ferma al 14 settembre, il raffronto riguarda le prime 35 settimane): il 2016, il primo anno in cui è stata legalizzata la vendita a distanza di sop e otc, è quello che mostra l’incremento più consistente degli esercizi autorizzati. E anche il più repentino: la curva inizia a impennarsi già da metà febbraio, supera le 50 farmacie/parafarmacie autorizzate a metà marzo e quasi quintuplica il numero nei successivi quattro mesi e mezzo. Il 2019, giusto per fare un paragone, raggiunge quota 50 a metà febbraio, il 2017 tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, il 2020 entro gennaio.

 

Crescita delle autorizzazioni, confronto tra i singoli anni

 

Nel 2018 si registra il rallentamento più significativo: pur con una partenza similare agli altri anni, le nuove registrazioni segnano il passo già dopo poche settimane e raggiunge quota 50 solo agli inizi di aprile, cosicché a dicembre si aggiudica la nomea dell’anno più deludente. Il 2016 e il 2019, dal canto loro, hanno un andamento nel complesso simile tra loro, con la differenza che l’ultimo parte più lentamente del primo ma registra  in estate un’accelerazione che lo riporta quasi in pari.

Il 2020, invece, è l’anno più interessante da analizzare, anche in relazione alla pandemia da covid. La partenza a tavoletta delle prime settimane può essere ricondotta alle notizie dell’epidemia dalla Cina e ai primi focolai italiani (attorno alla decima settimana), ma durante l’emergenza sanitaria non si registrano picchi o accelerazioni. Si osserva piuttosto una crescita costante, coerente con l’evoluzione del mercato online.

 

Farmacie e parafarmacie autorizzate, il confronto tra regioni

 

Grazie ai dati del ministero della Salute, Farmakom ha analizzato la distribuzione degli esercizi autorizzati regione per regione: le 1.060 farmacie e parafarmacie inserite nell’elenco ministeriale, infatti, rappresentano realtà molto differenti tra loro. Le prime cinque regioni per numero di attività online concentrano il 60% dei punti vendita autorizzati: in ordine sono Campania (194), Lombardia (131), Piemonte (117), Emilia-Romagna (98) e Lazio (96). Altre quattro regioni ne ospitano più di 50, ovvero Veneto (73), Puglia (71), Sicilia (61) e Toscana (56), le undici rimanenti coprono complessivamente un decimo circa del totale. Chiudono in fondo alla classifica Friuli-Venezia Giulia (10), Trentino-Alto Adige (6 della Provincia Autonoma di Bolzano e 2 della Provincia Autonoma di Trento), Molise (5) e Valle d’Aosta (2).

 

Il trend delle autorizzazioni nelle prime cinque regioni

 

Se si punta la lente di ingrandimento sulle prime cinque regioni, si nota che il Nord ha inizialmente dettato il passo, con le farmacie e parafarmacie di Piemonte e Lombardia a guidare negli investimenti in trasformazione digitale. La Campania è però venuta fuori alla distanza con una crescita sorprendente, superando la Lombardia nel primo semestre del 2018 e poi il Piemonte nel primo semestre del 2019 fino a diventare la prima regione. Si può anche osservare che il Piemonte ha rallentato la sua crescita lasciandosi superare dalla Lombardia – che invece ha accelerato – tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Tra le Top 5 la Toscana è quella ha mantenuto il tasso più costante, il Lazio in meno di un anno e mezzo ha raddoppiato i numeri dei primi tre anni.

Anche per quanto riguarda il fatturato, il settore è aumentato costantemente: le rilevazioni di Iqvia dicono che nel 2017 l’e-commerce della farmacia valeva 96 milioni di euro, nel 2018 è cresciuto a 155 milioni, nel 2019 ha toccato i 240 milioni e si stima che a fine 2020 raggiungerà almeno i 315 milioni, con una crescita media annuale di circa il 47%. In questo scenario, la trasformazione digitale è ormai diventata una necessità per rimanere competitivi sul mercato, come già affermava un anno fa il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone. In questo senso, è la riflessione finale che arriva da Farmakom, l’accelerazione impressa dalla pandemia a digitalizzazione ed e-commerce rappresenta solo la conferma di quanto sia importante per il farmacista presidiare il canale online e tenere il passo con novità come la dematerializzazione e i servizi click&collect.

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