Farmacista per caso, leader per vocazione: la storia di Cristiano Vandone
Diventato farmacista per caso, Cristiano Vandone già prima di laurearsi ha iniziato la sua carriera a Novara, nella farmacia Nigri (oggi Lafarmacia.Nigri), dove è rimasto per otto anni come collaboratore. Nel gennaio 1996 si è trasferito a Milano diventando titolare della farmacia Montesanto, che ha guidato per oltre vent’anni.

Alla fine del 2018 ha venduto la farmacia al Gruppo Hippocrates Holding ed è entrato come direttore. Da allora ha seguito otto farmacie, risolvendo problemi e facendo crescere team e fatturato, grazie al suo bagaglio professionale. La sua storia dimostra che l’esperienza accumulata in anni di lavoro, prima da collaboratore e poi da titolare, con la vendita si moltiplica e diventa patrimonio condiviso per tutta la rete.
«Innanzitutto, come dico da sempre, io sono farmacista per caso, perché finito il liceo mi ero iscritto alla Facoltà di medicina con l’intenzione di fare poi l’anestesista» spiega Cristiano Vandone. «In realtà, poi, non ci sono mai riuscito perché nelle vacanze dopo la maturità ho avuto dei problemi di salute che mi hanno tenuto impegnato e lontano dall’università per un paio d’anni».
A quel punto «ero in ritardo per cominciare i lunghi studi di medicina e ho ripiegato sulla cosa più vicina: per questo ho scelto Farmacia». Continua Vandone: «la mia fortuna è stata trovare un maestro eccezionale, un farmacista che mi ha insegnato moltissimo, il dottor Franco Nigri di Novara». Vandone si avvicina alla farmacia Nigri già con il tirocinio obbligatorio durante il corso di laurea: «io e Franco ci siamo trovati in sintonia fin da subito e lui mi ha detto, ti blocco, ti assumo come magazziniere fin tanto che sei laureato e poi sarai uno dei miei farmacisti. Ed è lì che ho imparato a fare il farmacista, me l’ha insegnato lui. È stato veramente un maestro in tutti i sensi».
Dopo otto anni, «decido di prendere una mia farmacia e Franco mi ha aiutato a trovare la farmacia Montesanto, in Viale Montesanto a Milano, di cui sono diventato titolare nel 1996» continua Vandone. «Una farmacia piccola, brutta, sporca, gestita malissimo: negli anni, credo, di averla migliorata sia tecnicamente, sia professionalmente, affrontando tutte le varie sfide, dal decreto Bersani alle liberalizzazioni, dal farmacista legato alla ricetta a quello che deve essere imprenditore. Ho fatto degli sbagli, ho indovinato alcune cose». Fino ad arrivare al 2018, «quando ho incrociato la strada di Hippocrates Holding, che nasceva proprio allora. Sono stato tra i primi titolari a vendere al Gruppo nel 2019 la farmacia che oggi è Lafarmacia.Montesanto».
Prima di cedere i dubbi erano molti: «Vale la pena? Faccio bene? È la cosa giusta? Un gruppo che si presenta e che dichiara di voler acquisire quante più farmacie possibile. Allora c’era la paura di dovermi confrontare con capitali che io non avevo, con qualità manageriali che non avevo, con possibilità che non avevo. Quello che mi ha fatto decidere ha due nomi precisi: Davide e Rodolfo, che mi hanno detto “Per noi Hippocrates è un insieme di professionisti e vogliamo far lavorare i farmacisti con professionalità”». Da lì la vita professionale di Cristiano è cambiata tantissimo, prima è «rimasto come direttore di quella che era la mia farmacia, per poi seguire un percorso tra le farmacie che hanno problemi da risolvere. Rodolfo una volta mi ha detto che sono il Mr. Wolf di Hippocrates Holding, la persona che arriva a risolvere i problemi, come nel film di Tarantino».
Cristiano oggi è l’uomo delle missioni difficili: «Dopo la Lafarmacia.Montesanto, sono andato a Lafarmacia.MacMahon, una farmacia vecchio stampo, ancora ferma agli anni Sessanta, con un team che non lavorava all’unisono.

Il mio arrivo è coinciso con un taglio di diverse teste, con la formazione di un nuovo team. Insieme alle farmaciste che lavoravano con me alla Montesanto, abbiamo traghettato la vecchia farmacia al nuovo format di Hippocrates e abbiamo lanciato quella che è una farmacia ancora in crescita». Dopo il percorso continua in altre 6-7 farmacie di Milano a fare la stessa cosa: «ho adattato la farmacia al metodo Hippocrates che ormai avevo chiaro in testa, tanto che riuscivo ad anticipare i passi della sede, tagliando teste là dove era necessario, riorganizzando il lavoro a livello manageriale, quindi assegnando compiti priorità da rispettare» spiega Vandone.
C’è un fil rouge in tutte queste situazioni: sono tutte farmacie disgregate in primis a livello di personale. Farmacisti e addetti che tra di loro non dialogano e non sono in sintonia. Manca una figura che possa allacciare dei rapporti, che possa collegare le varie persone tra di loro, mantenendo per ognuno la loro specificità. «Si tratta di capire sostanzialmente quali sono le qualità di ognuno e lasciare che vengano fuori. Non imporre nulla, semplicemente dire guarda, dimmi che cosa ti piace e io te lo faccio fare. Così nel lavoro di tutti i giorni nasce un po’ di complicità, e anche un po’ di leggerezza. Cerco di far fare alle persone solo quello che preferiscono e in cui sono bravi: ed è lì che è un po’ come un puzzle, tutte le caselle a quel punto trovano una loro collocazione. Un lavoro ancora più importante in questo periodo di carenza di farmacisti».
Il suo ruolo è rimasto quello di chi risolve problemi che non fanno andare avanti la farmacia, la riorganizzazione delle farmacie che a un certo punto diventano problematiche. Come? «L’ho imparato a strada facendo, man mano quello che imparavo. Ho imparato soprattutto tanto umanità» ci racconta Vandone «Questo ruolo mi dà grande soddisfazione professionale e umana. Mantengo rapporti di amicizia con colleghi di tanti anni fa: ci si vede ancora magari per un giro in moto, per mangiare qualcosa insieme e raccontarsi le cose degli ultimi mesi. Con tanti ci sentiamo e ci vediamo regolarmente. Penso, per esempio, a colleghi direttori o direttrici che ho formato in questi anni e che mi chiamano per risolvere un problema, avere un suggerimento, togliersi un dubbio». Si tratta di «un riconoscimento continuo non soltanto da parte dell’azienda, che mi manda ad affrontare nuove avventure, ma dei colleghi che hanno che hanno assimilato la mia disponibilità ad aiutarli».
Guardando ai risultati concreti, conclude Vandone «il mio gioiello è la farmacia MacMahon. Dopo tre o quattro anni oggi il fatturato è raddoppiato, ci lavorano 8 persone. Un’altra grande soddisfazione è la recente esperienza alla Lafarmacia.Pontenuovo, che sta segnando un +20-25% dopo l’ingresso in Hippocrates Holding».
