Accordo Phoenix-McKesson: in Italia Comifar rileverà Admenta e le farmacie Lloyds, ma non il brand

Filiera

Ridisegnerà estesamente equilibri e fatturati della distribuzione farmaceutica – anche se non da subito – l’accordo tra l’americana McKesson e la tedesca Phoenix che trasferisce a quest’ultima una buona parte delle attività europee del gruppo statunitense. Nel perimetro dell’intesa (ufficializzata dalla multinazionale tedesca il 7 luglio, con un comunicato che conferma le indiscrezioni già circolate in precedenza) rientrano gli asset che fanno capo a McKesson in Italia, Belgio, Francia, Irlanda, Portogallo e Slovenia, nonché la sede centrale a Stoccarda, in Germania, e il 45% del distributore olandese Brocacef, di cui Phoenix già possedeva il 55%. «Con questa operazione» commenta Sven Seidel, amministratore delegato della compagnia tedesca «rafforziamo il nostro ruolo di fornitore integrato di prodotti di salute, con una presenza paneuropea e marchi ben consolidati nei singoli Paesi. In futuro saremo in grado di offrire ai nostri clienti – cioè pazienti e imprese della filiera –  un menù di servizi integrati ancora più completo ed efficiente». In Germania, in particolare, resta esclusa dal perimetro dell’accordo l’attività di McKesson nella distribuzione farmaceutica all’ingrosso, già interessata dalla joint venture che la società americana aveva avviato nel 2019 con Gehe/Alliance.

 

La presenza del gruppo Phoenix in Europa: distribuzione e farmacie

 

L’acquisizione delle attività di McKesson Europe, continua il comunicato, consentirà a Phoenix di entrare in Paesi dove oggi non è presente, come Belgio, Irlanda, Portogallo e Slovenia. Nel nostro Paese invece, dove il gruppo tedesco è già presente con Comifar, passeranno all’azienda italiana la holding Admenta (giro d’affari annuo attorno ai 600 milioni di euro) i due magazzini di Bentivoglio (provincia di Bologna) e Gorgonzola (Milano) e le 264 farmacie della catena Lloyds, che comprendono 219 comunali in gestione e 45 private in franchising.

L’integrazione della rete retail nelle altre attività di Comifar, commenta Mauro Giombini, executive chairman del gruppo «contribuirà all’ulteriore sviluppo e consolidamento dei servizi offerti, quale punto di riferimento e presidio sanitario diffuso sul territorio a beneficio dei cittadini». L’operazione, in particolare, «ha grande rilevanza a livello internazionale e porterà nel nostro Paese un deciso rafforzamento di tutto l’ecosistema italiano della distribuzione dei farmaci, generando valore aggiunto per le farmacie, i loro clienti e più in generale per tutti gli stakeholder». L’obiettivo, ha aggiunto Roberto Porcelli, general manager del Gruppo «è quello di valorizzare i migliori talenti e le professionalità presenti in entrambe le compagnie».

Se in Italia l’operazione McKesson consente a Comifar di disporre di ciò che finora le era mancato, ossia una rete “evoluta” di farmacie (in aggiunta alla sua “virtual chain” Valore Salute), in Europa invece l’acquisizione delle attività del gruppo americano dovrebbe aggiungere alle 2.800 farmacie che Phoenix già possiede un centinaio di esercizi in Belgio e una novantina in Irlanda. Restano invece fuori dall’intesa i 1.400 punti vendita di Lloyds Pharmacy nel Regno Unito, un’esclusione che lascia nell’incertezza la proprietà del marchio e potrebbe costringere Comifar a “ribrandizzare” le farmacie una volta completato il passaggio di proprietà.

La transizione dal gruppo McKesson Europe a Phoenix, in ogni caso, sarà graduale e si concluderà non prima del prossimo anno. «Con questa operazione» conclude Seidel «apriamo un nuovo capitolo della nostra storia: fatta salva l’approvazione delle autorità antitrust, Phoenix e McKesson Europe lavoreranno all’integrazione delle loro attività commerciali in uno spirito di partenariato a livello nazionale e dando la priorità alle esigenze dei clienti».

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